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Non rincorrere i tuoi clienti, fatti trovare!

Le aziende B2B oggi hanno a disposizione molti strumenti per far conoscere il loro brand, ma molte di loro non conoscono l’importanza dell’inbound marketing (per conoscere la sua reale efficacia nel B2B clicca qui).

È ormai l’essenza del marketing moderno e si occupa di far nascere l’interesse dei potenziali clienti per la propria azienda grazie alla creazione di contenuti utili, interessanti e di qualità.

Grazie a questa strategia il processo d’acquisto cambia radicalmente: nel marketing tradizionale il cliente subiva passivamente gli annunci pubblicitari alla radio, in TV o sui giornali, mentre con l’inbound marketing l’obiettivo è quello di fidelizzare il cliente offrendogli un’ottima conoscenza del brand.

Si cerca di stimolare i prospect con pagine ottimizzate, contenuti e call to action coinvolgenti per acquisire informazioni sui clienti, targettizzare e stabilire un’azione di lead generation.

Vediamo allora alcuni dei vantaggi offerti dall’inbound marketing:

È più economico del marketing tradizionale

I cartelloni e gli annunci pubblicitari sono decisamente più costosi, la creazione di contenuti utili, le tecniche di SEO e l’email marketing sono tecniche perfette per l’era digitale e monitorabili con il calcolo del ROI (conosci la nostra formula ROI Garantito®?), evitando così gli sprechi

Sfrutta i contenuti e genera nuovi clienti

Il consiglio è: scrivi regolarmente! Infatti l’82% delle aziende che si dedicano ogni giorno al proprio blog hanno avuto un riscontro più che positivo in termine di nuovi clienti.

Il tuo successo si basa sul blog

Il blog aziendale è uno strumento importante per raggiungere i potenziali clienti: gli articoli che scrivete devono tenere conto che in genere nel B2B il pubblico è altamente qualificato, è quindi importante offrire informazioni approfondite e che aumentino la brand awareness.

Acquisire il lead tramite i contenuti

La fidelizzazione del cliente passa attraverso il content marketing, facendogli conoscere l’azienda e mantenendo alta la sua attenzione fino al momento dell’acquisto

Email marketing

Impostare una newsletter può essere molto utile per la vostra strategia inbound, grazie al basso costo e agli ottimi risultati.

SEO friendly

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Il 73% delle persone che usano i motori di ricerca non clicca oltre la prima pagina di risultati, di conseguenza dovete controllare che il vostro sito sia veloce, responsive e in una buona posizione grazie proprio alla rilevanza dei contenuti.

L’inbound marketing è una strategia in linea con i  nuovi mezzi di comunicazione, noi possiamo aiutarti a creare contenuti utili per far conoscere la tua azienda e trasformare i vostri clienti in promotori del vostro marchio!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione
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Content marketing B2B: i trend negli Stati Uniti

Si parla molto dell’efficacia del content marketing nelle aziende, ma spesso si nota che questo concetto non risulta ben chiaro.

Il content marketing è un approccio di marketing strategico focalizzato a creare e distribuire un contenuto rilevante per attrarre e mantenere un pubblico preciso e, ovviamente, produrre un ritorno per il cliente.

Secondo una ricerca del “Content Marketing Institute” i migliori marketer degli Stati Uniti hanno una strategia ben definita, si incontrano con i loro team molto spesso, sperimentano un’ampia gamma di tecniche e seguono diverse regole auree.

Per conoscere le accortezze che possono aiutarti a distinguerti nell’ambito del content marketing, analizzare i risultati del report utile può rivelarsi la strategia vincente.

Le quattro caratteristiche fondamentali che identificano i migliori nel settore sono:

  1. sanno come è impostato un contenuto di marketing efficace
  2. stabiliscono per iscritto una strategia
  3. mettono nero su bianco una linea editoriale
  4. comunicano molto con il loro teamcontent-marketing1

Secondo la ricerca il 44% dei marketer sa cosa significa sviluppare un content marketing vincente, ma  solo il 30% dei B2B marketer sostiene che le loro aziende operano con profitto in questo ambito.

Il 44% si incontra giornalmente o settimanalmente: più un team è efficace, più spesso si incontra.

Mediamente i B2B marketer assegnano il 28% del loro budget totale di marketing ai contenuti ma i più produttivi arrivano fino al 46%.

Stando alle statistiche, gli obiettivi annuali più importanti per chi fa marketing B2B sono l’acquisizione di nuovi clienti (85%) e le vendite (84%).

Parliamo ora di strategia: il 32% dei marketer sostiene di averne una e di averla definita per iscritto, ma il dato interessante è che il 48% dice di averla elaborata solo verbalmente. È dimostrato che i primi ottengono risultati migliori.

Che tipo di contenuti creano maggiormente le imprese americane? Secondo il report, il 93% della produzione è rivolto ai social media, seguito da casi di studio, blog e newsletter; anche se l’opzione più efficace, secondo il 75% degli intervistati, sono gli eventi in cui ci si incontra di persona. In crescita anche l’impiego di foto o illustrazioni, che risultano i contenuti con l’incremento più importante rispetto all’anno precedente, essendo passati dal 69% al 76%.

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Per quanto riguarda le piattaforme social più usate per la distribuzione di contenuti sono, in ordine, LinkedIn (94%), Twitter (87%), Facebook (84%) e YouTube (74%). In merito all’efficacia, LinkedIn risulta essere sempre al primo posto con il 66%.

Il content marketing è una delle tecniche che usiamo a L’Ippogrifo per incrementare il fatturato dei nostri clienti. Se vuoi che ti illustriamo quali sono le altre, richiedi un appuntamento con un nostro consulente.

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2016: tutti i numeri del marketing

Nel 2016 ha ancora senso fare mail marketing? Quanto sono efficaci le landing page? Qual è la direzione che il video marketing sta prendendo? Si vende di più con il mobile o con il marketing tradizionale?

Per rispondere a tutte queste domande abbiamo raccolto i dati dalle ricerche più autorevoli per regalarvi una fotografia del marketing b2b e del marketing digitale nel corso del 2016.

Marketing generico

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  1. Il 72% delle organizzazioni chiede alla propria audience di iscriversi alla propria newsletter (Content Marketing Institute, 2015)
  2. L’85% delle aziende B2B afferma che l’obiettivo principale nei prossimi 12 mesi è la lead generation (Content Marketing Institute, 2015)
  3. Gli addetti al marketing B2B citano la qualità dei lead, le vendite e gli alti ratei di conversione come le 3 metriche più importanti (Content Marketing Institute, 2015).

Email marketing

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  1. Per un’analisi più approfondita leggi qui.
  2. L’email marketing è la scelta #1 per la maggior parte dei marketers (Campaign Monitor, 2015)
  3. Nel 2015 il ROI dell’email marketing è stato del 3800% (Campaign Monitor, 2015)

Mobile marketing

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  1. Il 19% delle attività locali interpellate afferma di non avere ancora un sito web mobile (ReachLocal, 2016)
  2. Il 63% delle attività locali ha in programma di investire in un sito mobile-friendly nel corso del 2016 (ReachLocal, 2016). Per non restare indietro, contattaci subito per una consulenza!
  3. Nella prossima stagione di vacanza, il 60% degli acquirenti online tra i 18 e i 24 anni utilizzerà uno smartphone per gli acquisti (Sprout Social, 2015)

SEO

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  1. Il 55% dei marketers B2B concorda nell’affermare che il SEM (Search Engine Marketing) è il più efficiente metodo a pagamento per promuovere e distribuire contenuti (Content Marketing Institute, 2015).
  2. Il SEO e i Social Media sono ritenuti come le tattiche di marketing digitale più difficili da eseguire; entrambe richiedono tempo, risorse con competenze specifiche e non sono sempre disponibili in-house (Ascend2, 2016).
  3. Il 66% degli addetti marketing B2B afferma che il SEM è la tattica di marketing più utilizzata tra le compagnie B2B (Content Marketing Institute, 2015).

Social Media Marketing

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  1. Il 93% delle organizzazioni utilizza i social media come tattica di marketing principale (Content Marketing Institute, 2015).
  2. Il 94% dei marketers B2B utilizza LinkedIn per distribuire contenuti (Content Marketing Institute, 2015).
  3. Il 66% delle aziende afferma che LinkedIn è una delle piattaforma di social media più efficaci (Content Marketing Institute, 2015).

Content Marketing

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  1. Il 64% dei marketers B2B più esperti afferma che il content marketing è efficace per il proprio business (Content Marketing Institute, 2015).
  2. Solamente il 32% degli addetti al marketing B2B ha una documentazione della propria strategia di content marketing (Content Marketing Institute, 2015).
  3. Il 76% dei marketers produrrà più contenuti nel 2016 rispetto al 2015 (Content Marketing Institute, 2015). Se vuoi essere in prima linea e giocare da protagonista, non farti trovare impreparato davanti ai tuoi competitors. La giusta strategia e la tattica più efficace possono fare la differenza, scopri come!

Video marketing

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  1. Il 60% dei marketers utilizzerà i video nel 2016, con un aumento anno per anno del 20% (ALF Insight, 2016).
  2. Nel 2017 oltre il 74% del traffico online sarà costituito dai video (Usabilla, 2015).
  3. Gli utenti che guardano un video sono 1.81 volte più propensi ad acquistare rispetto a coloro che non guardano video (Adobe, 2015).
Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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5 tipi di contenuti per migliorare la comunicazione B2B della tua azienda

Secondo Beth Comstock – senior vice president e CMO di General Electric – “che sia B2B o B2C i fondamenti del buon marketing sono gli stessi. Tutti siamo esseri emozionali in cerca di pertinenza, contesto e connessioni.”

Nel 2016 le strategie di content marketing B2B e B2C devono avere come obbiettivo quello di sviluppare testi chiari, concentrarsi sulle parole chiave e offrire ai lettori valide risposte alle loro curiosità.

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Il problema riguardante la scelta dei contenuti si pone per tutti i siti aziendali con orientamento B2B che mirano a raggiungere i primi posti nel posizionamento SERP di Google.

Nella SERP è importante elaborare contenuti originali e di valore: per farlo bisogna tener presente quali sono le peculiarità dell’azienda e creare contenuti che si adattino alle esigenze del formato web.Ad esempio, Google terrà presente l’attinenza, l’ originalità e altri fattori della valutazione dei contenuti che insieme contribuiranno a determinare la posizione nella sua SERP.

Come rendere più efficace la comunicazione della tua azienda

Contenuti che raccontano

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La storia di un’azienda è anche la storia del settore in cui opera.
Raccontare come venga prodotto un bene o un servizio può infondere nel lettore un senso di appartenenza e identificazione. Legare ad una narrazione aziendale il suo sviluppo in uno specifico territorio o comunità, è un metodo di narrazione efficace per trasmettere i valori dell’azienda.

Contenuti che spiegano

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Nel content marketing il “cosa facciamo” diventa “come siamo stati in grado di farlo”.

Dietro alla domanda di un servizio o di un prodotto c’è sempre un problema che il cliente vuole risolvere. Racconta di quella volta che hai intrapreso percorsi sbagliati e di come sei stato in grado di correggerti per arrivare al prodotto/servizio che offri oggi.

Contenuti che creano la tua reputazione

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Tutte le aziende sono brave a parlare di se stesse, ma quante hanno il coraggio di far parlare i loro clienti?
Citare l’esperienza di un cliente attraverso storie condivisibili attiva un meccanismo d’identificazione. Il sito non sarà più una semplice pagina web ma diventerà una possibile risposta ai problemi dell’utente.

Contenuti che evidenziano la tua professionalità

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I business case sono un potente mezzo narrativo per trasmettere la professionalità della tua azienda.
Un breve documento in cui si spiega come sono stati risolti i problemi di un cliente dimostra quanto sia importante la soddisfazione di chi si affida alla tua azienda per un determinato prodotto/servizio. Scegli alcune esperienze significative condivisibili dal pubblico e spiega come si è giunti a una soluzione.

Contenuti che mostrano

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A cosa serve il prodotto che vuoi vendere? A chi è rivolto ? Quali bisogni soddisfa?
I contenuti applicativi servono a illustrare i risultati che il tuo cliente otterrà una volta acquistato il tuo prodotto o servizio. Per ogni contenuto di questo tipo vi è una specifica parola chiave che consente di ampliare il campo di azione della strategia di posizionamento.

I giusti contenuti possono migliorare notevolmente l’efficacia della comunicazione B2B della tua azienda, ma devono sempre essere supportati dalla giusta strategia di marketing. In vent’anni ne abbiamo viste di aziende e di strategie marketing: il segreto sta sempre nel trovare quella più giusta per il tuo business.

Ti va di metterci alla prova?

B2B - cube office supplies; Shutterstock ID 274948823; PO: Digital Guide

Attirare l’attenzione dei prospect grazie a contenuti B2B

Molto spesso chi fa content marketing B2B si dimentica che i contenuti prodotti devono essere in sintonia con l’ audience a cui sono rivolti. Altrimenti, saranno percepiti come un fiume torbido di parole, un fastidioso rumore di fondo che allontana i prospect da contenuti realmente interessanti.

È fondamentale che le strategie di content marketing B2B abbiano come obiettivo la creazione di testi chiari che offrano ai possibili clienti risposte valide alle loro domande e perplessità.

Ecco alcune efficaci soluzioni per attirare l’attenzione dei prospect:

Case study

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Si tratta di articoli dove sono presentati i casi di successo raggiunti dai clienti che hanno utilizzato i prodotti/servizi dell’azienda. Tre sono gli elementi che non possono mancare:

  • il problema risolto dal prodotto
  • una breve intervista al responsabile dell’azienda cliente
  • i dati relativi ai risultati ottenuti

White papers

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Ovvero pubblicare un e-book o uno studio scaricabile gratuitamente, a fronte dell’acquisizione delle informazioni di contatto. I contenuti di maggior rilievo sono:

  • approfondimenti sulle peculiarità del prodotto/servizio
  • i trend di sviluppo di una particolare nicchia di mercato
  • analisi delle best practices
  • dati di mercato

Video

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Non tutti i contenuti sono scritti. I video possono essere uno strumento di persuasione molto convincente quando si parla di dare un volto al proprio prodotto o servizio.

Per esempio, i case study possono essere arricchiti con video-interviste del cliente che permettono di percepire l’utilizzo del prodotto/servizio in modo più concreto, creando una
maggior empatia.

Infografiche

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Possono sintetizzare in modo chiaro le caratteristiche dell’offerta rendendo più immediata la sua comprensione. Molto utili nel caso in cui si riesca a racchiudere in poche immagini un messaggio che altrimenti risulterebbe difficile da comprendere.

In sostanza fare content marketing nel B2B significa creare contenuti di qualità per attrarre il cliente, stimolarne l’attenzione e generare un’interazione.

Un piano editoriale che esalti le peculiarità della tua azienda è basilare per raggiungere risultati ottimali. Se vuoi svilupparlo in modo da poter produrre contenuti di valore focalizzati sulle esigenze dei tuoi prospect, non esitare ad avvalerti della nostra esperienza.

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Come sfruttare il content marketing nella comunicazione B2B

La creazione di contenuti fruibili su più piattaforme è diventato un must have per le aziende nel mondo del marketing B2B, come rivelato dal B2B Content Marketing Benchmarks, Budgets, and Trends – North America report.

Lo studio, condotto dal Content Marketing Institute, ha rivelato che l’88% delle aziende utilizza il content marketing per attirare pubblico e generare nuove conversioni.

Di conseguenza nelle strategie di marketing business to business di oggi, diventa fondamentale produrre contenuti di qualità per rafforzare il posizionamento della propria impresa sul mercato e acquisire nuovi contatti commerciali.

Come si deve comportare il Social Media Manager alle prese con la comunicazione B2B?

Deve innanzitutto superare l’idea che i social non siano il luogo adatto al business to business, aprendo le braccia al content marketing e imboccando questa strada improntata alla creazione e distribuzione di contenuti.

Tenendo presente che la linea di demarcazione tra marketing B2B e B2C si è fatta sempre più sottile grazie all’avvento dei social media.
Nel suo post “How to Conquer 5 Common B2B Marketing Problems with Content” Carolyn Frith ha individuato 5 problemi in cui può imbattersi chi fa marketing per il B2B.

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ECCO 5 PROBLEMI DEL SOCIAL MEDIA MARKETING B2B RISOLTI DAL CONTENT

– I prodotti e servizi del B2B sono spesso complicati, dotati di numerose caratteristiche o benefici che gli utenti non conoscono.
L’obbiettivo diventa quindi  quello di comunicare ai prospect come questi prodotti possano portare un beneficio concreto alla loro azienda.
Dobbiamo fornirgli materiali informativi chiari, sotto forma di post sul blog, e-book, video, infografiche e ricerche che potranno fruire quando vogliono e sulla piattaforma che preferiscono.

– Nel B2B entriamo in contatto con molti decision makers che hanno influenze diverse nel processo e guardano alle soluzioni dal proprio punto di vista.
È quindi importante realizzare contenuti che parlino ad audience diverse.

– A differenza dei prodotti creati esclusivamente per il B2C, quelli del business to business hanno un processo d’acquisto che può durare diversi mesi e che necessita di analisi di rischi e diverse approvazioni.
Per questo motivo è consigliabile creare contenuti che si adattino ad ogni fase del processo d’acquisto, considerando i  passaggi fondamentali che la caratterizzano.

-Il cliente si rivolge a un numero limitato di aziende e individui: ogni potenziale cliente è quindi importante e va “viziato” usando contenuti che parlino a ciascun cliente in modo personale.

– Alla base del marketing B2B ci sono le relazioni tra consumatori e venditori. Il loro tempo costa, per questo bisogna fargliene perdere il meno possibile. Come?
Attraverso prospect già informati mediante contenuti realizzati e diffusi su diverse piattaforme.

Considerando i dati emersi nel report, si può parlare di content marketing come soluzione per il B2B?

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Il content marketing per il B2B può rappresentare una tra le soluzioni più efficaci.
Secondo lo studio l’86% degli intervistati promuove prodotti e azienda utilizzando strategie di content marketing  per ottenere principalmente: brand awareness (84%), lead generation (83%) engagement (80%), lead nurturing (78%) e vendita (75%).

C’è da dire che il content marketing da solo non basta, per rendere efficaci i contenuti bisogna inserirli in una strategia più ampia.
Noi possiamo aiutarti a capire quella che più si adatta al tuo brand, contattaci!

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Nella nostra società super veloce, è permesso andare Slow?

Con la diffusione capillare di strumenti smart che offrono soluzioni ad ogni nostra necessità, possiamo dire che l’era dell’Internet of Things è già cominciata. Con un’app controlli gli orari dei treni e acquisti il biglietto, mentre sei in viaggio dai un occhio alle notizie e nel frattempo organizzi un’uscita con gli amici, consulti l’app che ti consiglia la pizzeria migliore e ti prenota un tavolo, poi più tardi magari si va al cinema, dunque già che ci sei leggi le recensioni dei film in proiezione nei cinema della tua zona. Questo è solo un esempio di un numero di attività che solo dieci anni fa avrebbero richiesto molto più tempo e fatica.

Questa immensa disponibilità di informazioni e azioni a portata di touchscreen però, se vista da un’altra prospettiva, ci ha viziati. La frenesia del “tutto e subito” ci ha resi più suscettibili a momenti di estrema, eccessiva, spesso ingiustificata frustrazione quando il device non risponde come vorremmo. Questa necessità di velocità e immediatezza si riflette nelle modalità in cui vengono costruite la maggioranza delle campagne di marketing, ne è esempio la dominante avanzata del Content Marketing.

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Bisogna ricordare però che il Marketing oggi implica conoscere il proprio target e rispondere alle sue esigenze.

Alcuni brand negli ultimi mesi hanno riconosciuto che le tecniche spesso utilizzate per ottenere l’engagement del pubblico possono risultare asfissianti, e hanno deciso di andare controcorrente lanciando una nuova controtendenza il cui nome non ha bisogno di spiegazioni: Slow Marketing.

Il movimento Slow ha inizio negli anni ’80 con le proteste contro il fast food capitanate dallo scrittore Carlo Petrini. In seguito il concept ha contagiato i settori della moda, del cibo, della fotografia e molti altri. Tutto ruota intorno all’idea dell’interrompere la sottomissione psicologica ai rapidi ritmi forzati dalla routine e liberare la mente in tranquillità. Oggi dall’Inghilterra arriva l’esempio della slow-tv, che propone programmi come una diretta di un viaggio in treno di 7 ore, 12 ore di persone che cuciono a maglia, un tragitto in barca di 5 giorni, il tutto rigorosamente in silenzio, senza narrazioni.

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Nel marketing il concetto è stato interpretato in diversi modi. L’azienda produttrice di materiali per il legno Ronseal ha diffuso uno spot di 3 minuti che mostra un uomo mentre dipinge la sua staccionata in silenzio, prendendosi una pausa per bersi un tè e osservare il suo lavoro. Due settimane prima Waitrose, catena inglese di supermarket, ha lanciato la sua campagna con un livestream da una sua fattoria, con GoPro posizionate tra gli animali. La media del tempo di visualizzazione è stata di 4 minuti e 48 secondi.

L’efficacia di questa trovata dipende indubbiamente da una serie di fattori, a partire dal settore in cui opera l’azienda e dal target a cui si rivolge: se si tratta dei Millennials, che vivono per la velocità, forse non si tratta della strategia ottimale. Ciò che è certo è che affidandosi a un’agenzia esperta nella gestione del marketing si ha la sicurezza di non sbagliare. Ce ne occupiamo da vent’anni, conosciamo ogni segreto del settore.

Per concludere, ecco lo spot che ha abbracciato l’etica Slow con più spirito. 45 minuti di Nick Offerman, attore comico statunitense, seduto su una poltrona vicino a un caminetto acceso che sorseggia, rigorosamente in silenzio, uno scotch Lagavulin.

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Newsjacking

Newsjacking: una tecnica di marketing borderline

In passato vi avevamo già parlato di una tecnica controversa di fare marketing, il native marketing. Oggi vi vogliamo parlare di una strategia simile, molto utilizzata ultimamente, che si basa sullo stesso principio ma che funziona in modo un po’ diverso.

Newsjacking, ovvero il native marketing 2.0

Già, avete letto bene. Non si tratta di una tecnica nuova ma di una vera evoluzione del native mktg. Questa pratica, teorizzata per la prima volta da David Meerman Scott nel suo libro “Newsjacking: How to Inject your Ideas into a Breaking News Story and Generate Tons of Media Coverage” si inserisce in quella famiglia di strategie e tattiche di marketing underground. Sfruttata, abusata e ad alto rischio questa tecnica permette di cavalcare l’onda devastante delle notizie della prima ora, con tutte le speculazioni, curiosità e interesse che portano con sé.

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Ma il newsjacking come riesce a sfruttare la grande ondata d’interesse generata dalle breaking news?

Semplice: andando ad inserirsi in questo flusso caotico e in continua evoluzione, il prima possibile e nel modo più contestualizzato possibile.

Si tratta ovviamente di una tecnica borderline. È certo che se avvenisse uno scandalo che implica un famoso politico e l’abuso di alcool, e per gran fortuna voi siete un rivenditore di alcolici, tutto filerà liscio. “Per gran fortuna” appunto: perché il rischio che accompagna il newsjacking è altissimo, come altissima è la voglia di domare la breakingnews e plasmarla al proprio prodotto.

Se non avete questa “gran fortuna” di imbattervi in un fatto eclatante inerente il vostro settore, il rischio è davvero altissimo. E altissime sono le probabilità di commettere uno sbaglio, che potrebbe costarvi molto, molto caro (inutile ricordare gli innumerevoli casi di Epic Fail visti in questi mesi sui social).

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Sfruttare al 100% il newsjacking

Regola #1

Pazienta. Se la notizia non è appetibile per il tuo prodotto, lascia perdere. Meglio non dire una parola che dirne tre sbagliate.

Regola #2

Contestualizza. Se la notizia può essere inserita correttamente nella logica del tuo prodotto, allora studia attentamente come rendere notizia e prodotto un tutt’uno.

Regola #3

Monitora. Sii sempre online: se vedi degli aggiornamenti, dei ritrattamenti e delle modifiche alla notizia principale, il tuo newsjack deve adattarsi di conseguenza. Se non sei online sei fuori.

Regola #4

Sii professionale. È davvero facile farsi prendere la mano e rischiare di non essere contestuali e incappare in qualche errore. In fondo, si tratta pur sempre di un mestiere e come tale deve essere fatto da professionisti. Vuoi cavalcare l’onda del marketing e dormire sonni tranquilli? Siamo qui per darti il cuscino più comodo!

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.