Social network la zattera di salvezza della tv?

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“Integrazione di contenuti, interazione social e programmi fedeltà sono le tre attività chiave che, insieme, creano l’esperienza che chiamiamo social tv”. Questo secondo Michael Gartenberg, research director di Gartner, società di ricerca che si è dedicata in ultima sede all’analisi della fruizione dei programmi televisivi in combinazione con i dispositivi second screen (tablet e smartphone).

Il traino della social tv sarebbero proprio i device mobili. Come sappiamo, la loro diffusione aumenta giorno per giorno, come l’utilizzo dei social network attraverso di essi.

Le modalità in cui si attua la social tv derivano dall’integrazione di tre principali componenti:

1. al primo posto i social network come Facebook e Twitter dove il pubblico può fare sapere la sua su qualsiasi cosa sta accadendo nel programma, generando e contribuendo alle conversazioni, in tempo reale;

2. le cosiddette companion app, applicazioni per mobile create appositamente per un programma televisivo, che offrono contenuti esclusivi, possibilità di entrare a far parte di community dedicate, interazione social integrata;

3. programmi di fidelizzazione, giochi, concorsi a premi, ecc.

Anche in Italia cominciamo a vedere un’iniziale integrazione tra il medium per eccellenza, la tv, e i nuovi media sociali. Gli spettatori sono sollecitati all’interazione per esempio attraverso Twitter (essendo più diretto e semplice rispetto a gli altri) usando uno specifico hashtag. Alcuni programmi per agevolare le discussioni sui social utilizzano in sovraimpressione una stringa con alcuni tweet selezionati, fondendo così le due realtà (televisiva e social).

“I provider della tv e di contenuti video come le società via cavo hanno un’immensa opportunità di raggiungere un pubblico di utenti intensivi con la social tv e ridurre la potenziale perdita di clienti. Adesso è il momento giusto per sfruttare questa opportunità perché i servizi di social tv non sono ancora dominati da una singola soluzione e il mercato è molto lontano dalla saturazione” afferma Gartenberg.

Infatti uno dei vantaggi (per i provider televisivi) che potrebbe dare secondo Gartner una tv social è quella di evitare, attraverso un modello nuovo e interattivo, la perdita di spettatori  legata all’uso della catch-up tv, ovvero la visione di programmi televisivi in streaming, in differita, quando si ha tempo, senza eccessive pubblicità e molto flessibilmente. Si spingerebbero così gli utenti a scegliere la versione live, arricchita di spunti social interattivi, coinvolgimenti diretti, e stacchi pubblicitari.

Questo nuovo modello di fruizione televisiva, supportata da un’elevata partecipazione diretta degli utenti, che comunicano e interagiscono con la community nello stesso momento in cui stanno guardando il loro programma televisivo, potrà aumentare il valore di un programma tv o di un video, offrendo grandi opportunità ai provider di attrarre nuovi utenti, renderli più partecipi e aprire nuovi canali pubblicitari tramite i social network.

“Il potere insito nell’unire la visione condivisa dei programmi televisivi, con relativi commenti e critiche, a nuove modalità che permettono di dare consigli agli amici – conclude Gartenberg –  ha già dato dimsotrazione di sè con il successo dei social network. Abbracciare queste attività e trasferirle a esperienze di social tv grazie ai dispositivi second screen rappresenta un cambiamento radicale per i programmi di loyalty, la promozione dei marchi e lo sfruttamento dei contenuti”.

One Response to Social network la zattera di salvezza della tv?

  1. […] si rivela interessante in quanto enfatizza il fenomeno della social tv (di cui avevamo parlato qui), fornendo dati ottimisti sull’andamento futuro della convergenza tra tv e social […]

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