Tassi di conversione: più alti al secondo accesso

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone

Spesso alcuni dati statistici delle conversioni dei siti aziendali vengono sottovalutati, perché si ritiene che il loro significato sia lampante ed ovvio.
In realtà spesse volte i dati più evidenti possono avere un’interpretazione alternativa.
Generalmente le aziende si preoccupano di ideare siti con strutture ed elementi grafici, tesi a portare l’utente verso la compilazione di un form o, nel caso di un ecommerce, verso l’acquisto on-line.
Ma gli esperti stanno cominciando a valutare l’importanza di procedere nella progettazione dei siti tenendo presente altri fattori, come per esempio:

  1. E’ più facile che gli utenti effettuino la conversione da un sito se conoscono già il marchio dell’azienda a cui appartiene.
  2. Gli utenti che tornano sul sito le volte successive alla prima hanno tassi di conversione più elevati rispetto a chi visita per la prima volta le pagine web di un’azienda.
  3. Gli utenti che hanno già effettuato un acquisto di un articolo più facilmente effettueranno la conversione rispetto alle persone che devono acquistare per la prima volta.

Queste considerazioni provengono da dati statistici e dall’esperienza del Sig. Tim Peter, un esperto del settore che ritiene sarebbe interessante, per aumentare le percentuali di conversione, concentrarsi non tanto sul tentativo di conversione degli utenti alla prima visita di un sito, quanto sul convincere l’utente a ritornare ripetutamente sulle pagine web aziendali.
Ma allora perché tante marche tendono a cercare di convincere la gente a comprare subito e in così pochi si concentrano sull’ideare campagne di remarketing?
Da queste considerazioni si potrebbe concludere che dirottare le proprie energie per convincere la gente a tornare sul proprio sito sia più conveniente rispetto al concentrarsi sulla ricerca di conversione alla prima visita.

L’azienda specializzata, SeeWhy, ha recentemente pubblicato statistiche da cui si evince che circa il 57% di conversioni e-commerce provengono da persone che hanno prima navigato il sito web o che procedono all’acquisto dopo aver ricevuto un’e-mail dall’azienda. In entrambi i casi il cliente aveva una certa familiarità con la marca.

Ovviamente l’ideale è sempre agire su più fronti. Per attuare una comunicazione efficace al giorno d’oggi è necessario lavorare di continuo e su aspetti differenti, così le tanto desiderate conversioni arriveranno.

E voi cosa ne pensate?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *