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4 consigli per la SEO nella tua azienda

Probabilmente hai letto questo titolo e ti sei chiesto che cosa significhi fare SEO per la tua azienda.

Devi sapere che se vuoi essere online, fare SEO è fondamentale. Per essere trovato, per essere compreso ma soprattutto per essere scelto.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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SEO copywriting: fatti trovare!

Ci siamo: hai un sito web per la tua attività e stai già cominciando a creare i primi contenuti. Sicuramente ora ti starai ponendo una domanda: come fare in modo di aumentare l’interesse (le visite) agli articoli?

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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Marketing digitale: 5 falsi miti

Nonostante l’inarrestabile incedere delle tecnologie e delle innovazioni, ancora molte imprese (troppe) sfruttano soltanto il marketing tradizionale. Molte lo fanno davvero bene, altre invece a causa del settore di business non possono fare altrimenti ma molte altre non hanno mai sentito parlare di digital marketing.

Per diverse imprese digital marketing suona più o meno come “apri un blog e una pagina Facebook” e aspettati, in un qualche modo misterioso, decine centinaia di contatti. Nulla di più sbagliato! Il marketing digitale è solamente in piccola parte blog e pagina Facebook e ancora meno è una questione di magia.

Il marketing digitale è PPC, campagne AdSense, SEO, SEM, posizionamento, targeting, landing page, social media analysis, engagement, psicologia cognitiva e molto altro ancora. Forse anche tu ignoravi l’immensa vastità del digital marketing: vediamo allora 5 miti da sfatare sul marketing 2.0!

1 – Il Marketing Digitale è più facile del Marketing Tradizionale

Quante volte l’abbiamo sentito: “Cosa ci vuole ad aprire un blog e scriverci dentro?”. Vi facciamo una lista: studio del target, psicologia di comportamento del target, posizionamento di ricerca, SEO, SEM, content writing targetizzato, copywriting continuo e specifico, design e grafica, scelta dei colori e dei font. Possiamo continuare fino a stasera. Insomma per fare, anzi solamente per iniziare a fare marketing digitale non basta scuotere la bacchetta magica e aspettare che il miracolo arrivi ma sono necessarie competenze, studi, analisi e confronti sia sull’azienda che stiamo trattando sia sul target a cui vogliamo arrivare.

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2 – Un sito, una app, un video e conquisterai il mondo

Anche se è vero che gli strumenti digitali stanno diventando sempre più preponderanti, una corretta strategia di marketing digitale è quella che non preclude ma include il marketing tradizionale. Conosci l’azienda, studia il target e crea la strategia di marketing ibrido più completo possibile, utilizzando tutti gli strumenti più efficaci per quel particolare settore di business. L’importante è non limitarsi né pensare in modo limitato e ristretto: spesso nel marketing è l’idea folgorante, immediata quella che può dare i risultati più inattesi!

3 – Il Marketing Digitale non costa nulla

Viene da pensare: se le pagine e gli account social si aprono gratuitamente, allora anche tutto il marketing che viene fatto su esse è gratuito. Rispondete a questo ora: se vi regalano uno smartphone nuovo di zecca, allora anche il piano tariffario vi viene regalato? Evidentemente no. Resta vero il fatto che la spesa per il marketing digitale è inferiore fino al 62% in meno rispetto al marketing tradizionale, ma i costi di gestione esistono eccome! Attualmente, secondo una ricerca di “Digital Marketing Philippines”, le imprese che hanno tratto profitto dal digitale hanno allocato nel marketing digitale il 35% del budget totale di marketing.

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4 – Il marketing digitale è utile solo per target giovani

Lo sapevi che la fascia predominante su Facebook è quella che va dai 25 ai 55 anni? Ciò significa che nel più popolare social network potrai trovare sia il giovane studente universitario sia il padre di famiglia. Quindi più che eliminare a priori un canale di marketing è necessario profilare in dettaglio il target tipo a cui dovremmo arrivare, per studiare una campagna mirata e specifica che vada a colpire direttamente il nostro target.

5 – Il marketing digitale funziona solamente sui grandi numeri

Una volta il web era un ambiente meno popolato, dove si potevano trovare le più varie persone con i più diversi interessi. Non c’erano ancora i social network e gli utenti navigavano ore e ore in una moltitudine di pagine web, ognuna diversa dalla precedente. In un contesto così ciò che faceva la differenza era la quantità, la presenza sui motori di ricerca e negli altri siti web. Ora il web è cambiato: gli utenti utilizzano il web in maniera sempre più specifica, si stanno creando nicchie sempre più specializzate e ai siti web si sono affiancati i social network, le app e altri servizi che sfruttano internet. Quindi è necessaria specificità, dettaglio e precisione: qualità, non quantità.

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6 – Studia, pianifica e metti in pratica

Il marketing non è questione né di fortuna né di istinto ma studio, analisi e attenta pianificazione. Spesso la migliore strategia è quella che comprende più strumenti e strategie per arrivare all’obiettivo prefissato. Per questo noi ci impegniamo fin dall’inizio a comprendere azienda e target per trovare la strategia più efficace, utilizzando tutti gli strumenti necessari.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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5 consigli per una SEO efficace a costo zero

Ogni secondo avvengono 23 milioni di ricerche su Google, il motore di ricerca numero uno che vanta un’indicizzazione di circa 60 trilioni di pagine. In altre parole, Google domina la rete. Chi gestisce un sito, sia esso istituzionale o un semplice blog, deve far fronte ad una competizione enorme per apparire tra i primi risultati nel momento in cui si effettua una ricerca.

Nel mondo del marketing, la pratica dell’ottimizzare il proprio sito internet in modo da renderlo più leggibile dai meccanismi dei motori di ricerca e dunque essere listato tra i risultati più pertinenti prende il nome di SEO, Search Engine Optimization. Ciò non comporta il pagamento di spese per la promozione, ma semplicemente la messa in pratica di alcuni accorgimenti affinché Google riconosca il sito e lo consideri il risultato più attinente alla digitazione di determinate parole chiave.

Ecco alcuni consigli da mettere in pratica per ottimizzare un sito aziendale.

  1. Usa un CMS che sia SEO-friendly.
    I CMS sono strumenti software che facilitano la gestione dei contenuti web. Il più conosciuto è WordPress, utilizzato dalla maggior parte delle imprese che si occupano di marketing. WP è ritenuto il più Google-friendly, quindi se state per aprire un nuovo sito non esitate a sceglierlo.
  2. Assicurati che sia mobile-friendly.
    Oltre ad aderire alle leggi di Google, ogni pagina web deve sottostare alla modalità oggi prevalente di fruizione web: tramite smartphone o tablet. I motori di ricerca lo sanno e preferiscono offrire risultati basati su questo dato, perciò se il tuo sito non presenta una formattazione adattabile al mobile perderai preziose posizioni tra i risultati delle ricerche.
  3. Controlla che tutto funzioni.
    Soprattutto durante e dopo i periodi di manutenzione, come nel re-design o nel cambiamento degli URL delle pagine, cliccando su determinati link ci si può imbattere in errori 404 che Google identifica come contenuti “fallati” e dunque non interessanti per gli utenti in cerca di informazioni. Verificate quindi che ogni link funzioni correttamente.
  4. Assicurati che ci sia una sitemap.
    Letteralmente “mappa del sito”, si tratta della lista delle pagine di un determinato sito in un formato accessibile dai crawlers dei motori di ricerca (quei meccanismi che permettono a Google e simili di conoscere i contenuti di ogni sito internet). È fondamentale, perché se assente o malfunzionante il vostro sito risulterà invisibile dai motori di ricerca e, conseguentemente, anche dai navigatori.
  5. Sbarazzati dei contenuti spam.
    Google penalizza l’utilizzo di metodi subdoli per generare traffico sui siti, come il pagamento per i backlink, l’inserimento di pagine nascoste o di testo dello stesso colore dello sfondo. Verifica inoltre che i tuoi contenuti di testo non includano doppioni o un sovrannumero di parole chiave.

Google e gli altri motori di ricerca stanno diventando sempre più smart ed esperti nell’identificare i casi in cui i contenuti non sono di reale valore per gli utenti. Per questo investi in contenuti pertinenti con ciò di cui ti occupi e soprattutto, per un marketing efficace, affidati a chi in questo ambito ci lavora da vent’anni: conosciamo il valore del digitale e vogliamo aiutarti a sfruttarlo al massimo.

3 tecniche efficaci per promuovere il tuo nuovo Blog

C’era una volta un uomo che camminava per il web. Indossava un blog nuovo di zecca, tagliato e cucito a misura, di buona fattura e un cappello di keyword alla moda quando una SERP si presentò sul suo cammino: “E’ lei quello che cerco?” “Non lo so – rispose l’uomo – sono nuovo”.

No, non basta avere un blog, anche se questo è un primo, indispensabile passo, per potersi garantire una buona permanenza nel grande oceano della rete; ma avere un blog e avere un blog di successo sono due cose molto diverse tra loro.

Molti proprietari di nuovi blog si concentrano esclusivamente sull’ottenere un buon posizionamento su Google tramite la SEO per avere un grande afflusso di traffico. Ovviamente, non c’è niente di sbagliato in questo, eppure, di per sé, questa potrebbe essere la ricetta per un fallimento.

In questo modo, infatti, avremo uno scarso controllo su chi arriva e nessuna strategia per trattenerlo. Se anche riuscissimo, per una fortunata combinazione, ad ottenere traffico, non potremmo essere sicuri di mantenerlo in futuro. Stiamo infatti mettendo in atto una tecnica del tutto passiva. Esistiamo, ma non è sufficiente.

Se si vuole costruire un traffico costante per il proprio blog, bisogna andarselo a prendere. Dobbiamo uscire dal nostro territorio e andare a conquistarci il pubblico, gli spazi, i nostri link e i nostri follower. Ci serve una strategia.

Le domande esistenziali di un nuovo Blog

Anche i blog hanno i loro dilemmi esistenziali.

“Chi sono? – cominciò a domandarsi l’uomo – Perché esisto? Che cosa cerco?”

Qualche volta un blog nasce proprio come risposta a queste domande ma spesso, molto più spesso di quanto non si creda, non è affatto così. È importantissimo definire i propri obiettivi e il proprio target perché, come diceva Seneca, “Nessun vento è favorevole al marinaio che non sa in che porto vuole andare”. Oltre agli obiettivi, ci servono i contenuti e senza contenuti originali, di qualità, di valore, non esiste strategia vincente. Una volta definite le basi, ecco tre suggerimenti utili per farsi conoscere:

#1. Esci e visita i luoghi che frequentano i tuoi potenziali follower. Diffida dei software che promettono autostrade a sei corsie di traffico. Vai a prendertelo.

Visita siti e blog del tuo settore e offri un guest post. Una volta che hai individuato quali sono i siti o i blog di riferimento del tuo settore, non pensare che siano quelli da “battere”, pensa invece a loro come a potenziali alleati con cui collaborare.

Chi gestisce un grande blog è sempre alla ricerca di buoni contenuti. Quello che ti serve, quindi, sono contenuti davvero buoni, da poter offrire come guest post. Procurati un “great content”, perché è quello che sarà sempre ben accetto.

#2. Visita i luoghi frequentati dal tuo potenziale target e partecipa alle stesse community.

Questo punto è fondamentale per due ragioni: la prima è che ti permetterà di conoscere a fondo il tuo target, i dubbi, le domande, le esigenze a cui dovrai cercare di dare una risposta nel tuo blog.

In secondo luogo ti farai conoscere e, se i partecipanti apprezzeranno i tuoi contenuti, li condivideranno, regalandoti una preziosa rete di link qualificati. Ti presteranno sempre maggiore attenzione e guadagnerai credibilità. Evita accuratamente di fare spam o autopromozione, difficilmente ti verrebbe perdonato. Partecipa con il sincero intento di conoscere, di capire, di condividere.

#3. Condividi i tuoi contenuti sui social network e utilizza i siti gratuiti per ottenere maggiore esposizione.

Facebook, LinkedIn, Twitter, Pinterest, Google+, possono dare un grande contributo alla diffusione dei tuoi contenuti e a farti conoscere in rete. Il traffico che ne verrà sarà prezioso, fatto di raccomandazioni reali e vero interesse.

Cogli l’opportunità di avere maggiore esposizione per i tuoi contenuti pubblicandoli su siti gratuiti che ti consentano di linkare al tuo blog. Un buon contenuto è come una moneta di valore che puoi spendere ovunque. Chi ha detto che tutto il tuo “denaro” deve stare nei tuoi forzieri? Investi, e avrai un ritorno molto interessante.

Un giorno, un uomo camminava per il web vestito di un blog di ottima stoffa e squisita fattura. Camminava sicuro di sé, ma senza ostentazione. Stava andando a trovare un amico, molto conosciuto, dove avrebbe sicuramente incontrato una SERP. Stavolta, sapeva esattamente cosa rispondere.

Altre 21 idee per farti conoscere gratuitamente le trovi qui . Se ne conosci altre, condividile nei commenti!

Questo Post è stato scritto da greatcontent.it Il content marketplace italiano ci proporrà di volta in volta spunti di riflessione sui temi del content marketing, della scrittura per il web e della creatività.

Web marketing: 7 trend per il 2014

Internet ha cambiato drasticamente il modo in cui l’informazione viene condivisa e questo ha avuto un forte impatto sul marketing. A questo proposito, negli ultimi cinque anni sono cambiate numerose tecniche e molte aziende hanno avuto successo nelle loro campagne perché hanno offerto contenuti originali e coinvolgenti oltre alla mera pubblicità, portando ad aumentare le vendite e la fiducia nel brand.

La rete è un luogo in continuo mutamento, e anche se è difficile poter prevedere come sarà il futuro del marketing, da una attenta analisi degli strumenti che stanno producendo ottimi risultati, possiamo indovinare quali strategie saranno più gettonate nel 2014. Quali sono i trend per un buon online marketing, dunque?

  1. Content marketing a go-go
    Per guadagnare la fiducia dei consumatori è necessario creare contenuti consistenti attraverso diversi media. Secondo il Content Marketing Institute, la strategia migliore di content marketing per il settore B2B sono i social media, articoli su siti in tema di business, newsletter, case history, video e articoli online. Ciò ci suggerisce che il marketing attuato con le tecniche più tradizionali, come ad esempio le pubblicità in tv o in radio, stanno diventando sempre meno efficaci. Bisogna puntare di più sull’inbound marketing, cercando di interessare il cliente con dei contenuti specifici.
  2. Social media marketing: diversifichiamo
    Quasi ogni giorno sembra spunti un nuovo social media, e alcuni tra questi che hanno raggiunto una certa popolarità, come Pinterest, Google+, Tumblr e Instagram, hanno incrementato la loro offerta con numerose opzioni che permettono di fare marketing. È importante non lasciarsi trasportare dall’entusiasmo per l’uscita di tutti questi nuovi network, e scegliere di impegnarsi in uno specifico social che più si adatti alle necessità del proprio marchio.
  3. Immagini al centro dell’informazione
    In una vita frenetica in cui si viene bombardati incessantemente dalle pubblicità, diventa essenziale proporre contenuti veloci e facili da recepire. L’immagine è la soluzione a questa necessità. Una prova è l’alto numero di condivisioni di tutti quei post o articoli che si interrompono strategicamente per inserire un’immagine. Anche gli infographic sono un ottimo strumento da sfruttare: unire grafici a immagini e poco testo spiegando in maniera concisa un argomento.
  4. Less is more
    Il bombardamento di pubblicità sempre più chiassose e che mirano a stupire in ogni modo, sommerge l’utente facendolo chiudere a riccio contro tutti questi stimoli. Per questo motivo i marketer più innovativi si spostano in direzione opposta proponendo informazioni semplici e dal look minimalista.
  5. Mobile diventa un must have
    Data l’enorme diffusione di smartphone e tablet è obbligatorio creare dei contenuti accessibili anche dai dispositivi mobili. Secondo le stime di Forbes l’87% dei dispositivi per navigare in rete in vendita entro il 2017, saranno proprio tablet e smartphone. Oltre al design specifico per la versione mobile, è essenziale provvedere a un’esperienza rilevante anche per quegli utenti che accedono a internet dal mobile.
  6. Retargeting, la nuova frontiera
    Utilizzando i cookies del browser, si tracciano i siti visitati dall’utente a cui verranno riproposti in seguito e su altri siti, sotto forma di inserzione, gli stessi articoli a cui lui stesso si era interessato. Poiché solo il 2% del traffico internet produce conversioni alla prima visita, questo metodo aumenta le conversioni semplicemente mostrando più volte un dato prodotto al consumatore. Da un punto di vista psicologico si instaura un rapporto di fiducia e familiarità esponendo il brand al consumatore che si sentirà più propenso all’acquisto.
  7. Social media, ciò che darà visibilità sul web
    L’attività sui social media gioca un ruolo fondamentale nel posizionamento di una pagina nel motore di ricerca perché è uno dei tre pilastri della SEO. Più un contenuto viene condiviso, più aumenta la probabilità che la sua qualità sia alta e quindi verrà mostrato tra i primi risultati nei motori di ricerca, basati sul criterio di rilevanza.

Liberamente ispirato a Forbes

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.

Search Marketing Integration: il futuro delle strategie SEO

Le dinamiche interne di selezione dei contenuti da parte dei motori di ricerca stanno cambiando anche più velocemente che in passato, con continui miglioramenti di tecnologie software e infrastrutture.

Queste si rispecchiano nel cambiamento del comportamento online dei consumatori e nella continua e crescente influenza dei dispositivi mobili e dei vari social media.

Per questo da un po’ si sente il bisogno di evolvere nell’ambiente della search engine optimization (SEO).

Le strategie che prevedono solo interventi di link building (inserimento dei link nelle pagine) massivi, inserimento e aumento in densità di keywords per la maggior parte dei siti web oggi risultano inefficaci. O per lo meno molto meno produttive di ciò che potrebbe definirsi una fusione tra content marketing e SEO.

La Search Marketing Integration sembra essere la strada da seguire per chiunque intenda ottenere risultati di qualità nel posizionamento del proprio brand all’interno delle ricerche.

Potrà apparire una riflessione ovvia, ma la maggior parte dei consumatori, prima di decidere se effettuare l’acquisto, desidera ottenere il maggior numero di informazioni sul prodotto o servizio del quale ha bisogno. E le ricerche, per l’80% dei casi, sono effettuate sui motori di ricerca. E’ quindi basilare che ancor prima di curare la propria presenza online quantitativamente, venga curata qualitativamente. Bisogna avere qualcosa a cui integrarsi effettivamente (nell’ottica delle strategie SEO tradizionali). Ovvero ai contenuti.

Dalla release di Google Penguin, l’ultima versione dell’algoritmo che “pesca” e ordina i risultati della ricerca, si nota uno spostamento verso parametri più complessi attraverso i quali il motore di ricerca sceglie i siti web. Quello che interessa a Google sono contenuti di qualità, coerenti, rilevanza degli autori, pagine con un alto grado di coinvolgimento, il feedback sociale degli utenti.

In questo senso anche da parte di Google c’è richiesta di sostanza, di contenuti qualificati. Si tratta quindi di ottimizzare per le persone prima, per la ricerca dopo. Non è difficile: l’intento di creare valore per gli utenti passa attraverso il maggior numero di canali di distribuzione delle informazioni online.

In questo i social media svolgono un ruolo fondamentale. Sono infatti il principale trampolino dal quale diffondere le idee, i contenuti creativi accattivanti e persuasivi, il canale distributivo prediletto della nuova informazione. L’attività sui social network, i fattori sociali, influenzano i risultati della serp di Google: oltre al profilo di Google+ e il sistema dell’authorship, vengono integrate anche pagine facebook e twitter nei risultati di ricerca.

Per emergere sarà importante allora puntare sulla creatività, creando contenuti informanti, seducenti, convincenti. Un consiglio è puntare soprattutto sulla multimedialità della rete. Anche ai principali motori di ricerca piacciono le immagini e i video (oltre che agli utenti ovviamente): avrete maggiori possibilità di apparire sulla prima pagina di Google se, integrando SEO tradizionale con content marketing, quindi keywords con contenuti informativi convincenti, aggiungendo video promozionali del brand, dimostrazione dei prodotti, interviste, collaborazioni e tutto quello che vi salta in mente.

Far convergere le strategie di web marketing e quelle di ottimizzazione classica è il modo migliore per emergere dalla massa infinita del web, per fidelizzare e soddisfare i clienti.

In fondo chiedono solo di essere informati ed educati prima di affidarsi a voi.

SEO 2013: la sfida dell’authorship

L’anno appena iniziato porterà qualche cambiamento nell’ambiente della SEO. Già l’anno scorso era stato introdotto il sistema dell’authorship. Questo permette di dichiarare proprio un contenuto web, grazie al profilo Google+.

Il nome e la foto con la quale siete registrati sul social network di Google praticamente diventano la vostra carta d’identità di autore del web. Appariranno nella serp di Google accanto ad ogni contenuto creato da voi, ovviamente con i dovuti rimandi al vostro profilo e alle altre vostre creazioni. Collegando i contenuti (sia nuovi che vecchi) al proprio profilo si comincia a creare la reputazione e l’affidabilità (authorship appunto) che Google assegna ad ogni autore.

L’autore a sua volta otterrà dei benefici dal fatto di aver rivendicato la propria authorship. Con Author Rank infatti Google redige una specie di classifica degli autori di qualità. Più il grado nell’author rank è elevato, più si ottiene considerazione per i propri contenuti. In pratica Google premia chi crea i contenuti migliori, dando una spinta in avanti nei risultati di ricerca a quelli freschi e a quelli collegati ad un profilo g+.

Nel 2013 sarà di vitale importanza quindi puntare sulla propria authorship per scalare i criteri di posizionamento del motore di ricerca. Questa può venire incrementata creando contenuti sempre di qualità alta, coerenti, e freschi.

Conta anche il profilo Google+. Infatti anche il numero di persone nelle cerchie (i followers di g+) dell’autore influenzeranno il suo grado di authoship, come pure i +1 che gli utenti cliccheranno ai suoi post.

Per un 2013 all’insegna dell’authorship è utile cominciare a collegare contenuti e profilo google+ e soprattutto cominciare a usare questo social network un po’sottovalutato, perché l’attività su g+ influenzerà la nostra posizione all’interno delle pagine di ricerca. Si possono seguire le linee guida di Google per il collegamento e per informazioni sull’authorship qui.

L’obiettivo del colosso di Mountain View sembra quello di cercare di dare risultati sempre più alti qualitativamente, straordinari addirittura dichiara lui stesso. Dare voce a chi produce appassionatamente e competentemente contenuti per una maggiore soddisfazione dell’utente.

Comunque anche se Google sta proclamando una politica basata sul content marketing, ha ancora bisogno di link con anchor text ben precisi. Quindi abbiamo ancora un po’ di tempo per direzionarci verso un nuovo tipo di comunicazione che comunque ha già preso piede.

Meglio essere preparati!