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twitter per aziende B2B

Hai un’azienda? Ecco perché devi usare Twitter

Sicuramente ne avrai sentito parlare.

Sicuramente avrai scartato l’idea come una perdita di tempo o una moda passeggera.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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Twitter: come utilizzarlo al meglio per il tuo business

Al giorno d’oggi è sempre più importante il ruolo che svolgono i social network nel definire in maniera significativa i ruoli della comunicazione aziendale. Se in un primo momento era l’azienda a essere la diretta responsabile della creazione dei contenuti, ora è l’utente stesso a tenere sotto controllo la brand awareness dell’azienda.

Twitter assume in questo scenario un ruolo fondamentale per le imprese che vogliono fare social media marketing in quanto permette la creazione di un legame diretto tra cliente e azienda facendo assumere al pubblico un ruolo attivo nel processo creativo.

A questo punto la vera domanda da porsi è: come riuscire a sfruttarlo al meglio?

  1. Posiziona l’azienda come leader riconosciuta

Attraverso i tweet puoi servirti delle informazioni che puoi trovare online riguardo la tua area di business. Segui i maggiori esperti del tuo settore, guarda ciò che pubblicano; questo ti permette di rimanere al passo e di conoscere quello sta accadendo al di fuori della tua azienda facendoti apparire sempre competente e in linea con le novità.

  1. Impegnati con la tua audience

Una volta compresa la bi-direzionalità comunicativa di Twitter, è possibile interagire tempestivamente con gli utenti che postano un commento positivo o negativo sulla tua azienda. Questo ti dà la possibilità di mostrare il tuo lato umano e di interesse dietro i tweet quindi guadagnare punti per l’autenticità.

  1. Brand e personalità

Nessuno vuole leggere dei tweet rigidi e distaccati. Trova la personalità che si cela dietro il tuo brand e risaltalo. Ciò ti permette di costruire un legame più forte con l’audience.

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  1. Indirizza il traffico verso il tuo contenuto

Se non utilizzi Twitter per indirizzare il traffico verso i tuoi contenuti, rischi di non sfruttare la sua utilità. Utilizza gli hashtag per dare la possibilità ai tuoi utenti di trovare facilmente messaggi e articoli sui temi di loro interesse.

  1. Controlla la concorrenza

I tweet dei tuoi concorrenti sono un lasciapassare all’interno del loro business plan: perché non approfittarne?

  1. L’arte del riassunto

È inutile scrivere articoli che si prolunghino oltre i 140 caratteri che Twitter ti concede in quanto si rischia di risultare eccessivamente discorsivi. Concentrati sui contenuti base del tuo articolo, valorizzali e rendili interessanti all’occhio dell’utente. In questo modo puoi massimizzare le probabilità di retweet.

  1. Menziona i tuoi clienti

Se uno dei tuoi lead o partners pubblica un articolo o parla di qualche evento relativo al tuo business, dagli credito. A tutti piace un po’ di riconoscimento pubblico.

  1. Fuso orario

Può sembrare banale ma non tutti sono connessi nello stesso momento. Questo significa che bisogna redigere una buona pianificazione per poter essere visibili e connessi nelle fasce orarie più rilevanti in tutto il mondo.

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  1. Divertiti

Come puoi dar voce al tuo lavoro se non mostri un po’ di creatività? Non aver paura ad essere un po’ divertente. Prova con un quiz impossibile, una foto accattivante o alcuni giochi divertenti come per esempio decidere di pubblicare periodicamente la foto del customer of the week. L’utilizzo di immagini permette di aumentare i retweet del 150%. Perché non sfruttarle?

Gli strumenti a tua disposizione sono tanti. Questi sono solo alcuni degli aspetti fondamentali per riuscire ad avere un feedback di ritorno grazie a Twitter. Seguendo questi consigli potrai espandere il brand recognition, i tuoi clienti saranno più soddisfatti e gioverà all’immagine della tua azienda.

Se sei interessato a capire come valorizzare la tua realtà aziendale, richiedi una consulenza gratuita ai nostri esperti che ti seguiranno passo dopo passo alla realizzazione del tuo obbiettivo.

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.
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B2B: la tua azienda dovrebbe essere social?

Una volta le aziende non capivano il motivo per cui aprire un sito online e dover comunicare in modo digitale. Spesso si aprivano profili aziendali su social come Facebook, Twitter e LinkedIn, ma poi… Il nulla.

Oggi invece la maggior parte delle aziende B2B non si concentra più sul “perché”, ma sul “come” attuare una strategia di social media marketing efficace.

Per capire il potenziale di questi mezzi, basti vedere che esistono 13 milioni di italiani su Facebook, 5 milioni su Blogger, 2,8 milioni su LinkedIn e 1,5 milioni su Google+.

La parola chiave è: big data management. Una buona strategia social deve partire da un’analisi di esigenze e obiettivi dei potenziali clienti, bisogna quindi individuare il proprio target. In seguito è necessario creare e diffondere contenuti interessanti in grado di catturare l’attenzione del proprio target, instaurare relazioni e attuare una lead generation. Il problema è gestire in maniera intelligente l’enorme flusso d’informazioni che arrivano dai social network.


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Il social è uno strumento a corrispondenza biunivoca: voi parlate ai clienti e i clienti parlano di voi, sia positivamente che negativamente, ed è quindi importante avere un atteggiamento proattivo ed essere pronti a reagire alle impressioni dei clienti.

Ricorda che le informazioni sulla tua azienda devono essere chiare, facili da trovare e di bell’aspetto: è opportuno che abbiano una foto, un video o un’immagine che catturino l’attenzione del cliente.

Ogni social ha la sua logica e un diverso stile di comunicare, vediamo allora le caratteristiche principali dei 3 social network più usati:

Twitter

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È il social degli short message: 140 battute per esprimere un pensiero, un’idea, con la possibilità di inserire un contenuto come un’immagine, un video o un link. Il tuo profilo Twitter o quello della tua azienda è la chance per raccontare la storia del tuo business alla community. I toni da usare? Meglio se effervescenti e positivi!

Facebook

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È un social diffuso e diversificato: la strategia punta alla fidelizzazione attraverso i like e al coinvolgimento delle persone tramite posti virali e interessanti. Anche qui i toni sono ottimistici, rafforzati da momenti di serietà, rimarcati da un’immagine o un video. Facebook è un canale utile per aumentare la brand awareness, portare traffico al sito web/blog dell’azienda e per sviluppare un dialogo col vostro cliente.

LinkedIn

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È un social network nato per il business: a livello professionale ci si può iscrivere come singoli o come azienda. Su LinkedIn le informazioni postate sono moltissime, si generano canali di attenzione da cui nascono curiosità e nuovi spunti di riflessione. Se parli di qualcosa perché la conosci, significa che professionalmente ne sai, è quindi un ottimo modo per far conoscere di cosa si occupa la tua azienda. Che siate azienda o libero professionista l’arma vincente è lo stile e la coerenza con il vostro lavoro e modo di pensare.

I social media trattano di persone: se le terrai in considerazione, loro si ricorderanno della tua azienda. Se vuoi progettare una strategia social di successo, noi facciamo al caso tuo!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione
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Content marketing B2B: i trend negli Stati Uniti

Si parla molto dell’efficacia del content marketing nelle aziende, ma spesso si nota che questo concetto non risulta ben chiaro.

Il content marketing è un approccio di marketing strategico focalizzato a creare e distribuire un contenuto rilevante per attrarre e mantenere un pubblico preciso e, ovviamente, produrre un ritorno per il cliente.

Secondo una ricerca del “Content Marketing Institute” i migliori marketer degli Stati Uniti hanno una strategia ben definita, si incontrano con i loro team molto spesso, sperimentano un’ampia gamma di tecniche e seguono diverse regole auree.

Per conoscere le accortezze che possono aiutarti a distinguerti nell’ambito del content marketing, analizzare i risultati del report utile può rivelarsi la strategia vincente.

Le quattro caratteristiche fondamentali che identificano i migliori nel settore sono:

  1. sanno come è impostato un contenuto di marketing efficace
  2. stabiliscono per iscritto una strategia
  3. mettono nero su bianco una linea editoriale
  4. comunicano molto con il loro teamcontent-marketing1

Secondo la ricerca il 44% dei marketer sa cosa significa sviluppare un content marketing vincente, ma  solo il 30% dei B2B marketer sostiene che le loro aziende operano con profitto in questo ambito.

Il 44% si incontra giornalmente o settimanalmente: più un team è efficace, più spesso si incontra.

Mediamente i B2B marketer assegnano il 28% del loro budget totale di marketing ai contenuti ma i più produttivi arrivano fino al 46%.

Stando alle statistiche, gli obiettivi annuali più importanti per chi fa marketing B2B sono l’acquisizione di nuovi clienti (85%) e le vendite (84%).

Parliamo ora di strategia: il 32% dei marketer sostiene di averne una e di averla definita per iscritto, ma il dato interessante è che il 48% dice di averla elaborata solo verbalmente. È dimostrato che i primi ottengono risultati migliori.

Che tipo di contenuti creano maggiormente le imprese americane? Secondo il report, il 93% della produzione è rivolto ai social media, seguito da casi di studio, blog e newsletter; anche se l’opzione più efficace, secondo il 75% degli intervistati, sono gli eventi in cui ci si incontra di persona. In crescita anche l’impiego di foto o illustrazioni, che risultano i contenuti con l’incremento più importante rispetto all’anno precedente, essendo passati dal 69% al 76%.

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Per quanto riguarda le piattaforme social più usate per la distribuzione di contenuti sono, in ordine, LinkedIn (94%), Twitter (87%), Facebook (84%) e YouTube (74%). In merito all’efficacia, LinkedIn risulta essere sempre al primo posto con il 66%.

Il content marketing è una delle tecniche che usiamo a L’Ippogrifo per incrementare il fatturato dei nostri clienti. Se vuoi che ti illustriamo quali sono le altre, richiedi un appuntamento con un nostro consulente.

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Le 4 regole d’oro di Twitter

320 milioni di utenti in tutto il mondo.

6.4 milioni di utenti in Italia.

320 milioni di possibili clienti nel mondo.

6.4 milioni di possibili clienti in Italia

Sono questi i numeri di Twitter, il terzo social network per base di utenti e uno dei più utilizzati dalle aziende, preceduto soltanto da Facebook (1.65 miliardi) e YouTube (1 miliardo).

Per la particolare logica di Twitter non sempre fare marketing cinguettando risulta essere semplice. Consideriamo ad esempio il limite dei 140 caratteri (recentemente “ampliato” grazie all’esclusione dal conteggio di tag e immagini), l’importanza degli hashtag, la logica dei tag differente dagli altri social e una gestione che richiede tempo e dedizione.

Ecco un piccolo vademecum con delle semplici regole per gestire in modo efficace e profittevole Twitter.

#Regola 1 – Non essere egocentrico

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Chi è il tuo target? Imprenditori, informatici, agricoltori, marketing manager, avvocati… Fin qui ci siamo: ma che cosa sono prima di tutto? Sono persone e le persone sono curiose, soprattutto per quel che riguarda il proprio settore. Oltre a creare contenti originali e autoreferenziali, retwitta, posta e cita tweet da altre fonti che operano nel tuo settore. Ricorda che tra chi ti segue non ci sono soltanto i sostenitori del tuo brand ma anche semplici curiosi del settore di cui ti occupi. Informa, non promuovere soltanto.

#Regola 2 – Ogni utente è speciale

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Hai appena messo a punto un sistema di risposta automatica? Bene, eliminalo. Ricorda sempre che quando condividi qualcosa devi condividere valore: questa regola vale anche con i messaggi. Se devi ringraziare qualcuno per il follow o devi inviare un messaggio standard, meglio perdere qualche minuto in più e scrivere qualcosa su misura. Stupirai il cliente e otterrai come risposta un commento positivo. Provare per credere!

#Regola 3 – Non siamo robot

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Le persone che ci seguono su Twitter non cercano una comunicazione istituzionale, proprio perché sanno che dietro all’account del brand si cela una squadra di Social Media Manager. Le persone vogliono interagire con altre persone. Anzi, sono molto più propense a rispondere e a contattarti se capiscono che dall’altra parte c’è una persona in carne ed ossa.

#Regola 4 – Non è un gioco da ragazzi

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Scrivere contenuti utili e di valore spesso non è facile in 140 caratteri. Ed è ancora più difficile scegliere un’immagine adeguata e gestire in modo corretto i tag. Farsi notare in una foresta di milioni di cinguettii lanciati ogni giorno, nel proprio mercato di nicchia, può essere un’impresa ardua e molto spesso un singolo tweet può costare veramente caro…  Ne L’Ippogrifo lavora una squadra di veri esperti del marketing e non sono esclusi i social: sappiamo quanto stiano diventando importanti nel mercato B2B, e per questo vogliamo offrirti un servizio d’eccezione.

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Twitter: la rivoluzione è arrivata (o quasi)

Lo abbiamo immaginato. Lo abbiamo temuto. Lo sapevamo fin dall’inizio: dopo mesi di dibattiti e discussioni Twitter ha oltrepassato il muro dei 140 caratteri. Ma l’ha fatto con stile.

Fino a qualche mese fa, giravano voci secondo le quali il social network dei cinguettii avrebbe detto basta una volta per tutte al famigerato limite dei 140 caratteri, snaturandosi e andando a uniformarsi al fratello maggiore Facebook. Se lo ricordate, all’epoca la community dei social non vide di buon occhio la deriva che Twitter stava per prendere, considerandola un attacco alla sua unicità.

La finta rivoluzione

Sicuramente sarete stati scossi da titoli come “Twitter dice addio ai 140 caratteri!” oppure “La fine del limite dei 140 caratteri”. In realtà, la storia è un po’ diversa. Non si tratta di un’eliminazione del limite dei caratteri ma solamente della fine delle limitazioni imposte ai caratteri quando si inseriscono foto, video e tag.

Il limite resterà ma sarà solamente riferito al puro testo e non all’intero messaggio. Si potranno quindi inserire foto, video e tag senza incidere in alcun modo sui 140 caratteri del testo.

Le novità

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– La fine del .@

I più assidui utilizzatori di Twitter lo conosceranno bene: si tratta dello stratagemma di mettere un puntino prima del nome account da citare così da rendere visibile a tutti i follower del contatto la vostra risposta. Ora, Twitter ha deciso di dare più visibilità ai messaggi rendendo i tweet potenzialmente visibili all’intera lista di follower.

– Un ego smisurato

Ora sarà possibile retwittare un nostro stesso messaggio. Questa novità sembra essere stata ideata per sopperire alla mancanza della modifica ai tweet (già presente in Facebook). Lo scorso giugno, il co-fondatore di Twitter Jack Dorsey, ha detto di considerare questa auto-citazione come un escamotage per “tornare indietro, guardare i propri tweet, correggerli o commentarli”.

Ma in tutto questo, come si può fare marketing?

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In 140 caratteri non dovrebbe essere difficile. E invece lo è: non solo bisogna far passare un determinato messaggio in poche righe, ma questo messaggio deve avere anche un determinato appeal. Un appeal che non è quello di Facebook, né quello di Instagram né quello di LinkedIn bensì quello specifico e unico appeal che si può trovare soltanto nella speciale popolazione di Twitter. Sinteticità e andare dritti al punto, e ogni tanto anche una punta di ironia. Twitter non deve essere visto come un semplice divulgatore di link esterni (che verranno puntualmente tagliati), ma una piattaforma con delle proprie regole definite e una logica unica. Fondamentale è comprende questa logica e saperla utilizzare (noi possiamo darti qualche spunto).

Siate brevi, ma fatelo con stile: arrivate al cuore del popolo di Twitter e avrete fatto centro.

Curiosi di conoscere questo mondo? Potete cominciare da qui!

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Influencer marketing: una soluzione intelligente e proficua

Con “Influencer Marketing” si intende quel processo in cui si sviluppa un marketing indirizzato a determinate personalità anziché al mercato nel suo complesso, perché esse ricoprono posizioni chiave nell’influenzare una determinata porzione di pubblico.

La “Teoria del flusso a due fasi di comunicazione”

La teoria su cui questa tecnica si basa ha origine da uno studio sociologico effettuato nel 1955 da cui è stata elaborata una teoria chiamata “Teoria del flusso a due fasi di comunicazione”: essa sostiene che non esista un flusso di informazioni che passa dai media direttamente ai destinatari finali, ma vi sono degli attori interposti chiamati opinion leader. Questi intermediari filtrano i messaggi che poi raggiungeranno il gruppo sociale di riferimento, quindi chi emette le informazioni deve conquistare loro per poter conquistare il pubblico più vasto.

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Oggi questa pratica si traduce nell’ambiente dei social media: post su Facebook, Instagram o tweet sponsorizzati nati dalla collaborazione tra brand e influencer (che il più delle volte è una celebrità) che per 160 caratteri di messaggio o una selfie con il prodotto pubblicizzato riceve un gruzzolo non indifferente – per esempio Cristiano Ronaldo, celebre calciatore con 42,2 milioni di follower su Twitter, viene pagato fino a 250,000$ per ciascun cinguettio promozionale.

Un sondaggio condotto da Buzzoole, piattaforma di influencer marketing self-service, ha rilevato che il 65% dei brand ha intenzione di aumentare il budget in direzione di questo tipo di marketing, superando gli investimenti in altre strategie. I 200 brand intervistati hanno riferito anche quali saranno i canali prediletti per questo scopo. Il 34% punta sui blog, il 29% Instagram, il 23% Facebook, 8% Twitter, 5% Youtube e 1% Snapchat.

Come selezionare l’influencer giusto?

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Ci sono tre punti chiave da tenere ben presente:

  1. Presa sul Mercato. Non si tratta solo del numero effettivo di follower che l’influencer possiede, ma anche del numero di connessioni che può stabilire con altri influencer.
  2. Rilevanza. Il seguito del tuo influencer deve provare interesse per il tuo prodotto, quindi se la tua azienda vende prodotti alimentari non sceglierai un personal trainer come influencer.
  3. Persuasività. Controlla l’attività precedente del prescelto: interagisce con i follower? Quanta presa ha in termini di condurre l’opinione delle persone in una determinata direzione?

Questa è solo una delle numerose possibili strategie di cui si serve una campagna di marketing per essere efficace. Se la tua azienda è alle prime armi, non fidarti del fai-da-te: affidati ad esperti, contattaci.

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Cos’è Snapchat e perché tutti i marketers ne sono ossessionati

La tecnologia offre novità costantemente tra strumenti, app o servizi, dunque spesso è difficile capire quale raggiungerà una diffusione mainstream. È critico però per una professione come quella degli addetti al marketing essere sempre aggiornati sui trend più apprezzati dal pubblico, perché ne va del futuro della campagna di cui si stanno pianificando le strategie.

L’ultimo strumento che inizia a farsi strada nel mondo del social media marketing è Snapchat. I più giovani lo conoscono da almeno un paio di anni, ma è negli ultimi mesi che ha raggiunto una diffusione quasi virale (con 100 milioni di utenti giornalieri). Si tratta di un’app creata nel 2011 che permette agli utenti di creare Snap, cioè contenuti in forma di foto o brevi video personalizzabili con disegni e didascalie. Questi possono essere inviati agli amici oppure aggiunti alla propria “Storia”, una collezione dei propri Snap visibile dai nostri follower per 24 ore dalla pubblicazione, dopodiché si auto cancellerà.

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Il successo di questa innovativa app sta proprio nella sua capacità di abbinare le caratteristiche preferite dalla nuova generazione – e non solo – nel rapportarsi al digitale:
– la velocità di Twitter, data dalla possibilità di vedere quasi in tempo reale foto e video di amici e persone famose;
– la familiarità di Facebook, che permette di restare in contatto con i nostri amici e familiari lontani ed essere parte delle loro giornate;
– i contenuti delle nostre app di riferimento per restare aggiornati:infatti la sezione Discover fornisce minivideo creati da una serie di news-provider internazionali (CNN, Daily Mail, BuzzFeed tra questi).

Come possono le aziende sfruttare questo strumento a loro vantaggio?

Grazie alla sua capacità di offrire una finestra sulla vita degli user, creare un account aziendale su questa piattaforma permetterà un rapporto più diretto e immediato con i clienti effettivi e potenziali. Uno dei modi per attirare l’attenzione del pubblico è offrire contenuti esclusivi, come il retroscena della produzione del prodotto o servizio di cui vi occupate, una sorta di sguardo “dietro le quinte”. Ciò può essere condito da alcuni Snap con un’anteprima di un prodotto non ancora lanciato, che genererà aspettativa e interesse a restare aggiornati da parte dei follower.

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Snapchat nasce come un social e dev’essere gestito come tale, non è un megafono per l’autopromozione. Rispondere a tutti è fuori questione ma creare interazione, con un po’ di ingegno, è possibile. Molte aziende già lo fanno, chiedendo ai propri follower di mandare snap utilizzando il loro prodotto o rispondendo a determinati contest e “premiandoli” condividendo i loro minivideo sull’account aziendale. Con questo tipo di comunicazione otterrai un maggiore apprezzamento dal tuo pubblico perché vedrà le persone al di là del brand e inevitabilmente ci instaurerà un legame.

Utilizzare gli strumenti giusti è uno dei pilastri principali per la gestione di un marketing efficace. Come gestisci il tuo? Se sei in cerca di aiuto, rivolgiti ad esperti, contattaci!