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Non sai usare LinkedIn? Potrebbe costarti caro

“Dimmi con chi lavori e ti dirò chi sei”. Non c’è modo migliore per introdurre il social network professionale per eccellenza: LinkedIn.

Elisa Kiraz
Ha studiato Italianistica presso l’Università degli studi di Trieste.
Appassionata di Content Marketing e comunicazione, si tiene sempre informata sui nuovi trend del settore.
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LinkedIn: il social professionale che mette in comunicazione le aziende

LinkedIn sta spopolando tra le aziende italiane. Reputato spesso una semplice banca dati per pubblicare il CV o una piattaforma adatta a trovare lavoro, LinkedIn è invece una risorsa di grande interesse per le aziende, soprattutto per gli scambi interaziendali B2B. La potenzialità di questo incredibile social network ha catturato l’attenzione dei marketer, i quali hanno capito come sfruttare in modo efficace e mirato la nuova piattaforma creata esclusivamente per fare business, conquistare nuovi influencer e promuovere il brand attraverso attività di marketing online.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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4 regole d’oro per fare B2B con LinkedIn

LinkedIn è ormai il più consolidato social network professionale ed è considerata la piattaforma migliore per il content marketing dal 94% delle aziende B2B. Esse però non sfruttano al massimo il potenziale di questo social media poiché la maggior parte dei CMO (Chief Marketing Officier) delle aziende più importanti utilizzano LinkedIn come strumento per la conoscenza del brand e non per generare profitto. Invece, LinkedIn può fare molto di più.

Per i marketer di un’azienda B2B è importante essere consapevoli che LinkedIn è il migliore strumento per la lead generation, se utilizzato nel modo giusto: per andare più nel concreto, oltre l’80% dei clienti trovati grazie ai social media provengono da LinkedIn. Questo soprattutto grazie al fatto che essendo un social prettamente professionale a differenza di altre piattaforme come Facebook e Twitter, su LinkedIn ci sono molti più professionisti, senza contare che il relativo pubblico utilizza un approccio “business” fin dalla prima connessione. In parole povere, utilizzando LinkedIn starai già parlando al target giusto.

Ecco quindi 4 strategie che aiutano la tua azienda a sfruttare  questo social network nel modo più efficace possibile:

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  1. TRASFORMA LA PAGINA DELLA TUA AZIENDA IN UNA PAGINA DI LEAD GENERATION

LinkedIn non è utile soltanto per il recruiting ma può essere usato per catturare l’attenzione dei tuoi potenziali clienti: la testata è la prima cosa che i prospect vedono, di conseguenza usa un’immagine che catturi l’attenzione e crei interesse; subito dopo ricordati di scrivere una descrizione chiara e convincente che faccia incuriosire l’audience.

Condividere contenuti interessanti sulla tua pagina ti consentirà di acquisire autorevolezza nel tuo settore e creare delle showcase pages che trattano di specifici prodotti, iniziative o presentazioni del  brand ti differenzierà dai competitor. Comincia a considerare la tua pagina aziendale come una landing page!

  1. NON FARTI SOPRAFFARE DALLA TECNOLOGIA

Le persone su LinkedIn sono interessate a istituire delle vere relazioni con le aziende, ecco allora che è fondamentale “perdere” del tempo per dimostrare di essere sempre presenti per i propri clienti, senza lasciare tutto in mano a un programma di marketing automation. Nel marketing sono molto importanti le relazioni, digitali o meno: sii sempre presente, originale e coerente e i risultati arriveranno (soprattutto in termini di brand awareness).

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  1. INTERAGISCI CON I GRUPPI E CREANE DI NUOVI

Cerca dei gruppi che trattano del tuo settore, che siano rilevanti e attivi ma soprattutto fornisci contenuti di valore aggiunto: esperienze, case study e contenuti originali. Partecipa alle discussioni dall’interno, amplierai la tua conoscenza e la tua rete di relazioni a tutto vantaggio della tua attività. Quando diventerai esperto del settore potrai creare un tuo gruppo per acquisire leadership e confrontarti direttamente con il tuo target di riferimento.

  1. NON DIMENTICARTI DEI COLLEGAMENTI

LinkedIn è una piattaforma professionale in cui stabilire relazioni tra aziende, clienti ed esperti del settore: maggiore sarà il numero di collegamenti, maggiore sarà la platea con cui condividerai contenuti e farai conoscere il tuo business.

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LinkedIn è un social media che offre una moltitudine di opportunità per ampliare il tuo business B2B, ma va usato con cautela proprio per la sua intrinseca professionalità: se vuoi davvero esprimere tutta la potenza del social network professionale per eccellenza, comincia da qui!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione
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B2B: la tua azienda dovrebbe essere social?

Una volta le aziende non capivano il motivo per cui aprire un sito online e dover comunicare in modo digitale. Spesso si aprivano profili aziendali su social come Facebook, Twitter e LinkedIn, ma poi… Il nulla.

Oggi invece la maggior parte delle aziende B2B non si concentra più sul “perché”, ma sul “come” attuare una strategia di social media marketing efficace.

Per capire il potenziale di questi mezzi, basti vedere che esistono 13 milioni di italiani su Facebook, 5 milioni su Blogger, 2,8 milioni su LinkedIn e 1,5 milioni su Google+.

La parola chiave è: big data management. Una buona strategia social deve partire da un’analisi di esigenze e obiettivi dei potenziali clienti, bisogna quindi individuare il proprio target. In seguito è necessario creare e diffondere contenuti interessanti in grado di catturare l’attenzione del proprio target, instaurare relazioni e attuare una lead generation. Il problema è gestire in maniera intelligente l’enorme flusso d’informazioni che arrivano dai social network.


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Il social è uno strumento a corrispondenza biunivoca: voi parlate ai clienti e i clienti parlano di voi, sia positivamente che negativamente, ed è quindi importante avere un atteggiamento proattivo ed essere pronti a reagire alle impressioni dei clienti.

Ricorda che le informazioni sulla tua azienda devono essere chiare, facili da trovare e di bell’aspetto: è opportuno che abbiano una foto, un video o un’immagine che catturino l’attenzione del cliente.

Ogni social ha la sua logica e un diverso stile di comunicare, vediamo allora le caratteristiche principali dei 3 social network più usati:

Twitter

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È il social degli short message: 140 battute per esprimere un pensiero, un’idea, con la possibilità di inserire un contenuto come un’immagine, un video o un link. Il tuo profilo Twitter o quello della tua azienda è la chance per raccontare la storia del tuo business alla community. I toni da usare? Meglio se effervescenti e positivi!

Facebook

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È un social diffuso e diversificato: la strategia punta alla fidelizzazione attraverso i like e al coinvolgimento delle persone tramite posti virali e interessanti. Anche qui i toni sono ottimistici, rafforzati da momenti di serietà, rimarcati da un’immagine o un video. Facebook è un canale utile per aumentare la brand awareness, portare traffico al sito web/blog dell’azienda e per sviluppare un dialogo col vostro cliente.

LinkedIn

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È un social network nato per il business: a livello professionale ci si può iscrivere come singoli o come azienda. Su LinkedIn le informazioni postate sono moltissime, si generano canali di attenzione da cui nascono curiosità e nuovi spunti di riflessione. Se parli di qualcosa perché la conosci, significa che professionalmente ne sai, è quindi un ottimo modo per far conoscere di cosa si occupa la tua azienda. Che siate azienda o libero professionista l’arma vincente è lo stile e la coerenza con il vostro lavoro e modo di pensare.

I social media trattano di persone: se le terrai in considerazione, loro si ricorderanno della tua azienda. Se vuoi progettare una strategia social di successo, noi facciamo al caso tuo!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione
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Content marketing B2B: i trend negli Stati Uniti

Si parla molto dell’efficacia del content marketing nelle aziende, ma spesso si nota che questo concetto non risulta ben chiaro.

Il content marketing è un approccio di marketing strategico focalizzato a creare e distribuire un contenuto rilevante per attrarre e mantenere un pubblico preciso e, ovviamente, produrre un ritorno per il cliente.

Secondo una ricerca del “Content Marketing Institute” i migliori marketer degli Stati Uniti hanno una strategia ben definita, si incontrano con i loro team molto spesso, sperimentano un’ampia gamma di tecniche e seguono diverse regole auree.

Per conoscere le accortezze che possono aiutarti a distinguerti nell’ambito del content marketing, analizzare i risultati del report utile può rivelarsi la strategia vincente.

Le quattro caratteristiche fondamentali che identificano i migliori nel settore sono:

  1. sanno come è impostato un contenuto di marketing efficace
  2. stabiliscono per iscritto una strategia
  3. mettono nero su bianco una linea editoriale
  4. comunicano molto con il loro teamcontent-marketing1

Secondo la ricerca il 44% dei marketer sa cosa significa sviluppare un content marketing vincente, ma  solo il 30% dei B2B marketer sostiene che le loro aziende operano con profitto in questo ambito.

Il 44% si incontra giornalmente o settimanalmente: più un team è efficace, più spesso si incontra.

Mediamente i B2B marketer assegnano il 28% del loro budget totale di marketing ai contenuti ma i più produttivi arrivano fino al 46%.

Stando alle statistiche, gli obiettivi annuali più importanti per chi fa marketing B2B sono l’acquisizione di nuovi clienti (85%) e le vendite (84%).

Parliamo ora di strategia: il 32% dei marketer sostiene di averne una e di averla definita per iscritto, ma il dato interessante è che il 48% dice di averla elaborata solo verbalmente. È dimostrato che i primi ottengono risultati migliori.

Che tipo di contenuti creano maggiormente le imprese americane? Secondo il report, il 93% della produzione è rivolto ai social media, seguito da casi di studio, blog e newsletter; anche se l’opzione più efficace, secondo il 75% degli intervistati, sono gli eventi in cui ci si incontra di persona. In crescita anche l’impiego di foto o illustrazioni, che risultano i contenuti con l’incremento più importante rispetto all’anno precedente, essendo passati dal 69% al 76%.

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Per quanto riguarda le piattaforme social più usate per la distribuzione di contenuti sono, in ordine, LinkedIn (94%), Twitter (87%), Facebook (84%) e YouTube (74%). In merito all’efficacia, LinkedIn risulta essere sempre al primo posto con il 66%.

Il content marketing è una delle tecniche che usiamo a L’Ippogrifo per incrementare il fatturato dei nostri clienti. Se vuoi che ti illustriamo quali sono le altre, richiedi un appuntamento con un nostro consulente.

Busy people for busy meal!

Lavoro, lavoro e ancora lavoro! Ora nemmeno a pranzo si può fuggire dalla pressante macchina del mercato e del successo. A chi dobbiamo il merito? Al nuovo social network lanciato ad inizio 2014 dai fratelli Fabien e Sébastien Carraro: MyBusyMeal.

Questo sito, geolocalizzato in cinque lingue, permette di associare l’occasione di un pranzo con un incontro di lavoro.

Iscriversi è semplice ed è possibile farlo anche tramite le credenziali LinkedIn. All’interno, la piattaforma mette a disposizione un motore di ricerca in grado di individuare i profili in base al titolo professionale, alle competenze e alla localizzazione geografica.

Lo scopo di questo social network? Permettere agli utenti (“BusyPeople”) di incontrarsi e interloquire durante un pranzo o una cena (“BusyMeal”) per limitarsi ad una mera conoscenza o approfondire quest’ultima dando vita ad un progetto imprenditoriale.

Pur essendo gratuita la registrazione, i servizi aggiunti necessitano di un abbonamento il cui costo parte da 3,75 € fino alla formula “all in one” che ha un costo una tantum di 99 euro.

Un’idea originale, niente da dire. Speriamo però non possa necessariamente portare alla completa sostituzione della formula “buon appetito” con quella di “buon lavoro”!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

L’algoritmo giusto per chi cerca lavoro?

Ogni social network ha bisogno di essere costantemente aggiornato e migliorato per poter far fronte alla concorrenza e questa è la volta di LinkedIn. Il social network impiegato principalmente per lo sviluppo di contatti professionali, ha di recente comprato Bright.

Si tratta di una start up, costata ben 120 milioni di dollari, che si presenta come l’acquisto più costoso effettuato dall’azienda ed è in grado di rilevare all’interno dei curricula le informazioni che possano aiutare ad identificare i candidati più adatti per specifiche posizioni lavorative.

Bright, infatti, attraverso l’uso di algoritmi, consiglia a chi cerca lavoro delle offerte di impiego inerenti a qualifiche e abilità, permettendo così agli utenti di LinkedIn di godere di un miglior connubio tra domanda e offerta lavorativa all’interno del social network.

In contemporanea all’annuncio dell’acquisto sono stati diffusi anche i dati trimestrali di LinkedIn: nel quarto trimestre 2013 i ricavi sono aumentati del 47%, mentre nel primo trimestre del 2014 è previsto un ricavato che si aggira intorno ai 455-460 milioni di dollari, con un aumento del 40%.

Una stima deludente per gli analisti, i quali, come riportato dal Wall Street Journal, puntavano su quota 470 milioni. Per questo motivo il titolo è crollato in Borsa di oltre 10 punti percentuali.

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

State of the Net a Trieste: statistiche e clima della rete in Italia

Anche quest’anno si è tenuto a Trieste l’evento State of the Net, che ha offerto un’istantanea sulla situazione telematica e sugli internauti italiani grazie all’indagine svolta da Blogmeter e presentata dal social media strategist Vincenzo Cosenza.

Il numero di italiani che ha usato la rete almeno una volta in un mese è aumentato e ora ammonta a 28.9 milioni di utenti attivi su base mensile. In aumento anche il tempo speso, circa 1 ora e 28 minuti, incrementato del 9% rispetto all’anno passato. Dall’indagine emerge anche che i maggiori utilizzatori sono di sesso maschile, circa 7.8 milioni con incremento del 3%; tuttavia le donne si portano a 6.5 milioni di utenti con una crescita del 5%.

Le keyword più ricercate sono Facebook, al primo posto, seguita da Libero, Youtube, Google e meteo mentre i picchi di ricerca nei primi mesi del 2013 sono Elezioni e Ruzzle, il popolare gioco mobile sulla composizione delle parole.

Balza subito all’occhio come Facebook detenga il primato indiscusso di social media più frequentato con 22.7 milioni di utenti mensili e in crescita con un’aumento del 4.7%. Seguono Google+ con 3.8 milioni di utenti unici in crescita del 56.7% e Linkedin con 3.5 milioni di utenti e aumento del 18.3%: entrambi scalzano dal podio Twitter, a cui sono iscritti 3.3 milioni di utenti con un indice di crescita negativo dell’11.6%

I dati riguardanti Facebook ne fanno il social network più utilizzato con 3 miliardi di “mi piace”, 288 milioni di fotografie caricate al mese, 3.5 miliardi di messaggi privati e 2 milioni di check-in nei luoghi d’interesse.

Per quanto riguarda Twitter i dati ne indicano un uso più consapevole degli strumenti offerti dal social: l’uso degli hashtag è cresciuto del 22%, un numero che si traduce nel 30% degli utenti totali; l’uso del retweet ha invece raggiunto il 25% sull’intero bacino di utenza.  Crescita del 3% segnalata anche per le geolocalizzazioni. Gli italiani, inoltre, twittano durante tutta la settimana a eccezione del week-end e gli orari preferiti vanno dalle 20 alle 22 in concomitanza con le trasmissioni tv che il popolo di twitter si diverte a commentare.

Gli hashtag più utilizzati possono essere suddivisi in tre grandi gruppi: le pratiche sociali, tra cui spicca l’hashtag più utilizzato in assoluto #rt (retweet), il seguire insieme gli show televisivi, (#sanremo2013 si piazza al secondo posto degli hashtag), e infine la condivisione degli eventi di cronaca in cui hanno primeggiato gli hashtag collegati alla politica come #elezioni2013.

Interessante l’analisi semantica effettuata sui tweet dei primi quattro mesi dell’anno, che ha permesso di rilevare lo stato emotivo degli internauti nostrani: la condizione media è tendenzialmente negativa, unici picchi positivi sono stati Capodanno e San Valentino con manifestazioni di gioia e amore come anche per l’elezione del nuovo Papa, mentre la situazione di stallo politico e la rielezione del presidente Napolitano hanno segnato dei profondi picchi negativi manifestando emozioni di rabbia, disgusto e tristezza.