Twitter nuovo strumento di recruitment

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Continuano ad evolvere i modi di farsi assumere o farsi notare dalle aziende nel 2013.

Stanchi di siti di reclutamento tradizionali e inondati da cv non pertinenti, alcuni reclutatori si rivolgono ai social network per pubblicare le loro offerte di lavoro, a caccia di candidati adeguati.

Fin qui nulla di nuovo, dato che conosciamo tutti il social network professionale per eccellenza, LinkedIn.

La novità arriva da alcuni reparti risorse umane, dove, secondo il Wall Street Journal, alcuni selezionatori sostengono che Twitter ha trasformato la ricerca e l’assunzione, aiutando a identificare quei candidati che non sarebbero stati  trovati altrimenti.

Alcune imprese americane sono già rodate nel processo di recruitment via Twitter, come la Enterasys di Boston: per un posto nel settore del social media marketing dell’azienda, quale miglior veicolo degli stessi social media per trovare un candidato adeguato e brillante? Tra l’altro, dopo la prima esperienza, il direttore marketing dell’impresa, Vala Afshar, si è convinto che non farà più uso dei processi tradizionali, sostenendo che “il web è il vostro CV, i social media le vostre referenze”.

Le posizioni sul CV di 140 caratteri sono però contrastanti e le regole di reclutamento su Twitter non sono ancora chiare: chi cerca lavoro deve postare solo argomenti professionali o anche gli aggiornamenti personali possono dare dei vantaggi? I selezionatori possono intervenireall’interno dei dialoghi su Twitter dei candidati? E, soprattutto, come si scrive un CV di 140 caratteri?

Anche per questo, al quartier generale Twitter a San Francisco si sono adoperati a organizzare una twitterchat sull’argomento, ricevendo diverse centinaia di tweet in risposta alle domande che venivano poste. La risposta più condivisa è quella secondo cui Twitter e altri social media siano strumenti ormai essenziali per stabilire connessioni e farci notare da chi ci interessa, o per lo meno sono i canali più veloci e di impatto. Il carattere pubblico di Twitter consente di sviluppare un certo rapporto con i reclutatori e con le aziende a cui altrimenti non avremmo accesso.

Jocelyn Lai, alle risorse umane per la GSD&M, società americana, sostiene di usare regolarmente Twitter per farsi un’idea del candidato: guardando come interagisce con le persone, capendo in quale posizione si trovano, a quale tipo di personalità sono più affini, se abbiano o no senso dell’umorismo.

I sondaggi mostrano che i selezionatori prospettano di usare maggiormente la piattaforma di Twitter in futuro per le loro esigenze di ricerca di candidati rilevanti, soprattutto in nicchie del mercato del lavoro come quelle di media e tecnologia, settori nei quali la reputazione su Twitter ha molto valore.

Avete già aperto un account?

 

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