Social media policy solo per il 29% delle compagnie

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Malgrado la clamorosa popolarità dei mezzi di comunicazione sociale, soltanto il 29% delle compagnie conta su una vera e propria politica formale sui social media. Le restanti realtà imprenditoriali, in qualche modo, brancolano nel buio o navigano a vista. A rivelarlo è un reportage dei servizi per l’impiego Manpower.

Naturalmente, come già saprete, gran parte delle aziende è solita bloccare i siti più popolari quali YouTube, Facebook e Twitter. Ma c’è una bella differenza tra una politica scritta e un provvedimento preso dal giorno alla notte.

La maggior parte delle aziende che possiedono una politica precisa (il 63%) sostiene sia efficace. Ma c’è dell’altro, perché le social media policies possono riguardare anche aspetti che esulano dalle ore di lavoro e dal comportamento degli impiegati. Possono, in particolare, attenere all’assetto delle società: è possibile ad esempio stabilire ciò che i dipendenti possono e non possono rivelare a proposito dell’azienda sui mezzi di comunicazione sociale, anche se in questi casi il rischio di aprire contenziosi intricati è molto alto.

Naturalmente una politica particolarmente stringente quando si utilizzano i social media per finalità di impresa diventa difficilmente praticabile. Siti come LinkedIn, in alcuni ambiti, sono strumenti troppo importanti per potersene privare a cuor leggero e questa potrebbe essere una spiegazione di una quota così bassa di politiche formali riguardanti i social media.

Voi che ne dite?

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