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Marketing B2B: 5 regole per convincere il tuo cliente

Che tu sia un esperto o che tu abbia appena iniziato a sfruttare il marketing B2B, hai bisogno di conoscere il modo giusto per convincere i tuoi clienti.

In un mondo iper connesso e iper social come quello di oggi, diventare un bravo marketer B2B può davvero cambiare le sorti della tua azienda.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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La (geniale) creatività del marketing automobilistico

Quando devi pubblicizzare un prodotto e il suddetto prodotto è semplicemente un nuovo pesce in un oceano di alternative, l’idea più bizzarra, innovativa e originale è spesso quella prescelta. La pubblicità non è volta solo a sottolineare le qualità dell’oggetto in questione, ma spesso essa funziona se si distingue dalla massa, rimanendo impressa indelebilmente nelle menti per più di una manciata di secondi.

Vediamo allora una selezione di pubblicità di veicoli che siamo sicuri non dimenticherete facilmente.

Quando è lo slogan a fare la differenza.

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La Porche offre una varietà di divertenti e geniali esempi: 1) “Nessuno è perfetto.” seguito dai risultati della gara di Le Mans del 1963, con 9 auto su 10 marchiate Porche. 2) “Parliamoci chiaro, hai passato la tua infanzia sognando di possedere una Nissan o una Mitsubishi?” 3) “Uccide gli insetti velocemente”.

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Ma anche altri brand hanno avuto pubblicità altrettanto singolari. 1)“Più veloce di una Ferrari. Stesso numero di ruote di una Rolls Royce. Più spaziosa di una Porche. La Citroen 2CV a soli 2.584£”. 2) “La semplice idea alla base della Volvo Turbo Wagon”. 3) “Raccoglie cinque volte le donne che può contenere una Lamborghini”.

Quando le immagini bastano.

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Da sinistra, in senso orario: 1) La Fiat 500 è stata progettata per un minore impatto ambientale. 2) L’Audi A1 condensa al suo interno grandi idee. 3) La nuova Chevrolet è talmente spaziosa che ci sta un elefante. 4) Due ladri escono dalla banca dove hanno appena compiuto un colpo, ma il complice con l’auto non c’è perché alla guida di un’Audi, impossibile fermarsi.

Le pubblicità 3.0.

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Poche settimane fa si è assistito a un passo avanti enorme, che potrebbe rivelarsi un’anteprima di come si presenteranno sempre più annunci nei prossimi anni. È ancora una volta la Porsche a proporre questa idea innovativa che, al momento, non possiede rivali: “La prima inserzione pubblicitaria al mondo in forma di ologramma interattivo” è la definizione data dal brand al lancio. Guardate il video qui sotto per scoprire come funziona.

Non basta disporre di tutti gli strumenti necessari per riuscire a far breccia nelle menti dei consumatori. Sono le idee inaspettate, senza precedenti, quelle che potranno rivelarsi vincenti. Per un marketing efficace, affidati ad esperti che in questo campo ci lavorano da vent’anni. Contattaci.

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Cos’è Snapchat e perché tutti i marketers ne sono ossessionati

La tecnologia offre novità costantemente tra strumenti, app o servizi, dunque spesso è difficile capire quale raggiungerà una diffusione mainstream. È critico però per una professione come quella degli addetti al marketing essere sempre aggiornati sui trend più apprezzati dal pubblico, perché ne va del futuro della campagna di cui si stanno pianificando le strategie.

L’ultimo strumento che inizia a farsi strada nel mondo del social media marketing è Snapchat. I più giovani lo conoscono da almeno un paio di anni, ma è negli ultimi mesi che ha raggiunto una diffusione quasi virale (con 100 milioni di utenti giornalieri). Si tratta di un’app creata nel 2011 che permette agli utenti di creare Snap, cioè contenuti in forma di foto o brevi video personalizzabili con disegni e didascalie. Questi possono essere inviati agli amici oppure aggiunti alla propria “Storia”, una collezione dei propri Snap visibile dai nostri follower per 24 ore dalla pubblicazione, dopodiché si auto cancellerà.

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Il successo di questa innovativa app sta proprio nella sua capacità di abbinare le caratteristiche preferite dalla nuova generazione – e non solo – nel rapportarsi al digitale:
– la velocità di Twitter, data dalla possibilità di vedere quasi in tempo reale foto e video di amici e persone famose;
– la familiarità di Facebook, che permette di restare in contatto con i nostri amici e familiari lontani ed essere parte delle loro giornate;
– i contenuti delle nostre app di riferimento per restare aggiornati:infatti la sezione Discover fornisce minivideo creati da una serie di news-provider internazionali (CNN, Daily Mail, BuzzFeed tra questi).

Come possono le aziende sfruttare questo strumento a loro vantaggio?

Grazie alla sua capacità di offrire una finestra sulla vita degli user, creare un account aziendale su questa piattaforma permetterà un rapporto più diretto e immediato con i clienti effettivi e potenziali. Uno dei modi per attirare l’attenzione del pubblico è offrire contenuti esclusivi, come il retroscena della produzione del prodotto o servizio di cui vi occupate, una sorta di sguardo “dietro le quinte”. Ciò può essere condito da alcuni Snap con un’anteprima di un prodotto non ancora lanciato, che genererà aspettativa e interesse a restare aggiornati da parte dei follower.

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Snapchat nasce come un social e dev’essere gestito come tale, non è un megafono per l’autopromozione. Rispondere a tutti è fuori questione ma creare interazione, con un po’ di ingegno, è possibile. Molte aziende già lo fanno, chiedendo ai propri follower di mandare snap utilizzando il loro prodotto o rispondendo a determinati contest e “premiandoli” condividendo i loro minivideo sull’account aziendale. Con questo tipo di comunicazione otterrai un maggiore apprezzamento dal tuo pubblico perché vedrà le persone al di là del brand e inevitabilmente ci instaurerà un legame.

Utilizzare gli strumenti giusti è uno dei pilastri principali per la gestione di un marketing efficace. Come gestisci il tuo? Se sei in cerca di aiuto, rivolgiti ad esperti, contattaci!

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Aziende sui social: istruzioni per l’uso

Se non sei sui social, non esisti. Fino a qualche tempo fa questo concetto si applicava solo per le persone (“Non sei su Facebook? E come faccio a mostrarti le foto delle vacanze?”). Negli ultimi anni, complice la diffusione capillare del digitale e il bisogno di ottenere tutto e subito, anche le aziende per “esistere” devono gestire un account ufficiale sui vari social network.

Facile: basta creare un nuovo profilo Twitter o una pagina Facebook, gestirli come usiamo i nostri profili personali e il gioco è fatto. Sbagliato. Ora non siete più voi a parlare ma, agli occhi del mondo, è la vostra azienda nella sua completezza a interagire con la rete. Dunque, prima di postare qualsiasi contenuto, le domande da tenere sempre presente sono:

– Qual è il fine dei social per il tuo brand?

– Quali sono gli obiettivi della tua azienda e come l’utilizzo dei social può contribuire a raggiungerli?

Una volta fatti i conti con queste problematiche è necessario cercare quanto più possibile di non incappare negli errori più comuni quando ci si relaziona con questo ambiente così veloce e volatile.

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Abbandona l’illusione del controllo.

Il nostro compito è di partecipare, non di interrompere la conversazione infinita che è la natura dei social. Per farlo, è necessario essere preparati ad ogni possibile scenario – come rispondere quando si ricevono critiche, offrire aiuto a chi lo richiede – e soprattutto agire in velocità: la soglia dell’attenzione in rete è una frazione di quella offline; se non si risponde subito, il rischio disinteressamento è sempre dietro l’angolo.

Conta ogni voce.

La gestione delle situazioni che definiremmo “il peggiore dei casi” è molto più delicata in rete, dove ogni azione resta impressa indelebilmente e può essere causa dell’annientamento della reputazione social. È importante quindi rispondere alle critiche in maniera costruttiva: se sei in torto, ammetti gli errori, orientandoti sempre al miglioramento. Questo non solo avrà un’influenza positiva sull’immagine del brand, perché umanizzato, ma anche sulla relazione e fidelizzazione del pubblico, che riconoscerà e premierà la vostra onestà.

Rispetta e proteggi il brand.

È comune pensare che per mantenere vivo il proprio account sia meglio dire qualcosa piuttosto che restare in silenzio, magari incalzando nell’argomento più discusso del momento. Ma se la tua azienda vende prodotti farmaceutici, a nessuno interesserà la tua felicità per la Juve che ha vinto lo scudetto, anzi, la credibilità della tua azienda potrebbe risentirne.

L’azione senza dubbio più opportuna per non cadere in queste gaffes imbarazzanti è affidarsi ad esperti nella gestione di ogni risvolto del marketing, social ma non solo, come noi. Contattaci!

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Difendi il tuo brand con il marketing difensivo!

Abbiamo recentemente parlato dell’importanza del conoscere le caratteristiche comuni al target per poter creare un marketing personalizzato e più efficace. Ma il marketing non è solo attacco e il pubblico non è l’unico soggetto da studiare e conoscere al meglio. In certi casi è necessario ricorrere al Defensive Marketing. Di cosa si tratta?

In tutti i settori c’è un leader, identificato nell’impresa che ha più clienti e/o i maggiori ricavi. Se, una volta arrivata tra i big, l’azienda è convinta di essere nell’Olimpo del business e ritiene quindi che il marketing sia soltanto un inutile accessorio, si sbaglia di grosso.

È proprio questo il momento in cui c’è bisogno di un cambio di rotta nella strategia, ovvero attivare il Marketing Difensivo: anche se sei al primo posto, il mercato continua a correre e i concorrenti saranno ancora più aggressivi nel cercare di scavalcarti. L’’obiettivo è difendere la reputazione che hai costruito da possibili attacchi esterni quindi studiare al meglio le caratteristiche e le azioni dei concorrenti per non lasciarsi sorprendere e rischiare di essere spodestati.

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Vediamo un esempio concreto. Quando Google+ ha introdotto la novità delle “Cerchie”, cioè la possibilità di raggruppare gli amici per categoria, Facebook ha subito risposto annunciando una “rivoluzionaria” funzione analoga. In altre parole, il social di Zuckerberg ha contrattaccato con un’azione in difesa della fedeltà dei propri iscritti.

L’intera industria della tecnologia basa gran parte delle sue mosse di marketing su questi principi di difesa e attacco. Un esempio recentissimo è l’annuncio da parte di Apple dell’uscita dell’iPhone SE, primo smartphone per l’azienda di Cook da tre anni a questa parte dalle dimensioni più ridotte rispetto agli ultimi modelli, con uno schermo da 4 pollici e un prezzo “più competitivo” (in Italia il modello da 16GB costerà 509€). È un’evidente azione di contrattacco nei confronti dei competitors che da tempo offrono versioni “Mini” dei propri telefonini.

Dunque persino Apple, da anni sul podio del settore per vendite e prestazioni dei suoi prodotti, deve costantemente guardarsi le spalle per mantenere il posto in vetta. In quale fase della gara del marketing è la tua azienda? Attacco o difesa? Se non sai rispondere, è meglio che agisci subito.

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B2B marketing: la situazione secondo le aziende

Lo scorso 15 marzo si è tenuta a Milano la quinta edizione del BtoB Marketing Forum, evento dedicato ai professionisti del settore, promosso da Cribis D&B, Associazione Italiana Sviluppo Marketing e MagNews. Nel corso della giornata sono stati presentati i risultati della ricerca dell’Osservatorio sul Marketing, studio volto alla rilevazione dei trend italiani relativi a strumenti, investimenti e azioni delle aziende per quanto riguarda il proprio marketing. Di seguito i risultati più interessanti.

  1. Tra le priorità dichiarate, il 50% dei marketers italiani mette al primo posto il miglioramento del processo di acquisizione dei clienti, il 33% la brand awareness finalizzata alla crescita e alla penetrazione nel mercato e il 26% lo sviluppo di nuovi canali di comunicazione. Tra le strategie ritenute più efficaci al fine di perseguire questi scopi spiccano siti web aziendali, public relations, SEO e SEM, pubblicità online ed email marketing.
  2. Con un occhio al futuro, le tematiche su cui i marketers si focalizzeranno saranno per il 32% degli intervistati il lead management, per il 29% il content marketing e per il 26% i social media. Quest’ultimo potente mezzo compare anche nella lista degli strumenti più efficaci per ottenere informazioni su clienti e prospect: il 39% delle aziende si affida a LindekIn, l’11% a Facebook e solo il 6% Google+. I primi due strumenti di raccolta dati restano in ogni caso la forza vendita (66%) e le banche dati esterne (48%).

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  1. Qual è la posizione dei marketers rispetto all’email marketing? Il 64% ritiene che questa attività aumenti la lead generation; la metà degli intervistati afferma che sia importante per aumentare le opportunità di vendita. La frequenza dell’invio di DEM e/o Newsletter è per la maggioranza dei casi mensile (38%), o addirittura meno di una volta al mese (24%).
  2. Il dato più interessante e promettente per il settore però è questo: il budget destinato al marketing aziendale crescerà nei prossimi 2-3 anni del 61%. I maggiori investimenti saranno destinati al sito aziendale (59%), al web marketing (58%), alle pubblicità online (56%), ai social media (55%) e alla SEO e SEM (54%). In secondo piano saranno messe la pubblicità al di fuori del web, le fiere, il direct marketing tradizionale e il telemarkating.

Qual è la posizione della tua azienda rispetto alle tendenze di marketing dichiarate dai tuoi concorrenti? Ritieni di disporre di tutte le armi adatte per vincere questa competizione? Se la risposta è no, noi siamo qui per offrirti le soluzioni di cui hai bisogno.

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Marketing: uno studio rivela i trend del 2016

Come si prospetta il 2016 in termini di tendenze nel campo del marketing? L’agenzia britannica di marketing e pubblicità ALF Insight ha condotto a tal proposito uno studio,  intervistando più di 200 esperti del settore per rilevare quali siano i trend tra i loro investimenti, strategie, priorità, e sfide da affrontare.

Di seguito, un elenco di interessanti dati emersi dallo studio.

1 – Email Marketing in primis

Nonostante la tecnologia ci offra costantemente nuove soluzioni per creare strategie di marketing sempre più mirate e complesse, il “vecchio” e fidato canale delle email è e resterà ancora il più usato. Il 75% dei marketers lo utilizza per inviare i propri contenuti, sfruttando il vantaggio della possibilità di personalizzare e automatizzazione in base ai target la distribuzione di informazioni, che grazie all’ottimizzazione per ogni device mobile raggiungono i destinatari subito e dovunque.

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2 – Puntare sui formati visuali

Siamo una società in continua trasformazione, sempre più veloce, dunque il tempo è poco per soffermarsi a leggere una marea di contenuti in formato testuale. La soluzione che sempre più aziende adottano è quella di puntare sul colpo d’occhio, catturando l’attenzione attraverso video e infografici.
Video. Il 60% degli esperti nel settore dichiara che utilizzerà prevalentemente il formato video, formato che ha visto un impiego in incremento annuale del 20%. Non solo integrato all’interno dei propri siti, le aziende incorporeranno video nelle proprie piattaforme social, dal consolidato Youtube alle proposte più recenti di Periscope, e Snapchat.
Infografici. Il 60% dei marketers li adopererà nel 2016. Il punto di forza sta nel presentare in modo chiaro, diretto, essenziale,determinati dati che in formato testo risulterebbero una lettura pesante. Inoltre più la grafica è accattivante, più il lettore sarà portato a “condividere” il contenuto, e quindi indirettamente pubblicizzare il brand.

3 – Forti investimenti in CRM, CMS e data analytics

Il 70% degli intervistati ha dichiarato un piano investimenti che punta sui CRM, per la capacità di questi sistemi di migliorare il rapporto con i clienti grazie all’identificazione più mirata dei loro bisogni, con il fine ultimo di creare programmi marketing sofisticati e personalizzati. Scopo affine è quello degli investimenti effettuati dal 67% dei marketers nel settore dei data analytics. I dati relativi agli esiti delle attività effettuate sono infatti essenziali per identificare e potenziare i possibili punti deboli delle strategie e conoscere quali invece sono state le azioni di successo.

4 – Obbiettivi e priorità

La principale priorità per il 54% delle aziende è costruire un più saldo canale nel settore vendite, attraverso la conquista di nuovi clienti e l’ottenimento di più valore da quelli esistenti. Altri obbiettivi includono l’aumento di brand awareness e costumer engagement, evidenziando ancora una volta la propensione, l’attenzione nei confronti del target, posto al centro di ogni attività di marketing.

Se siete interessati alla lettura completa dello studio, è reperibile a questo link.

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In base a quanto detto è evidente quanto il marketing sia un settore da non sottovalutare, anzi, su cui è necessario puntare con l’adozione di strategie ben studiate. Su questo l’Ippogrifo ti viene in aiuto: contattaci per approfondire e scoprire la soluzione marketing più adatta a te!

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Profumo di Oscar: Loren, Morricone e Tornatore insieme per una fragranza tutta italiana

Dolce&Gabbana lancia una campagna davvero “da Oscar” per la promozione del nuovo profumo Dolce Rosa Excelsa.

A partecipare allo spot sono infatti Sophia Loren, Ennio Morricone e Giuseppe Tornatore.

La presenza di questi big italiani del cinema mondiale è solo la ciliegina sulla torta di una campagna che porta con sé valori ai quali siamo davvero legati anche noi de L’Ippogrifo: voglia di rinascita, famiglia e progresso nel rispetto della tradizione.

Anche tu vuoi far conoscere l’eccellenza italiana all’estero? Contattaci subito per ulteriori informazioni.