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Marketing B2B: 5 regole per convincere il tuo cliente

Che tu sia un esperto o che tu abbia appena iniziato a sfruttare il marketing B2B, hai bisogno di conoscere il modo giusto per convincere i tuoi clienti.

In un mondo iper connesso e iper social come quello di oggi, diventare un bravo marketer B2B può davvero cambiare le sorti della tua azienda.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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La formula per l’email marketing efficace

L’email marketing sarà anche per il 2016 una delle attività primarie per il settore pubblicitario. Si sa però che se da una parte questo metodo risulta essere il più veloce per raggiungere un gran numero di potenziali clienti, dall’altra è anche il meno sicuro, perché i filtri antispam delle caselle postali sono sempre più allenati ad intercettare e definire indesiderate alcune mail in base a determinati criteri.

Vediamo quali sono le parole da evitare per non vanificare la propria attività di marketing via email.

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Attenzione all’oggetto della mail

Iniziamo con le basi, ovvero da quelle parole che ormai fanno storcere il naso anche ai meno esperti. “Regalo”, “free”, “omaggio” non fanno abboccare più nessuno, così come i grandi classici “leggi questo”, “importante”, “imperdibile”. Infine, il molto frequente “Reminder”: non fa altro che ricordarci che qualcosa che non ci interessava continua a non interessarci, dunque da evitare assolutamente.

Parole da evitare per aggirare l’antispam

Spesso nello scrivere le mail si è talmente concentrati sul contenuto che ci si dimentica delle fondamenta stilistiche. I superlativi assoluti, “grandissimo”, “bellissimo” e simili fanno parte di quei vocaboli che, se non intercettati dall’antispam, verranno intercettati ed eliminati dagli ormai ex potenziali clienti. Lo stesso vale per i caratteri speciali e l’abuso di punti esclamativi o interrogativi.

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…e quelle da evitare per aggirare l’antibufala

Una volta evitato l’oblio della posta indesiderata, l’obiettivo è riuscire a convincere il lettore che il contenuto è rilevante per i suoi interessi. Dunque, anche in questo caso, partiamo dai fondamenti. Evitate parole vaghe come “cose” o “fare”: la lingua italiana è zeppa di vocaboli dal significato più specifico e dal suono efficace. Fuori questione le abbreviazioni e le faccine. Certo, dipende dal tipo di azienda, ma in linea di massima se si vuol essere presi seriamente è bene anche compiere azioni coerenti con l’immagine che si vuol dare.

Insomma, quando si tratta di attivare una strategia di marketing è importante valutare accuratamente ogni dettaglio, comprese le parole che si usano. Se vuoi ottenere esiti tangibili, quindi, rivolgiti ad esperti: contattaci.