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Content Marketing: ci sono differenze tra B2B e B2C?

Indipendentemente dal fatto che si stia parlando di B2B o B2C, la cosa fondamentale quando si fa Content Marketing è catturare l’attenzione dei potenziali clienti attraverso contenuti di interesse. E per ottenere buoni risultati non può mancare la componente social.

Quello che differenzia i due ambiti sono le strategie con cui i contenuti si costruiscono e si condividono.

Antonio Pastore
Ha studiato Lingue e Letterature Straniere presso l’Università di Bologna. Ha conseguito un Master in Marketing e Comunicazione d’Impresa. Appassionato di Marketing, Comunicazione e Scrittura Creativa.
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Snapchat per le aziende: un canale in ascesa

Se pensavi che gli unici social network utili per fare una campagna B2B di successo fossero i classici Facebook, Twitter e LinkedIn, dovrai ricrederti. L’ultimo strumento di tendenza che sta spopolando tra i giovani è Snapchat, il social che ti permette di creare e condividere foto e brevi filmati che svaniscono dopo pochi minuti (o addirittura secondi).

Andrea Marson
Ha studiato Economia, Commercio Internazionale e Mercati Finanziari presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionato di marketing e comunicazione, segue con curiosità le ultime novità economiche.
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Lead generation online: sei sulla strada giusta?

Forse sai cosa significa lead generation, ma la stai davvero conducendo nel modo più efficace?

Partiamo dalle basi. Un lead è un aggancio, il primo contatto di soggetto che è interessato al tuo servizio. Parte tutto da qui, da un campanello che si accende e da un cliente che ci attende davanti alla porta.

Si tratta di attirare un potenziale cliente verso la nostra soluzione, ma non solo: questo soggetto deve fare un ulteriore passo avanti e passare da lead a cliente vero e proprio, cioè colui che acquisterà il nostro servizio o il nostro prodotto.

Ma come fare ad attirare l’attenzione di un marketing manager, di un commerciale o di un responsabile di settore?

Stampatelo a caratteri cubitali: per generare lead (= trovare soggetti interessati al prodotto che vendete) non basta avere un completissimo sito web o una frequentatissima pagina Facebook. Anzi, paradossalmente è più efficace un sito one-page con poche righe e una pagina Facebook con pochi seguaci. Perché?

Semplicemente perché nel marketing conta molto di più la qualità rispetto alla quantità.

Prendiamo l’esempio di prima.

Il sito sarà pure breve e avrà poco testo ma in quelle poche sono contenute tutte le info (o problemi che io, azienda, risolvo al mio potenziale cliente) utili al mio lead e la pagina Facebook è stata supportata da una precisa campagna di Facebook Advertising che ha selezionato soltanto i contatti realmente interessati alla mia fetta di mercato.

È meglio ricevere 1.000.000 di mail con richiesta di maggiori info oppure 3 mail con una richiesta di preventivo? Sicuramente sceglierai la seconda ipotesi, ne siamo certi.

Lead generation è proprio questo: fare in modo che le mail in arrivo siano le 3 che tanto desideriamo e non le inutili 1.000.000. Quelle sono “spazzatura”.

Quali sono gli step per creare una lead generation efficace (ovvero, per trovare reali clienti e non semplici esploratori di informazioni)?

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1 – Rendi la tua landing page un luogo di valore

Trova i problemi del tuo target, esprimili senza fronzoli ed esponi (fai esplodere!) la tua soluzione. E la tua soluzione deve essere la migliore: unica nel mercato, utile per quella determinata attività e semplice.

Il marketing tratta con le persone, e le persone ricercano sempre la soluzione più semplice, più veloce e più adatta al loro problema (non necessariamente quella più economica: ecco perché servizi costosi come quelli finanziari, quelli legali e quelli di consulenza si vendono anche in periodo di crisi).

2 – Fai diventare la call to action un passo necessario

Non significa costringere a farti contattare: significa invece dare un servizio o un prodotto così necessario per il business del tuo cliente (proprio perché a monte hai studiato a fondo i suoi problemi) che naturalmente il lead dovrà contattarti. Perché il tuo prodotto gli serve. Ne ha bisogno. È vitale.

3 – 1.350.000.000 sono gli utenti attivi ogni mese su Facebook

Utilizza il social network più efficace per il tuo settore di business per diffondere e pubblicizzare in maniera capillare (e selettiva) la tua attività, la tua landing page (o il tuo blog) e fai sapere al tuo target come riesci a risolvere i loro problemi.

La lead generation è solamente una parte di una campagna di marketing che deve essere studiata a monte con precisione, cucita perfettamente sulle aspettative e le esigenze del tuo pubblico. Il marketing è un processo unico ma è composto da tanti piccoli tasselli, ognuno dei quali è necessario alla riuscita della strategia. Assemblare i giusti tasselli e completare il puzzle non è cosa da poco: contattaci e ti forniremo le istruzioni passo passo!

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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2016: tutti i numeri del marketing

Nel 2016 ha ancora senso fare mail marketing? Quanto sono efficaci le landing page? Qual è la direzione che il video marketing sta prendendo? Si vende di più con il mobile o con il marketing tradizionale?

Per rispondere a tutte queste domande abbiamo raccolto i dati dalle ricerche più autorevoli per regalarvi una fotografia del marketing b2b e del marketing digitale nel corso del 2016.

Marketing generico

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  1. Il 72% delle organizzazioni chiede alla propria audience di iscriversi alla propria newsletter (Content Marketing Institute, 2015)
  2. L’85% delle aziende B2B afferma che l’obiettivo principale nei prossimi 12 mesi è la lead generation (Content Marketing Institute, 2015)
  3. Gli addetti al marketing B2B citano la qualità dei lead, le vendite e gli alti ratei di conversione come le 3 metriche più importanti (Content Marketing Institute, 2015).

Email marketing

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  1. Per un’analisi più approfondita leggi qui.
  2. L’email marketing è la scelta #1 per la maggior parte dei marketers (Campaign Monitor, 2015)
  3. Nel 2015 il ROI dell’email marketing è stato del 3800% (Campaign Monitor, 2015)

Mobile marketing

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  1. Il 19% delle attività locali interpellate afferma di non avere ancora un sito web mobile (ReachLocal, 2016)
  2. Il 63% delle attività locali ha in programma di investire in un sito mobile-friendly nel corso del 2016 (ReachLocal, 2016). Per non restare indietro, contattaci subito per una consulenza!
  3. Nella prossima stagione di vacanza, il 60% degli acquirenti online tra i 18 e i 24 anni utilizzerà uno smartphone per gli acquisti (Sprout Social, 2015)

SEO

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  1. Il 55% dei marketers B2B concorda nell’affermare che il SEM (Search Engine Marketing) è il più efficiente metodo a pagamento per promuovere e distribuire contenuti (Content Marketing Institute, 2015).
  2. Il SEO e i Social Media sono ritenuti come le tattiche di marketing digitale più difficili da eseguire; entrambe richiedono tempo, risorse con competenze specifiche e non sono sempre disponibili in-house (Ascend2, 2016).
  3. Il 66% degli addetti marketing B2B afferma che il SEM è la tattica di marketing più utilizzata tra le compagnie B2B (Content Marketing Institute, 2015).

Social Media Marketing

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  1. Il 93% delle organizzazioni utilizza i social media come tattica di marketing principale (Content Marketing Institute, 2015).
  2. Il 94% dei marketers B2B utilizza LinkedIn per distribuire contenuti (Content Marketing Institute, 2015).
  3. Il 66% delle aziende afferma che LinkedIn è una delle piattaforma di social media più efficaci (Content Marketing Institute, 2015).

Content Marketing

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  1. Il 64% dei marketers B2B più esperti afferma che il content marketing è efficace per il proprio business (Content Marketing Institute, 2015).
  2. Solamente il 32% degli addetti al marketing B2B ha una documentazione della propria strategia di content marketing (Content Marketing Institute, 2015).
  3. Il 76% dei marketers produrrà più contenuti nel 2016 rispetto al 2015 (Content Marketing Institute, 2015). Se vuoi essere in prima linea e giocare da protagonista, non farti trovare impreparato davanti ai tuoi competitors. La giusta strategia e la tattica più efficace possono fare la differenza, scopri come!

Video marketing

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  1. Il 60% dei marketers utilizzerà i video nel 2016, con un aumento anno per anno del 20% (ALF Insight, 2016).
  2. Nel 2017 oltre il 74% del traffico online sarà costituito dai video (Usabilla, 2015).
  3. Gli utenti che guardano un video sono 1.81 volte più propensi ad acquistare rispetto a coloro che non guardano video (Adobe, 2015).
Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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5 tipi di contenuti per migliorare la comunicazione B2B della tua azienda

Secondo Beth Comstock – senior vice president e CMO di General Electric – “che sia B2B o B2C i fondamenti del buon marketing sono gli stessi. Tutti siamo esseri emozionali in cerca di pertinenza, contesto e connessioni.”

Nel 2016 le strategie di content marketing B2B e B2C devono avere come obbiettivo quello di sviluppare testi chiari, concentrarsi sulle parole chiave e offrire ai lettori valide risposte alle loro curiosità.

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Il problema riguardante la scelta dei contenuti si pone per tutti i siti aziendali con orientamento B2B che mirano a raggiungere i primi posti nel posizionamento SERP di Google.

Nella SERP è importante elaborare contenuti originali e di valore: per farlo bisogna tener presente quali sono le peculiarità dell’azienda e creare contenuti che si adattino alle esigenze del formato web.Ad esempio, Google terrà presente l’attinenza, l’ originalità e altri fattori della valutazione dei contenuti che insieme contribuiranno a determinare la posizione nella sua SERP.

Come rendere più efficace la comunicazione della tua azienda

Contenuti che raccontano

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La storia di un’azienda è anche la storia del settore in cui opera.
Raccontare come venga prodotto un bene o un servizio può infondere nel lettore un senso di appartenenza e identificazione. Legare ad una narrazione aziendale il suo sviluppo in uno specifico territorio o comunità, è un metodo di narrazione efficace per trasmettere i valori dell’azienda.

Contenuti che spiegano

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Nel content marketing il “cosa facciamo” diventa “come siamo stati in grado di farlo”.

Dietro alla domanda di un servizio o di un prodotto c’è sempre un problema che il cliente vuole risolvere. Racconta di quella volta che hai intrapreso percorsi sbagliati e di come sei stato in grado di correggerti per arrivare al prodotto/servizio che offri oggi.

Contenuti che creano la tua reputazione

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Tutte le aziende sono brave a parlare di se stesse, ma quante hanno il coraggio di far parlare i loro clienti?
Citare l’esperienza di un cliente attraverso storie condivisibili attiva un meccanismo d’identificazione. Il sito non sarà più una semplice pagina web ma diventerà una possibile risposta ai problemi dell’utente.

Contenuti che evidenziano la tua professionalità

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I business case sono un potente mezzo narrativo per trasmettere la professionalità della tua azienda.
Un breve documento in cui si spiega come sono stati risolti i problemi di un cliente dimostra quanto sia importante la soddisfazione di chi si affida alla tua azienda per un determinato prodotto/servizio. Scegli alcune esperienze significative condivisibili dal pubblico e spiega come si è giunti a una soluzione.

Contenuti che mostrano

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A cosa serve il prodotto che vuoi vendere? A chi è rivolto ? Quali bisogni soddisfa?
I contenuti applicativi servono a illustrare i risultati che il tuo cliente otterrà una volta acquistato il tuo prodotto o servizio. Per ogni contenuto di questo tipo vi è una specifica parola chiave che consente di ampliare il campo di azione della strategia di posizionamento.

I giusti contenuti possono migliorare notevolmente l’efficacia della comunicazione B2B della tua azienda, ma devono sempre essere supportati dalla giusta strategia di marketing. In vent’anni ne abbiamo viste di aziende e di strategie marketing: il segreto sta sempre nel trovare quella più giusta per il tuo business.

Ti va di metterci alla prova?

B2B - cube office supplies; Shutterstock ID 274948823; PO: Digital Guide

Attirare l’attenzione dei prospect grazie a contenuti B2B

Molto spesso chi fa content marketing B2B si dimentica che i contenuti prodotti devono essere in sintonia con l’ audience a cui sono rivolti. Altrimenti, saranno percepiti come un fiume torbido di parole, un fastidioso rumore di fondo che allontana i prospect da contenuti realmente interessanti.

È fondamentale che le strategie di content marketing B2B abbiano come obiettivo la creazione di testi chiari che offrano ai possibili clienti risposte valide alle loro domande e perplessità.

Ecco alcune efficaci soluzioni per attirare l’attenzione dei prospect:

Case study

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Si tratta di articoli dove sono presentati i casi di successo raggiunti dai clienti che hanno utilizzato i prodotti/servizi dell’azienda. Tre sono gli elementi che non possono mancare:

  • il problema risolto dal prodotto
  • una breve intervista al responsabile dell’azienda cliente
  • i dati relativi ai risultati ottenuti

White papers

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Ovvero pubblicare un e-book o uno studio scaricabile gratuitamente, a fronte dell’acquisizione delle informazioni di contatto. I contenuti di maggior rilievo sono:

  • approfondimenti sulle peculiarità del prodotto/servizio
  • i trend di sviluppo di una particolare nicchia di mercato
  • analisi delle best practices
  • dati di mercato

Video

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Non tutti i contenuti sono scritti. I video possono essere uno strumento di persuasione molto convincente quando si parla di dare un volto al proprio prodotto o servizio.

Per esempio, i case study possono essere arricchiti con video-interviste del cliente che permettono di percepire l’utilizzo del prodotto/servizio in modo più concreto, creando una
maggior empatia.

Infografiche

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Possono sintetizzare in modo chiaro le caratteristiche dell’offerta rendendo più immediata la sua comprensione. Molto utili nel caso in cui si riesca a racchiudere in poche immagini un messaggio che altrimenti risulterebbe difficile da comprendere.

In sostanza fare content marketing nel B2B significa creare contenuti di qualità per attrarre il cliente, stimolarne l’attenzione e generare un’interazione.

Un piano editoriale che esalti le peculiarità della tua azienda è basilare per raggiungere risultati ottimali. Se vuoi svilupparlo in modo da poter produrre contenuti di valore focalizzati sulle esigenze dei tuoi prospect, non esitare ad avvalerti della nostra esperienza.

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Come sfruttare il content marketing nella comunicazione B2B

La creazione di contenuti fruibili su più piattaforme è diventato un must have per le aziende nel mondo del marketing B2B, come rivelato dal B2B Content Marketing Benchmarks, Budgets, and Trends – North America report.

Lo studio, condotto dal Content Marketing Institute, ha rivelato che l’88% delle aziende utilizza il content marketing per attirare pubblico e generare nuove conversioni.

Di conseguenza nelle strategie di marketing business to business di oggi, diventa fondamentale produrre contenuti di qualità per rafforzare il posizionamento della propria impresa sul mercato e acquisire nuovi contatti commerciali.

Come si deve comportare il Social Media Manager alle prese con la comunicazione B2B?

Deve innanzitutto superare l’idea che i social non siano il luogo adatto al business to business, aprendo le braccia al content marketing e imboccando questa strada improntata alla creazione e distribuzione di contenuti.

Tenendo presente che la linea di demarcazione tra marketing B2B e B2C si è fatta sempre più sottile grazie all’avvento dei social media.
Nel suo post “How to Conquer 5 Common B2B Marketing Problems with Content” Carolyn Frith ha individuato 5 problemi in cui può imbattersi chi fa marketing per il B2B.

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ECCO 5 PROBLEMI DEL SOCIAL MEDIA MARKETING B2B RISOLTI DAL CONTENT

– I prodotti e servizi del B2B sono spesso complicati, dotati di numerose caratteristiche o benefici che gli utenti non conoscono.
L’obbiettivo diventa quindi  quello di comunicare ai prospect come questi prodotti possano portare un beneficio concreto alla loro azienda.
Dobbiamo fornirgli materiali informativi chiari, sotto forma di post sul blog, e-book, video, infografiche e ricerche che potranno fruire quando vogliono e sulla piattaforma che preferiscono.

– Nel B2B entriamo in contatto con molti decision makers che hanno influenze diverse nel processo e guardano alle soluzioni dal proprio punto di vista.
È quindi importante realizzare contenuti che parlino ad audience diverse.

– A differenza dei prodotti creati esclusivamente per il B2C, quelli del business to business hanno un processo d’acquisto che può durare diversi mesi e che necessita di analisi di rischi e diverse approvazioni.
Per questo motivo è consigliabile creare contenuti che si adattino ad ogni fase del processo d’acquisto, considerando i  passaggi fondamentali che la caratterizzano.

-Il cliente si rivolge a un numero limitato di aziende e individui: ogni potenziale cliente è quindi importante e va “viziato” usando contenuti che parlino a ciascun cliente in modo personale.

– Alla base del marketing B2B ci sono le relazioni tra consumatori e venditori. Il loro tempo costa, per questo bisogna fargliene perdere il meno possibile. Come?
Attraverso prospect già informati mediante contenuti realizzati e diffusi su diverse piattaforme.

Considerando i dati emersi nel report, si può parlare di content marketing come soluzione per il B2B?

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Il content marketing per il B2B può rappresentare una tra le soluzioni più efficaci.
Secondo lo studio l’86% degli intervistati promuove prodotti e azienda utilizzando strategie di content marketing  per ottenere principalmente: brand awareness (84%), lead generation (83%) engagement (80%), lead nurturing (78%) e vendita (75%).

C’è da dire che il content marketing da solo non basta, per rendere efficaci i contenuti bisogna inserirli in una strategia più ampia.
Noi possiamo aiutarti a capire quella che più si adatta al tuo brand, contattaci!

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Come convertire i dati Facebook Insights in opportunità (GUIDA)

Nella parte 1 abbiamo visto come definire target e punti di forza, ovvero la preparazione della tua strategia di marketing.

Nella parte 2 abbiamo definito le regole della pubblicazione più efficace.

Molti si fermano qui, pensando che definendo l’obiettivo e costruendo un messaggio su misura il lavoro sia finito e non basta che attendere i frutti del proprio lavoro.

Come se il marketing si riducesse ad una paziente attesa.

No. La parte più cruciale e dove va posta la maggior attenzione è proprio quella della terza fase. Il momento in cui verranno rivelati l’efficacia e la potenza delle strategie definite nelle fasi precedenti, sulla base delle quali poi si potranno costruire le successive campagne.

Quest’ultima parte, con una lettura attenta e supportata da precisi dati, permette di calibrare le mosse future e fare in modo da rendere sempre più efficace la strategia iniziale, grazie agli strumenti del marketing.

Stiamo parlando della colonna portante del marketing, il monitoraggio.

Fase 4

Il termometro del marketing, ovvero il monitoraggio.

Avete definito a chi inviare il vostro messaggio, con tutti i suoi punti di forza e unicità.

Avete definito la tipologia migliore di contenuto, il taglio, l’immagine, avete scelto accuratamente le parole.

Avete anche definito una calendarizzazione del post, in modo che venga visto dal maggior numero di persone in quella determinata fascia oraria.

Ma ora che tutte vostre teorie si sono condensare in quel singolo post, come facciamo a sapere se ha avuto davvero successo?

Se usate Facebook dovete affidarvi a Insights. Si tratta dello strumento interno al social network dela effe blu che vi permette di controllare tutta una serie di parametri riguardo alla vostra pagina e al pubblico che la segue.

Copertura

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La copertura indica il numero di persone che hanno visualizzato i contenuti della vostra pagina. Si divide in “organica”, che comprende i contenuti che non fanno uso di sponsorizzazioni, e “a pagamento” per i contenuti sponsorizzati (per i quali avete pagato).Questi grafici sono utili per capire i trend della pagina con i rispettivi contenuti, ovvero per vedere se la linea editoriale è efficace o meno per il pubblico della pagina. È una macro analisi dell’impatto dei contenuti.

Pubblico

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Vi seguono di più gli uomini o le donne? Che età ha il tuo pubblico? Sono delle ragazze tra i 25 e 34 anni che conoscono la tecnologia e seguono le mode o sono uomini tra i 45 e 54 anni più interessati all’utilità dei tuoi contenuti e senza tempo da perdere? E il tuo pubblico da dove ti legge? Se ti segue maggiormente il pubblico di Milano potresti pensare di sfruttare qualche evento o attività locale. Vedi quanto puoi sfruttare questi dati per costruire il post perfetto (ti ricordi il discorso delle personas?)

Post

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Qual è l’ora di maggior attività del tuo pubblico? Verso pranzo o verso cena? Ti leggono di più nel week-end o nei giorni lavorativi? Da questi grafici puoi capire quando postare i tuoi contenuti in base all’attività del tuo target. Postare un contenuto, anche se fosse il più attraente del mondo, alle 3.00 di notte non avrà mai lo stesso effetto dello stesso contenuto pubblicato alle 14.00 – pausa pranzo, momento tipico di relax.

Sei stato efficace?

Insights ti offre dei dati incredibili che ti permetteranno di definire in maniera ancora più precisa la tipologia di post più efficace, consentendoti di sfruttare al massimo le potenzialità offerte da Facebook per raggiungere i tuoi obiettivi.

Silueta de arquero en puesta de sol

Oltre ai dati di Insights, se hai attivato una campagna di sponsorizzazione potrai accedere a Facebook Audience Insights: si tratta di un’evoluzione degli Insights tradizionali che ti permetterà di conoscere i dispositivi utilizzati dagli utenti per raggiungerti, i comportamenti del pubblico e i dettagli professionali. Ma leggere i dati è solo la punta dell’iceberg: per rendere davvero efficaci questi numeri, bisogna saperli analizzare e sfruttare.

Come? Seguendo questa strategia red-arrow-left-hi