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marketing falsi miti

4 falsi miti sul marketing che devi abbandonare subito

Chiunque abbia a che fare con il marketing sa bene di cosa stiamo parlando. Quante volte hai sentito dire che per fare del buon marketing non serve spendere un euro? O che solo le grandi imprese possono trarne dei vantaggi?

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.
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Inbound marketing e B2B: qual è il tasso di efficacia?

Con l’Inbound Marketing sono i clienti a trovare l’azienda, non viceversa. Questa strategia di marketing è utilizzata moltissimo nel B2C, dove testi, immagini e video sono sapientemente studiati per attirare l’attenzione dei potenziali clienti su un prodotto o un brand particolare.

Ma questa strategia molto efficace in ambito B2C, può essere applicata con altrettanto successo anche nel B2B?

Content is king: ma è un re capriccioso.

Secondo l’ultima ricerca condotta da MarketingProfs, il modo più efficace di fare Inbound Marketing è quello della creazione dei contenuti (per il 66% degli intervistati); ma secondo il 57% dei soggetti è anche il modo più difficile. Per il 66% delle aziende B2B le strategie di Inbound Marketing ricompensano ampiamente le risorse investite nel processo.

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Essere su internet non basta più

C’è sempre più consapevolezza sull’importanza di strategie di marketing come l’Inbound, ma molto spesso le aziende non riescono a gestire correttamente tutti gli strumenti che questa tipologia di marketing offre. Il 46% delle imprese interrogate identifica nella mancanza di una strategia digitale il principale ostacolo nella messa in pratica dell’Inbound Marketing. Spesso si crede ancora che per fare marketing sia sufficiente aprire una landing page e una pagina Facebook e aspettare che i lead, come per magia, compaiano a milioni. Non siamo più negli anni 2000, quando il solo fatto di avere un sito web era un elemento differenziante. Oggi anche un neonato saprebbe aprire un sito web.

Dove si trova quindi l’elemento differenziante? Nella strategia, nell’originalità e nella cura dei contenuti. Insomma, la landing page va personalizzata, va targetizzata, va curata e va inserita in un ventaglio ancora più ampio di strumenti che tutti insieme formeranno la strategia di marketing (come questi).

3 consigli per una strategia digitale efficace

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1 – Non sottovalutare il blog

La qualità conta più della quantità: avvicinare i lead giusti è più importante di far parlare di sé alla massa senza conquistare un solo contatto. Una recente ricerca di Global Web Index ha rivelato che il 30% del tempo che trascorriamo online lo passiamo tra social e blog (anche mentre siamo a lavoro). Tratta gli argomenti davvero interessanti per i tuoi lead, sii specifico e scendi in profondità: dì quello che nessun altro dice, con utilità, stile e unicità.

2 – Usa i social, ma nel modo giusto

LinkedIn è stato valutato il 277% più efficace di Facebook e di Twitter per le strategie B2B. Questa percentuale si spiega considerando il fatto che gli utenti che utilizzano LinkedIn quando lo fanno ragionano da professionisti e non più da semplici utenti in cerca di svago.

3 – CRM: lo conosci?

Attirare e coinvolgere i lead è un primo passo da fare con una buona (ottima!) landing page, una campagna di newsletter mirata e utilizzando nel modo più efficace blog e social. Ma poi? Cosa fare per mantenere e sviluppare i clienti ottenuti? Un efficace sistema di CRM (Customer Relationship Management) aiuta a raccogliere, organizzare e gestire tutti i dati dei clienti in maniera efficace ed efficiente, trasformando in relazioni di valore i lead raccolti nei passi precedenti.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.

Una timeline attrattiva? Ecco alcuni consigli

Dopo pochi giorni dal lancio ufficiale della Timeline di Facebook per i brand, i social strategist e i brand marketers hanno rivisto le loro strategie, inventando mille modi per attirare più fan.

Grandi brand come Old Spice, Ford e Red Bull hanno innovato le loro campagne aprendole a giochi, promozioni, eventi, app, biglietti omaggio e chi più ne ha più ne metta.

E le piccole imprese? Impossibilitate a rielaborare in toto le loro strategie hanno dovuto arrangiarsi come potevano. Anche perché esistono alcuni accorgimenti per rendere più attrattive le proprie timeline senza affidarsi a social media manager o consulenti esterni, vediamo quali.

1. Usare grandi immagini. Su una Timeline personale, l’immagine di copertina può essere semplicemente qualcosa di rappresentativo della vita di una persona. Ma su una business page è un’opportunità per attirare i fan. Ad esempio, per un pagina sullo sport, l’immagine potrebbe essere scelta attraverso una votazione che premiasse alcuni tra i migliori scatti fotografici inviati dai fan.

Un’altra opzione potrebbe essere quella di usare l’immagine di copertina come un’opportunità di real-time marketing. Ovvero aggiornarla ogni volta che un’azienda lancia un prodotto nuovo o un evento importante.

2. Utilizzare l’offline. La bacheca di facebook può essere un posto disordinato, un mix di approvazioni entusiastiche, reclami, richieste e altre generalità sparse. Prima della Timeline, se gli amministratori della pagina desideravano coinvolgere i fan in una conversazione privata, dovevano utilizzare il loro personal account. Oggi invece esiste la possibilità di mandare i messaggi privati dalla fanpage. Molte volte c’è la necessità di passare da una conversazione su wall a un messaggio privato, e questa nuova funzione della messaggistica può rivelarsi strategicamente utile.

3. Creare valore in Milestones. Non è un caso se la Timeline assomiglia ad un’infografica della vita di ognuno. Dopo tutto, due dei suoi creatori, Nicholas Felton e Ryan Case sono tra i più conosciuti progettisti di data visualization. La linfa vitale di un’infografica sono i dati, e i Milestones forniscono i dati più commerciali sulla Timeline.

4. Attingi a Zeitgeist. Secondo Mike Volpe, CMO inbound di HubSpot, l’adozione della Timeline implica che il marketing deve utilizzare maggiormente contenuti visivi. Attualmente la Timeline dà ai marketers la possibilità di rendere le immagini più popolari, evidenti e soprattutto più facili da “ripinnare”. Ad esempio gli utenti possono avere la possibilità di visionare l’anteprima di un nuovo prodotto proprio attraverso un’immagine sulla facebook page.

Facebook e gli altri social network si configurano sempre più come strumenti imprescindibili di una brand strategy. Per questo motivo c’è bisogno di utilizzare un know-how all’altezza delle situazioni e permettere lo sviluppo di buzz intorno al brand.

Voi avete altri consigli?

Post liberamente ispirato a: http://mashable.com/2012/04/16/facebook-timeline-for-brands-facebook-strategy/