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4 consigli per la SEO nella tua azienda

Probabilmente hai letto questo titolo e ti sei chiesto che cosa significhi fare SEO per la tua azienda.

Devi sapere che se vuoi essere online, fare SEO è fondamentale. Per essere trovato, per essere compreso ma soprattutto per essere scelto.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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SEO copywriting: fatti trovare!

Ci siamo: hai un sito web per la tua attività e stai già cominciando a creare i primi contenuti. Sicuramente ora ti starai ponendo una domanda: come fare in modo di aumentare l’interesse (le visite) agli articoli?

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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Conoscere il web per fare export con profitto

Oggi per un’azienda la capacità di espandere la propria attività all’estero ha un’importanza fondamentale.

Sfruttando i nuovi strumenti digitali si possono sviluppare campagne finalizzate ad acquisire nuova clientela anche senza andarla a cercare, facendo sì che siano gli stessi clienti potenziali a imbattersi nella nostra offerta.

A monte ci deve essere logicamente un’analisi approfondita per individuare quali sono le aree più promettenti dal punto di vista commerciale, in quanto un’azione geograficamente mirata ha un riscontro molto più elevato di quello che può ottenere un’operazione di marketing pianificata su più Paesi in modo standardizzato.

Non si tratta solo di tradurre il materiale informativo e promozionale dell’azienda – anzi, a volte è consigliabile elaborare nuovi testi e nuove grafiche ad hoc, cominciando con la realizzazione di un sito internet dedicato – bensì di scegliere anche i canali più efficaci per veicolare la propria comunicazione.

Giusto per fare alcuni esempi: mentre nel mondo occidentale Facebook è diventato il sito più popolare e di conseguenza una della primissime opzioni quando si programma un’attività di web marketing, in Paesi come Russia e Cina i social network di riferimento sono altri: VKontakte, Odnoklassniki, WeChat, Qzone, ecc. E il motore di ricerca più utilizzato non è Google ma, rispettivamente, Yandex e Baidu (negli Stati Uniti invece non si deve sottovalutare Bing, che mentre in Europa raccoglie le briciole del  mercato, negli USA indirizza il 20% delle ricerche online).

Anche nell’ambito delle piattaforme di video, che offrono eccellenti opportunità per mostrare la propria azienda e i propri prodotti, YouTube non rappresenta sempre una scelta obbligata: ad esempio in Cina ha più utenti iQiyi.

Quindi, senza prescindere dai “classici” Google AdWords e Facebook Ads, per poter cogliere tutte le opportunità che la rete racchiude è essenziale monitorare costantemente i trend che determinano la sua evoluzione.

Nel nostro team abbiamo specialisti in grado di orientare proficuamente i tuoi investimenti in marketing verso soluzioni e Paesi che ti daranno risultati garantiti. Contattataci per capire meglio cosa ti possiamo proporre.

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5 tipi di contenuti per migliorare la comunicazione B2B della tua azienda

Secondo Beth Comstock – senior vice president e CMO di General Electric – “che sia B2B o B2C i fondamenti del buon marketing sono gli stessi. Tutti siamo esseri emozionali in cerca di pertinenza, contesto e connessioni.”

Nel 2016 le strategie di content marketing B2B e B2C devono avere come obbiettivo quello di sviluppare testi chiari, concentrarsi sulle parole chiave e offrire ai lettori valide risposte alle loro curiosità.

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Il problema riguardante la scelta dei contenuti si pone per tutti i siti aziendali con orientamento B2B che mirano a raggiungere i primi posti nel posizionamento SERP di Google.

Nella SERP è importante elaborare contenuti originali e di valore: per farlo bisogna tener presente quali sono le peculiarità dell’azienda e creare contenuti che si adattino alle esigenze del formato web.Ad esempio, Google terrà presente l’attinenza, l’ originalità e altri fattori della valutazione dei contenuti che insieme contribuiranno a determinare la posizione nella sua SERP.

Come rendere più efficace la comunicazione della tua azienda

Contenuti che raccontano

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La storia di un’azienda è anche la storia del settore in cui opera.
Raccontare come venga prodotto un bene o un servizio può infondere nel lettore un senso di appartenenza e identificazione. Legare ad una narrazione aziendale il suo sviluppo in uno specifico territorio o comunità, è un metodo di narrazione efficace per trasmettere i valori dell’azienda.

Contenuti che spiegano

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Nel content marketing il “cosa facciamo” diventa “come siamo stati in grado di farlo”.

Dietro alla domanda di un servizio o di un prodotto c’è sempre un problema che il cliente vuole risolvere. Racconta di quella volta che hai intrapreso percorsi sbagliati e di come sei stato in grado di correggerti per arrivare al prodotto/servizio che offri oggi.

Contenuti che creano la tua reputazione

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Tutte le aziende sono brave a parlare di se stesse, ma quante hanno il coraggio di far parlare i loro clienti?
Citare l’esperienza di un cliente attraverso storie condivisibili attiva un meccanismo d’identificazione. Il sito non sarà più una semplice pagina web ma diventerà una possibile risposta ai problemi dell’utente.

Contenuti che evidenziano la tua professionalità

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I business case sono un potente mezzo narrativo per trasmettere la professionalità della tua azienda.
Un breve documento in cui si spiega come sono stati risolti i problemi di un cliente dimostra quanto sia importante la soddisfazione di chi si affida alla tua azienda per un determinato prodotto/servizio. Scegli alcune esperienze significative condivisibili dal pubblico e spiega come si è giunti a una soluzione.

Contenuti che mostrano

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A cosa serve il prodotto che vuoi vendere? A chi è rivolto ? Quali bisogni soddisfa?
I contenuti applicativi servono a illustrare i risultati che il tuo cliente otterrà una volta acquistato il tuo prodotto o servizio. Per ogni contenuto di questo tipo vi è una specifica parola chiave che consente di ampliare il campo di azione della strategia di posizionamento.

I giusti contenuti possono migliorare notevolmente l’efficacia della comunicazione B2B della tua azienda, ma devono sempre essere supportati dalla giusta strategia di marketing. In vent’anni ne abbiamo viste di aziende e di strategie marketing: il segreto sta sempre nel trovare quella più giusta per il tuo business.

Ti va di metterci alla prova?

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5 consigli per una SEO efficace a costo zero

Ogni secondo avvengono 23 milioni di ricerche su Google, il motore di ricerca numero uno che vanta un’indicizzazione di circa 60 trilioni di pagine. In altre parole, Google domina la rete. Chi gestisce un sito, sia esso istituzionale o un semplice blog, deve far fronte ad una competizione enorme per apparire tra i primi risultati nel momento in cui si effettua una ricerca.

Nel mondo del marketing, la pratica dell’ottimizzare il proprio sito internet in modo da renderlo più leggibile dai meccanismi dei motori di ricerca e dunque essere listato tra i risultati più pertinenti prende il nome di SEO, Search Engine Optimization. Ciò non comporta il pagamento di spese per la promozione, ma semplicemente la messa in pratica di alcuni accorgimenti affinché Google riconosca il sito e lo consideri il risultato più attinente alla digitazione di determinate parole chiave.

Ecco alcuni consigli da mettere in pratica per ottimizzare un sito aziendale.

  1. Usa un CMS che sia SEO-friendly.
    I CMS sono strumenti software che facilitano la gestione dei contenuti web. Il più conosciuto è WordPress, utilizzato dalla maggior parte delle imprese che si occupano di marketing. WP è ritenuto il più Google-friendly, quindi se state per aprire un nuovo sito non esitate a sceglierlo.
  2. Assicurati che sia mobile-friendly.
    Oltre ad aderire alle leggi di Google, ogni pagina web deve sottostare alla modalità oggi prevalente di fruizione web: tramite smartphone o tablet. I motori di ricerca lo sanno e preferiscono offrire risultati basati su questo dato, perciò se il tuo sito non presenta una formattazione adattabile al mobile perderai preziose posizioni tra i risultati delle ricerche.
  3. Controlla che tutto funzioni.
    Soprattutto durante e dopo i periodi di manutenzione, come nel re-design o nel cambiamento degli URL delle pagine, cliccando su determinati link ci si può imbattere in errori 404 che Google identifica come contenuti “fallati” e dunque non interessanti per gli utenti in cerca di informazioni. Verificate quindi che ogni link funzioni correttamente.
  4. Assicurati che ci sia una sitemap.
    Letteralmente “mappa del sito”, si tratta della lista delle pagine di un determinato sito in un formato accessibile dai crawlers dei motori di ricerca (quei meccanismi che permettono a Google e simili di conoscere i contenuti di ogni sito internet). È fondamentale, perché se assente o malfunzionante il vostro sito risulterà invisibile dai motori di ricerca e, conseguentemente, anche dai navigatori.
  5. Sbarazzati dei contenuti spam.
    Google penalizza l’utilizzo di metodi subdoli per generare traffico sui siti, come il pagamento per i backlink, l’inserimento di pagine nascoste o di testo dello stesso colore dello sfondo. Verifica inoltre che i tuoi contenuti di testo non includano doppioni o un sovrannumero di parole chiave.

Google e gli altri motori di ricerca stanno diventando sempre più smart ed esperti nell’identificare i casi in cui i contenuti non sono di reale valore per gli utenti. Per questo investi in contenuti pertinenti con ciò di cui ti occupi e soprattutto, per un marketing efficace, affidati a chi in questo ambito ci lavora da vent’anni: conosciamo il valore del digitale e vogliamo aiutarti a sfruttarlo al massimo.

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Difendi il tuo brand con il marketing difensivo!

Abbiamo recentemente parlato dell’importanza del conoscere le caratteristiche comuni al target per poter creare un marketing personalizzato e più efficace. Ma il marketing non è solo attacco e il pubblico non è l’unico soggetto da studiare e conoscere al meglio. In certi casi è necessario ricorrere al Defensive Marketing. Di cosa si tratta?

In tutti i settori c’è un leader, identificato nell’impresa che ha più clienti e/o i maggiori ricavi. Se, una volta arrivata tra i big, l’azienda è convinta di essere nell’Olimpo del business e ritiene quindi che il marketing sia soltanto un inutile accessorio, si sbaglia di grosso.

È proprio questo il momento in cui c’è bisogno di un cambio di rotta nella strategia, ovvero attivare il Marketing Difensivo: anche se sei al primo posto, il mercato continua a correre e i concorrenti saranno ancora più aggressivi nel cercare di scavalcarti. L’’obiettivo è difendere la reputazione che hai costruito da possibili attacchi esterni quindi studiare al meglio le caratteristiche e le azioni dei concorrenti per non lasciarsi sorprendere e rischiare di essere spodestati.

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Vediamo un esempio concreto. Quando Google+ ha introdotto la novità delle “Cerchie”, cioè la possibilità di raggruppare gli amici per categoria, Facebook ha subito risposto annunciando una “rivoluzionaria” funzione analoga. In altre parole, il social di Zuckerberg ha contrattaccato con un’azione in difesa della fedeltà dei propri iscritti.

L’intera industria della tecnologia basa gran parte delle sue mosse di marketing su questi principi di difesa e attacco. Un esempio recentissimo è l’annuncio da parte di Apple dell’uscita dell’iPhone SE, primo smartphone per l’azienda di Cook da tre anni a questa parte dalle dimensioni più ridotte rispetto agli ultimi modelli, con uno schermo da 4 pollici e un prezzo “più competitivo” (in Italia il modello da 16GB costerà 509€). È un’evidente azione di contrattacco nei confronti dei competitors che da tempo offrono versioni “Mini” dei propri telefonini.

Dunque persino Apple, da anni sul podio del settore per vendite e prestazioni dei suoi prodotti, deve costantemente guardarsi le spalle per mantenere il posto in vetta. In quale fase della gara del marketing è la tua azienda? Attacco o difesa? Se non sai rispondere, è meglio che agisci subito.

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Marketing e social: i 5 casi del 2015

Il 2015 è stato l’anno di Star Wars, del caso Volkswagen, di Adele ma anche di Gianni Morandi, della Ceres e di Google. Per fare un piccolo riassunto di quanto è accaduto nel mondo del marketing e dei social in questo stravagante 2015, abbiamo raccolto i 5 casi di marketing online che più hanno fatto notizia.

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Video – Non lo si può negare, il 2015 è stato l’anno dei video. Questo soprattutto grazie a Facebook e Twitter, rispettivamente con i live streaming e la piattaforma Periscope. Prima appannaggio dei grandi artisti e di piccole star in ascesa, poi il nuovo trend dei video in streaming è diventato gettonassimo tra i più.

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Emoji – Lo sapevate che l’Oxford Dictionary ha eletto un’emoji a parola dell’anno? È accaduto a “Face with tears of Joy”, una delle faccine più utilizzate e che riesce a sostituire già significati. Ma non solo, le simpatiche faccine si sono così addentrate nella nostra vita che il portale “emojipedia.org” ha istituito il World Emoji Day, celebrato da moltissimi brand.

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Google – Fatto non proprio di marketing, ma che ha scatenato la fantasia e l’immaginazione di tutta la rete. È il 2 ottobre e Google, completamente di sorpresa, decide di creare una società chiamata Alphabet che altri non è che l’azienda madre di Google. Un po’ complesso vero? Questo cambio di strategia inatteso ha scatenato la fantasia del popolo della rete, con non pochi riferimenti all’era dei robot e teorie di stampo Orwelliano.

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Star Wars – Forse è stato l’evento marketing che più ha fatto notizia nel 2015. La fantascientifica saga creata da George Lucas ha risvegliato – letteralmente – la forza nei direttori creativi, nei social media manager, nei marketing manager per regalare mesi e mesi di campagne pubblicitarie che hanno cavalcato, chi meglio chi peggio, l’onda mediatica creata dall’ultimo episodio di Star Wars.

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Adele – Ne avevamo parlato più approfonditamente qui, il caso di Adele e del suo nuovo singolo “Hello” è riuscito a trasmutarsi da canzone strappalacrime a caso social in pochissimo tempo. E i brand non sono rimasti a guardare! Numerose sono le campagne e i meme che hanno capito approfittare del momento.

Voi che ne pensate? Qual è il caso di marketing che più vi ha colpito? Come vedete stare a passo con i tempi e creare una strategia efficace è tutto nel marketing. Sei interessato? Siamo qui per rispondere ad ogni tua curiosità!

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Google: un’app per imparare a fare marketing!

Google, una delle più grandi – se non la più grande – compagnie high-tech del mondo fornisce una grande quantità di servizi per le aziende e le startup. Motore di ricerca, gestione delle mail, servizi di monitoraggio per i siti web, campagne pubblicitarie online. Google offre proprio tutto, ma una cosa mancava: delle lezioni per imparare ad utilizzare al meglio questi strumenti.

Google non ci ha pensato su due volte ed ecco spuntare negli app store, sia per Android che iOS (rispettivamente i sistemi operativi di Google e Apple) un’app che fornisce delle semplici e brevi lezioni di marketing. Si chiama Primer, funziona anche offline ed è pensata per le piccole startup, per i giovani imprenditori che si ritrovano con una moltitudine di strumenti e dati ma che spesso non sanno come utilizzarli al meglio, complice una concorrenza sempre più esperta.

“Ci siamo resi conto che alcuni dei nostri prodotti ad alto contenuto tecnologico, mediante cui le imprese si connettono ai clienti, rischiano di ampliare il divario tra principianti e professionisti del marketing”.

Primer app

Le lezioni offerte da Primer, per ora solo in lingua inglese, sono dei flash e dei casi study della durata di 5 minuti:imparare il marketing in metropolitana, in aereo o in qualsiasi altro luogo dove non c’è segnale”, questa la missione che si legge nella descrizione dell’applicazione. L’app prevede anche dei quiz interattivi e dei consigli utili, su argomenti quali il Content Marketing , il rapporto con i vari Media del settore e la Search Advertising. Una volta scaricata, l’app vi chiederà a quali argomenti siete interessati ad approfondire: Advertising, Measurement, Strategy e Content.

Un modo divertente ma soprattutto pratico per avere delle nozioni di base sul marketing – ma soprattutto su come lo intende Google, vera istituzione nel campo dell’advertising online.