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Taco Bells lancia la sua nuova campagna pubblicitaria riaccendendo la rivalità con McDonald’s

“It’s another perfect morning in the routine republic where happiness is it in the same breakfast. Same breakfast, same routine”. Con il nuovo spot “La repubblica della Routine”, Tacos Bell, azienda che produce tacos e burritos, rinnova quello che è già da tempo lo scontro per la supremazia nel mercato dei fast food.

La catena californiana facente parte del gruppo Yum! Brands, ha da poco pubblicato il suo nuovo spot pubblicitario rilanciando lo scontro con la rivale McDonald’s. Lo spot rievoca una condizione di dittatura nella quale gli abitanti della “Repubblica della routine” sono costretti a fare colazione tutte le mattine con lo stesso hamburger.

La condizione di dittatura è evidente e viene sottolineata dalla televisione che trasmette spot pubblicitari dove il regime totalitario costringe la popolazione a seguire una ferrea routine. Il popolo, controllato da un regime di presunti pagliacci non può fare altro che assecondare la loro forza fino al momento in cui due ragazzi decidono di prendere in mano il loro destino e scappare.

I due giovani, in coda per la colazione, improvvisamente iniziano la fuga ed inseguiti dalle guardie, corrono per la città alla ricerca di una via d’uscita. Dopo una lunga corsa si ritrovano di fronte al muro perimetrale della città, chiaro riferimento al muro di Berlino. Nascosto da un poster i giovani trovano un foro nel muro che gli permette di fuggire.
Accompagnati dal suono di campane i due ragazzi raggiungono la città sopra la collina nella quale vive la “Next generation of breakfast”. Al loro arrivo sono accolti da alcuni ragazzi con i quali scambiano poche battute: “Where is the rest of us? They are coming!”

La sfida è lanciata, non ci rimane che aspettare i risultati e vedere se Taco Bell riuscirà nel suo intento di spostare il primato di miglior fast-food al mondo dalla sua parte . Buona visione

Le opinioni sulla pubblicità di 29.000 consumatori

Nielsen ha da poco reso noti i dati riguardanti l’indagine globale sulla fiducia dei consumatori e sull’interazione di spesa. Tale ricerca permette di capire quali siano le pubblicità più incisive e quanto riescono a influenzare i consumatori. Lo studio ha coinvolto più di 29.000 consumatori online in 58 diversi paesi in tutto il mondo nel maggio 2013.

Dai dati emerge che, ancora una volta, il passaparola rimane la forma di pubblicità più efficace poiché trasmette fiducia, tanto che il 78% (84% nel mondo) dei consumatori italiani si basa sui consigli dei conoscenti per l’acquisto dei prodotti, ma, stranamente, il dato risulta in calo rispetto alla scorsa ricerca. Segue immediatamente la consultazione delle recensioni online di altri consumatori, di cui si fida circa il 64% degli italiani, trend in crescita. Al terzo posto, col 50% del consenso dei consumatori italiani, troviamo i pubbliredazionali.

La pubblicità televisiva continua a mantenere un ruolo di una certa rilevanza: il 42% degli italiani la considera attendibile come guida agli acquisti. Inoltre il trend è in aumento e segno di come la tv sia ancora uno dei media centrali per la cultura italiana. Tuttavia, il valore risulta inferiore rispetto alla quota mondiale, che si aggira attorno al 62%. Totalizza il 50% la pubblicità sui quotidiani, mentre in coda troviamo la pubblicità radiofonica, che in Italia raggiunge la soglia del 41% contro il 57% globale.

Trattiamo ora i dati riguardanti la fiducia nelle pubblicità in digitale. In testa, col 40% (69% mondiale) di consumatori  in Italia che si fidano del messaggio, c’è la pubblicità sui siti aziendali. In seconda posizione, col 35% su scala nazionale (48% nel mondo), i messaggi pubblicitari dei video online. A seguire, al terzo posto, l’email marketing con il 33% di credito in Italia (56% nel mondo) con trend in crescita. In Italia, dal 2011, è aumentato di ben 7 punti percentuali. Si distingue, infine, la pubblicità sui social, che totalizza un 32% di fiducia dei consumatori a livello nazionale (48% nel mondo).

Ma non è tutto. La ricerca Nielsen ha diffuso anche i dati riguardanti l’efficacia dei media pubblicitari. Al primo posto, col 73% dei consensi su scala nazionale (84% mondiale), c’è ancora il passaparola, comunque in calo. Segue col 59%, dato nazionale (70% mondiale), opinioni e recensioni online dei consumatori. Al terzo gradino del podio, gli spot televisivi col 49% (68% globale) degli intervistati che vi ripone la propria fiducia per consigli sugli acquisti.

Chiudiamo riportando la dichiarazione dell’Amministratore Delegato Nielsen Italia, Roberto Pedretti: ” L’ecosistema mediatico offre numerose opportunità di contatto con clienti e prospect. Tale varietà comporta per le aziende un’attenta riflessione sugli strumenti da utilizzare in relazione al target e agli obiettivi da raggiungere. La necessaria ottimizzazione che ne consegue non significa semplicemente “scegliere” mezzi e stili, ma sviluppare una coerente strategia di comunicazione che leghi tra loro le differenti piattaforme mediatiche, declinando su ognuna di esse il messaggio nelle sue forme più appropriate: da un lato, cioè, raggiungere un pubblico sempre più frammentato e ‘nomade’, dall’altro progettare contenuti e registri della comunicazione secondo le aspettative del target e le specifiche caratteristiche dei mezzi, così da renderla il più efficace possibile”.

Dimmi che show segui e ti dirò cosa comprare

È risaputo come la pubblicità sui social sia un settore nuovo e in continua crescita. Twitter, però, alza ancora un po’ l’asticella: qualche giorno fa ha comunicato attraverso il proprio blog di aver avviato il Tv ad targeting negli Stati Uniti. È un servizio rivolto alle aziende che vogliono sponsorizzarsi sia in tv, sia su Twitter, nello stesso momento.

Certo, qualcuno sarà scettico: che bisogno c’è di pubblicizzare in due posti diversi e contemporaneamente un singolo brand? Presto detto. Negli ultimi mesi è andata affermandosi l’abitudine del social tv o second screen: molti telespettatori hanno l’abitudine di seguire i propri programmi tv preferiti e, nel contempo, commentarli in tempo reale su Twitter. Di conseguenza, gli spot che vediamo in tv, continuano poi sui nostri smartphone o tablet.

Evidentemente da Twitter si sono chiesti come sfruttare tale abitudine. La risposta è attraverso i promoted tweet. Funziona più o meno così:

  1. uno spot vieno trasmesso durante uno show televisivo (serie tv, spettacoli, partite, eventi, ecc.)
  2. diversi utenti stanno commentando lo show televisivo attraverso Twitter
  3. vengono raccolti gli show commentati durante i quali viene trasmesso lo spot
  4. terminato lo spot in tv, gli utenti Twitter che commentavano quello show vedranno apparire degli annunci pubblicitari sul prodotto dello spot trasmesso, direttamente sui propri tablet, smartphone o pc

Facciamo un esempio pratico. Numerosi telespettatori, quest’anno, si sono divertiti a seguire Sanremo 2013 commentandolo contemporaneamente su Twitter. Ipotizziamo che, durante l’interruzione pubblicitaria, sia stato trasmesso lo spot di un’automobile. Terminato lo spot, le stesse persone che stavano guardando e commentando Sanremo vedranno apparire dei tweet promozionali sull’automobile già vista in tv. In questo modo si ha la sicurezza che gli utenti vedranno e sentiranno la ripetizione degli stessi messaggi.

A questo punto potrebbe sorgere un dubbio più che legittimo: verremo subissati da una pioggia di spot e annunci? Non c’è una risposta univoca, ovvio. Tuttavia, attraverso una ricerca della Nielsen, Twitter fa sapere che i risultati sono promettenti. I dati parlano di un aumento dell’associazione del messaggio del 95% degli utenti  statunitensi che vengono raggiunti dallo spot e dal promoted tweet. Ancora più importante, si parla di un incremento dell’intenzione di acquisto del 58%. Inoltre è stato calcolato un aumento del 27% dell’engagement (in un certo senso, l’affezione) dei brand.

Twitter ha annunciato l’introduzione di strumenti per monitorare i pareri dei clienti sui prodotti sponsorizzati. Con questi strumenti, le aziende che vorranno pubblicizzarsi in tv e, contemporaneamente, via Twitter, avranno la possibilità di “tastare il polso” dei consumatori per capire se una campagna pubblicitaria ha successo oppure no e, di conseguenza, cambiare o confermare la rotta intrapresa.

Visto il successo del second screen, anche gli altri social stanno cominciando ad affacciarsi sulla pubblicità social. Indubbiamente i promoted tweet sono un potente strumento di marketing. Resta però la paura di vedere trasformate le nostre bacheche in un accozzaglia di annunci pubblicitari.

Di seguito, un video esplicativo del sistema.

 

E voi? Cosa ne pensate? La pubblicità social porterà effettivi benefici? O potevamo farne anche a meno?

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.