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twitter per aziende B2B

Hai un’azienda? Ecco perché devi usare Twitter

Sicuramente ne avrai sentito parlare.

Sicuramente avrai scartato l’idea come una perdita di tempo o una moda passeggera.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.
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Content marketing: 3 consigli per non rimanere indietro!

Secondo un report di Kapost, ogni anno la spesa complessiva delle aziende B2B per la creazione e distribuzione di contenuti supera i 5 miliardi. Tutto ciò a sottolineare l’essenzialità dei contenuti e l’aumento di reddito per l’azienda.

Ma la parola chiave in questo settore rimane comunque strategia; senza una strategia definita sull’uso ottimale dei contenuti, si rischia di eliminarne il potenziale e ogni possibilità di controllo e di gestione.

I marketer devono cercare di focalizzarsi dove sono più carenti, cioè sulle strategie di pubblicazione e distribuzione. Allora cosa è opportuno fare quando il piano dei contenuti è stato creato, anche con un budget notevole? Sono 3 i consigli da tenere a mente: ACCESSIBILITÀ, MASSIMIZZAZIONE DELLA SPESA e  DISTRIBUZIONE.

  1. ACCESSIBILE NON SIGNIFICA SOLO VISIBILE. Ogni prodotto che deve comunicare qualcosa deve essere pensato in modo tale che chiunque possa fruirne in modo semplice ed efficace, quindi i contenuti devono essere disponibili e rintracciabili facilmente dagli utenti. Non datelo per scontato, perché come dimostra una ricerca di Showpad, il 70% dei contenuti marketing oriented non è utilizzato dai potenziali clienti a causa della loro difficile reperibilità. Sono molti i dettagli a cui dover stare attenti, bisogna porre il focus sull’analisi della user experience, creando un’architettura di contenuti efficienti e una valida attività di SEO aziendale.
  1. NO AGLI SPRECHI! Il budget è una parte rilevante nello sviluppo dell’azienda, che deve essere usato in modo corretto per produrre contenuti rilevanti. Ogni marketer in fase di pianificazione deve valutare come catturare l’attenzione dell’audience. Lo strumento migliore è la ricerca del feedback e tracciare, misurare e analizzare sono le linee guida per una ricerca corretta.
  1. CONTENT DISTRIBUTION. Purtroppo sembra di essere tornati indietro nel tempo, perché l’approccio che hanno ora molte aziende somiglia a quello che adottavano le imprese nel periodo di diffusione della tv analogica: creare contenuti per poi sperare nella sorte è sbagliato!

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Non ci può più essere creazione senza pianificazione e strategia; una piattaforma di content activation efficace è in grado di creare contenuti ottimizzati, presentati in maniera personalizzata e supportati da diversi strumenti di analisi e monitoraggio del target.

Non basta un ottimo storytelling, ma è essenziale concentrarsi sulla scelta dei canali sulla base delle abitudini di navigazione e degli interessi dei potenziali clienti.

Non può esistere content marketing senza un’adeguata strategia e noi siamo in grado di aiutarti per essere visibile, efficace ed efficiente!

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione
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Come trovare e trasmettere l’identità del tuo brand

Prova a fare questo esercizio: chiedi a tutti i tuoi dipendenti di fare una breve descrizione della tua azienda in semplici frasi, in modo che siano comprensibili anche da un bambino. Se le risposte non sono allineate, potresti avere un problema.

Quando un cliente effettua un acquisto, tra i fattori principali per cui sceglie il prodotto di un brand piuttosto un altro ci sono l’immagine e l’idea che l’azienda trasmette di sé al pubblico. Ma se gli stessi dipendenti non ce l’hanno ben chiare, come puoi pensare che il target possa scegliere te?

Conoscere distintamente i fondamenti dietro al proprio business è sinonimo di garanzia: è proprio per questo che giganti come Nike, Apple o Google, qualsiasi sia la situazione dei mercati, restano ben solidi nll’Olimpo dei brand intoccabili. Il loro punto di forza sta nell’avere ben chiaro quale sia il proprio DNA. Una volta consolidato questo punto sarà meno difficoltoso prendere decisioni importanti per il futuro dell’impresa, come su quali prodotti puntare, in che direzione procedere, quali siano i profili migliori da assumere e così via.

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Ecco allora alcuni consigli per riscoprire quale sia l’anima della tua azienda che, una volta identificata, sarà fondamentale trasmettere attraverso una mirata campagna di marketing (per la quale ti offriamo il nostro aiuto).

Guarda alla competizione.

Non per copiare, ma per capire. Come descrivono se stessi? Quali ritengono essere i loro punti di forza? Fai un’analisi introspettiva, chiedendoti quali siano le caratteristiche che differenziano il tuo operato da quelli altrui, nel bene e nel male, e prova a riassumere in poche parole l’essenza di ciò di cui ti occupi.

Chiedi consiglio a chi ti è vicino.

Testa ciò che hai ottenuto con i tuoi dipendenti, i tuoi clienti, le persone con cui entri in contatto. Chiedi loro di rispondere con onestà e cerca di capire se il messaggio è adatto ad essere trasmesso al tuo target di riferimento, in modo chiaro e concreto.

Differenziati dalla competizione.

Un modo per farlo è quello del visual branding, ovvero il comunicare le informazioni in maniera visiva. L’infotainment è la strategia che nel velocissimo scenario del digitale si rivela più redditizia: si trasmettono informazioni confezionandole in un pacchetto accattivante, che sia un video animato per dipingere la storia della tua azienda o un’infografica per trasmettere dati e statistiche.

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Conoscere se stessi è una delle chiavi per far sì che anche  il tuo pubblico abbia la possibilità di conoscere la tua azienda per i suoi punti di forza. Trasmetti al meglio questo messaggio, rivolgiti a professionisti che nel marketing ci lavorano da 20 anni.

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30 anni di internet in Italia

Il 30 aprile 1986 una squadra di tecnici del Centro nazionale di calcolo elettronico di Pisa (CNUCE) fu artefice del primo approdo sulla rete internet in Italia, mettendosi in collegamento con la stazione di Roaring Creek in Pennsylvania, negli Stati Uniti. Un evento epocale di cui nessun giornale si accorse, ma che cambiò per sempre il futuro del nostro paese e portò profonde ripercussioni sulle nostre vite.

L’Italia fu il quarto paese europeo a collegarsi stabilmente a Internet, dopo Norvegia, Inghilterra e Germania; un primato tecnologico di cui non possiamo farci vanto ancora oggi per il misero posizionamento per uso della rete e della banda larga, quart’ultimo posto in Europa. Complice anche la presenza di un gran numero di comuni di meno di 15mila abitanti distribuiti a macchia nel territorio italiano, il digital-divide è un problema che imperversa nel nostro paese ma le strategie per risolverlo ci sono e sono già in atto. Il progetto di far approdare la banda ultralarga su tutto il Paese è in via di realizzazione con importanti implementazioni strutturali già in atto che, a detta del Premier Renzi, garantiranno all’intero Paese l’accesso alla banda larga entro il 2020.

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Allo stesso tempo però è necessario che anche la cultura digitale entri a far parte stabilmente dell’immaginario collettivo. L’utilizzo di internet deve superare il limite dei fini personali: non si tratta solo di una materia da imparare a scuola o per esperti dei settori della comunicazione o dell’ingegneria, ma di uno strumento dal potenziale enorme, utilizzabile per velocizzare i processi all’interno delle organizzazioni, per ottimizzare tempi e questioni della cosa pubblica, per diffondere conoscenze, pratiche, attività e molto altro ancora.

“La Rete è ormai il sistema nervoso e la spina dorsale di ogni attività economica, qualsiasi iniziativa imprenditoriale non può prescindere dal contesto digitale. La maggioranza delle nuove aziende si sviluppa sulle piattaforme digitali. Ogni passaggio della nostra giornata è nel segno di Internet” spiega Claudio Giua sull’Huffington Post.

Di questo si discuterà alla festa organizzata dal CNR il 29 aprile, in cui interverrà anche il Premier Matteo Renzi. Una festa a cui parteciperà l’intero Paese sotto l’hashtag #italianinternetday con una due giorni di eventi,  conferenze e workshop accomunati dal desiderio di diffondere la cultura digitale a ogni fascia di pubblico. L’intero elenco degli appuntamenti è reperibile sul sito ufficiale.

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L’attività lavorativa odierna, di qualunque ambito si tratti, è facilitata notevolmente dall’utilizzo della rete e anzi, in molti ne dipende direttamente e non sarebbe realizzabile senza un collegamento web. Operare nell’ambiente del marketing oggi fa parte di questa seconda categoria. Nella nostra esperienza ventennale abbiamo avuto modo di crescere accompagnati dal progresso tecnologico e migliorare a nostra volta ad ogni aggiornamento digitale. Per un marketing efficace e al passo coi tempi, contattaci.

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Aziende sui social: istruzioni per l’uso

Se non sei sui social, non esisti. Fino a qualche tempo fa questo concetto si applicava solo per le persone (“Non sei su Facebook? E come faccio a mostrarti le foto delle vacanze?”). Negli ultimi anni, complice la diffusione capillare del digitale e il bisogno di ottenere tutto e subito, anche le aziende per “esistere” devono gestire un account ufficiale sui vari social network.

Facile: basta creare un nuovo profilo Twitter o una pagina Facebook, gestirli come usiamo i nostri profili personali e il gioco è fatto. Sbagliato. Ora non siete più voi a parlare ma, agli occhi del mondo, è la vostra azienda nella sua completezza a interagire con la rete. Dunque, prima di postare qualsiasi contenuto, le domande da tenere sempre presente sono:

– Qual è il fine dei social per il tuo brand?

– Quali sono gli obiettivi della tua azienda e come l’utilizzo dei social può contribuire a raggiungerli?

Una volta fatti i conti con queste problematiche è necessario cercare quanto più possibile di non incappare negli errori più comuni quando ci si relaziona con questo ambiente così veloce e volatile.

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Abbandona l’illusione del controllo.

Il nostro compito è di partecipare, non di interrompere la conversazione infinita che è la natura dei social. Per farlo, è necessario essere preparati ad ogni possibile scenario – come rispondere quando si ricevono critiche, offrire aiuto a chi lo richiede – e soprattutto agire in velocità: la soglia dell’attenzione in rete è una frazione di quella offline; se non si risponde subito, il rischio disinteressamento è sempre dietro l’angolo.

Conta ogni voce.

La gestione delle situazioni che definiremmo “il peggiore dei casi” è molto più delicata in rete, dove ogni azione resta impressa indelebilmente e può essere causa dell’annientamento della reputazione social. È importante quindi rispondere alle critiche in maniera costruttiva: se sei in torto, ammetti gli errori, orientandoti sempre al miglioramento. Questo non solo avrà un’influenza positiva sull’immagine del brand, perché umanizzato, ma anche sulla relazione e fidelizzazione del pubblico, che riconoscerà e premierà la vostra onestà.

Rispetta e proteggi il brand.

È comune pensare che per mantenere vivo il proprio account sia meglio dire qualcosa piuttosto che restare in silenzio, magari incalzando nell’argomento più discusso del momento. Ma se la tua azienda vende prodotti farmaceutici, a nessuno interesserà la tua felicità per la Juve che ha vinto lo scudetto, anzi, la credibilità della tua azienda potrebbe risentirne.

L’azione senza dubbio più opportuna per non cadere in queste gaffes imbarazzanti è affidarsi ad esperti nella gestione di ogni risvolto del marketing, social ma non solo, come noi. Contattaci!

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Appoggiare una causa: questione di marketing!

Viviamo in un periodo storico dominato dalla presenza di forti movimenti socio-culturali. La tecnologia, sempre più avanzata e onnipresente, è lo strumento perfetto per diffondere una corrente di pensiero o un trend in maniera virale. Più persone lo condividono, più potere ha il movimento, un potere che chi si occupa di marketing non si può permettere di sottovalutare.

Il marketing elettorale si basa proprio su questo: il candidato vincente è colui che è stato in grado di convincere un elettorato più folto, con il quale condivide valori e scelte. Allo stesso modo dev’essere ragionato il marketing per le aziende, dove gli elettori prendono il nome di clienti, ma ciò che li porta a scegliere di comprare un prodotto da una piuttosto che da un’altra azienda è l’influenza della reputazione del brand stesso. Costruirne una tuttavia richiede molto tempo, condizione di cui spesso le imprese più giovani non dispongono, a causa anche dei limiti di liquidità.

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Come può il marketing ovviare a questo problema?

Studi riportano che i nativi digitali preferiscono acquistare da brand che hanno preso pubblicamente una determinata posizione per quanto riguarda questioni sociali calde. L’immagine dell’azienda è fondamentale quando è in gioco la fiducia che il consumatore vi ripone, per questo molte aziende nella paura di commettere un passo falso non si sbilanciano ed evitano di pronunciarsi. In questo caso non agire è peggio che sbagliare: si finirà per essere ignorati, il peggior buco nell’acqua per il marketing.

Questo vale in particolare nei casi largamente dibattuti e condivisi. Un esempio è ciò che è accaduto lo scorso giugno, quando una sentenza della Corte Suprema ha legalizzato i matrimoni gay negli Stati Uniti: dai filtri arcobaleno sulle immagini profilo di Facebook, all’hashtag virale lanciato dal presidente Obama #LoveWins, ogni condivisione era una presa di posizione politica, che ha superato i confini statali costringendo il pianeta intero a schierarsi.

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In molti casi appoggiare una causa può stabilire un frazionamento netto tra i consumatori. Ne sono esempio il settore dei cosmetici, in cui sempre più persone decidono di acquistare esclusivamente da brand cruelty-free, cioè che non effettuano test sugli animali, o il settore alimentare, dove si sta diffondendo negli ultimi anni la tendenza alla ricerca di prodotti bio o con caratteristiche che rispondano a intolleranze o allergie. In entrambi i casi molte aziende hanno ascoltato la domanda e risposto con l’azione, cioè rilasciando prodotti pensati per soddisfare queste esigenze, ottenendo così un impulso positivo alla propria immagine.

Appoggiando la causa più largamente sostenuta dai propri clienti, l’azienda potrà mostrarsi vicina ai loro interessi ed essere percepita vicina, “dalla loro parte”, il che stabilisce una relazione di fiducia. Prendere una posizione è tuttavia sempre molto rischioso. Per fare le scelte giuste, affidati ad esperti, contattaci.

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CRM: il fattore chiave

Oggi ti vogliamo parlare di uno strumento che non può mancare in nessuna azienda che si rispetti: stiamo parlando del CRM. Aumento delle vendite, maggiore organizzazione interna, generazione di nuovi lead, brand awareness: sono solo alcune delle occasioni che un CRM, se ben utilizzato, può portare alle aziende.

CRM: Client Relationship Management. Come dice la parola stessa, si tratta di un sistema di gestione delle relazioni con i clienti. Una piazza dove si ritrovano e si relazionano, quotidianamente, fornitore e cliente. Forse la tua azienda utilizza già un sistema del genere, forse no. Ti vogliamo spiegare con tre concetti perché dovresti assolutamente utilizzare un CRM.

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Gestione

È la sua stessa essenza: gestire in modo efficace ed efficiente (ovvero al fine di raggiungere un obiettivo e di farlo nel modo migliore possibile) le relazioni con i clienti, di qualunque settore essi siano. Non importa che tu venda supercar o barattoli di semi, il cliente dovrà essere gestito sempre allo stesso modo. Conoscere i prodotti che vanno per la maggiore, quelli che destano meno interesse, quelli con più problematiche e quelli che costituiscono la vostra punta di diamante. Quando conoscerete questo, avrete in mano uno strumento decisionale dalle potenzialità infinite.

Fidelizzazione

Quando il cliente si sente al centro, quando i suoi problemi vengono notati e risolti subito, quando avrete instaurato con lui una comunicazione unica e diretta, sarà allora che avrete conquistato la sua fiducia. E quando ce l’avrete, si creerà un effetto domino interessante: se avrete agito sempre nell’interesse del cliente, questo sarà contento e parlerà bene di voi; se non avrete agito sempre per il bene del cliente, allora la catena che si instaurerà sarà la stessa, ma opposta. È la cosa peggiore che possa accadere: parleranno male di voi, creando un circolo negativo infinito difficile da fermare. Ricordate: un cliente soddisfatto parlerà della propria esperienza in media ad altre 9 persone. Tutto questo può essere creato, controllato e sfruttato con una buona implementazione di un CRM nella vostra azienda.

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Vendite

Con un CRM venderete di più. Esatto: migliora il metodo, migliora anche il risultato. Attraverso il CRM potrete conoscere i prodotti più venduti e quindi le esigenze e bisogni dei vostri clienti: potrete dunque consigliare altri prodotti che faranno esattamente al caso dei vostri clienti. Oppure, potrete proporre delle offerte speciali per un target specializzato: l’efficacia sarà massima.

Non sei ancora convito? Un ultimo dato: le aziende che si affidano a soluzioni di CRM registrano in media un aumento della produttività del 34% ed un aumento delle vendite di oltre il 29%. Non lasciare che la tua impresa resti indietro! Sfrutta a pieno questa opportunità, contattaci per avere una soluzione su misura per te!

Dalle 9 alle 21, una giornata tutta social!

Essere social e online è un must per il business di oggi. Per questo motivo è stato organizzato il Social Media Marketing Day il 27 giugno a Milano. L’obbiettivo principale è capire il comportamento dei social network in relazione a tematiche calde e capire come sfruttarli al meglio per raggiungere i target aziendali.

La rassegna, ideata da Andrea Albanese, community manager dei gruppi italiani di linkedin “Social Media Marketing Italia” e “Social Media Marketing Italiano”, si svolgerà in un’unica giornata all’Auditorium del Sole24Ore di Milano, dalle 9.00 alle 21.00. Consultabile il sito ufficiale dell’evento con il programma completo e la lista dei relatori.

L’incontro è rivolto a tutti gli imprenditori e manager di aziende, alle direzioni vendite, agli addetti alle funzioni marketing e comunicazione e ai customer care che vogliono comprendere cosa è fondamentale per la propria azienda in ambito social e quali sono gli strumenti giusti per ottenere risultati tangibili.

L’evento tratterà 16 argomenti relativi al Social Media Marketing, spiegati praticamente e dettagliatamente, e integrati nelle differenti aree chiave del web. Il format è rigidamente strutturato in 20 minuti di spiegazione pratica e 10 minuti di scambio attivo col pubblico di esperienze e domande, per un totale di mezz’ora per ogni tema affrontato durante la giornata.

“Il modo di comunicare è cambiato. Il modo di fare business è cambiato – dichiara l’ideatore del Social Media Marketing Day Andrea Albanese – Usare i Social Media, fa di ognuno di noi un’agenzia di comunicazione, e dobbiamo prenderne atto.”

Per chi fosse impossibilitato a partecipare al Social Media Marketing Day del 27 giugno, ricordiamo la Social Media Week che tornerà a Torino dal 23 al 27 settembre di quest’anno.

Voi ci sarete?