Starbytes, il crowdsourcing made in Italy

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In Italia le menti creative non mancano e, da qualche giorno, è anche possibile trovarle facilmente in rete e mettere a confronto i loro progetti.

Tutto questo grazie a Starbytes, una piattaforma made in italy di crowdsourcing che raccoglie proposte di progetti creativi come app mobile, siti web, profili aziendali nei social network e web marketing.

Per chi ancora non conoscesse questo complicato termine, il crowdsourcing è un modello di business col quale un’azienda affida la realizzazione e lo sviluppo di un progetto al popolo della rete attraverso dei portali web. Rappresenta un’opportunità per le aziende, che sono sempre a caccia di idee innovative possibilmente low cost, e per i freelance, che vogliono farsi conoscere nel mercato globale.

Il lavoro collaborativo in rete genera proposte più creative e più produttive rispetto ad ogni altro tipo di cooperazione. È questa l’idea che sta alla base di Starbytes, la piattaforma italiana che ha appena concluso una fase di test durata 2 mesi, durante i quali è già riuscita ad aggiudicarsi 22 mila utenti e 351 collaborazioni.

La piattaforma crowdsourcing funziona in questo modo: le aziende presentano ai creativi iscritti alla community progetti come lavori grafici, sviluppi di software, servizi di web marketing da portare a termine.

Dopo aver fissato un compenso, i committenti possono scegliere di indire un contest oppure pubblicare un’offerta di lavoro. I progetti che vengono presentati, sono scrupolosamente valutati dall’impresa che sceglie di assegnare l’esecuzione al creativo che ha realizzato il prospetto migliore.

Gli iscritti alla piattaforma dispongono di un profilo dove sono presenti tutte le iniziative a cui hanno partecipato, i feedback ricevuti e le valutazione dei clienti. L’obiettivo dei creativi è quello di acquistare punti di reputazione che aumenteranno in base alla quantità e qualità dei progetti svolti su Starbytes.

In questo modo si generano meccanismi di gamification che aumentano esponenzialmente il coinvolgimento degli utenti e delle aziende che si sentono parte di una social work experience.

Secondo il giornalista Jeff Howe, che ha coniato il termine crowdsourcing, la piattaforma Starbytes “Può funzionare, perché risolve problemi regolamentari, di contrattualistica e può aumentare l’occupazione in Italia.”

E voi, pensate che il lavoro collaborativo online possa giovare ad aziende e freelance?

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