Talkability: quando la parola del consumatore è legge!

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone

Quante volte ci è capitato di discutere con qualcuno della qualità di un gelato, di un telefono cellulare o di un capo d’abbigliamento? Chiacchiere, confronti, polemiche animate o riflessioni pacate: il tutto allo scopo di scambiare una serie di informazioni importanti per le preferenze e i gusti che influenzano i nostri quotidiani  comportamenti d’acquisto.  A volte riuscendo ad influenzare i nostri amici più vicini e determinando le loro scelte, o, al contrario, consolidare le loro convinzioni quando il prodotto preso in esame si rivela pessimo.

Tutto ciò avviene anche in rete, utilizzando strumenti quali blog, forum e social media, la cui autorevolezza ha progressivamente sostituito quella di canali tradizionali quali tv, radio e carta stampata. E che ora costituiscono canali ineludibili nei processi decisionali dei consumatori.

Freedata Labs, azienda specializzata in ricerche sui social media, grazie ad una minuziosa analisi di social intelligence ha monitorato le circa 800.000 conversazioni on line che i consumatori hanno effettuato dal 1 gennaio 2010 al 31 gennaio di quest’anno  relativamente ai seguenti 13 tipi di prodotti: pannolini per bambini, shampoo, detersivi per lavatrici, yogurt, gelati, birra, vodka, jeans, abbigliamento intimo, borse, telefonia mobile, city car e assicurazioni.

Il risultato? Una serie di dati che ci aiutano a mettere a fuoco una nuova dimensione del marketing denominata Talkability, ovvero la capacità di un brand di creare in rete contenuti che lo riguardino.

Dall’analisi effettuata, infatti, veniamo a conoscere alcuni degli aspetti chiave su cui concentrare maggiormente l’attenzione in futuro. Uno di questi è sicuramente il grado di popolarità dei canali utilizzati: veniamo così a scoprire che se per gli yogurt le fonti autorevoli sono rappresentate dai forum, per quanto riguarda la moda sono i blogger a dettare le nuove tendenze. Mentre per le assicurazioni il campo è completamente aperto, non esistendo a tutt’oggi un riferimento forte nel settore.

Un altro risultato importante di cui tener conto riguarda l’indice di concentrazione di contenuti per canale. Il luogo in cui avviene il maggior numero di scambi tra i consumatori è il forum, che diventa quindi il canale principale attraverso il quale veicolare le strategie di comunicazione delle aziende.

Anche gli stili di comunicazione utilizzati dai consumatori assumono rilievo ai fini della ricerca: nonostante di tutti e tredici i prodotti si parli con uno stile mediamente introverso, quello più estroverso trova comunque luogo nelle discussioni legate a vodka, birra e yogurt. Pacate e analitiche sono le chiacchierate su shampoo, detersivi e pannolini e neutre quelle legate ai telefonini. Ma, dato forse più importante, sono soprattutto i prodotti legati al food and beverage che presentano uno stile più estremo nelle conversazioni.

Infine, le emozioni espresse dai consumatori, con una sostanziale differenza tra siti mainstream e forum/social media per quanto riguarda il tono di conversazione dei brand in pubblicità.

Con una comunicazione sbilanciata sempre più verso i consumatori, che al giorno d’oggi sono i responsabili di innumerevoli messaggi relativi ad un marchio, non ci rimane che rizzare le orecchie e prestare attenzione a quanto i quasi 30 milioni di italiani connessi suggeriscono ai propri amici di acquistare.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *