Social media, aziende e relazione con gli individui

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Impegno e attenzione costante. Non c’è nulla di particolarmente tecnico o alcuna richiesta di conoscenze particolari o troppo specifiche, solo dedizione e sensibilità a ciò che accade nel mondo “social media”. Prestandovi la dovuta attenzione ci renderemo presto conto che il social media sta diventando sempre di più un valido partner per l’azienda/agenzia, un partner che dimostra di possedere delle conoscenze e degli interessi sempre più approfonditi, in grado di dare vita ad una discussione e quindi una relazione bidirezionale tra individuo e impresa.

Se di Marketing relazionale si parla, ora attraverso i nuovi mezzi di comunicazione e piattaforme sociali come i social network, costruire questo tipo di rapporto (a patto che l’azienda voglia farlo), risulta essere molto più facile rispetto al passato, i social network rivestono infatti un ruolo fondamentale in questa pagina del Marketing/Societing.
Gli individui vogliono sempre più sentirsi legittimati all’interno dei processi aziendali e produttivi e il principale mezzo per comprendere e costruire insieme a loro delle conoscenze che fruttino per entrambe le parti diventa, almeno in prima istanza, Internet, che è in grado di ridurre le difficoltà comunicative legate alla distanza e allo spazio che prima rappresentavano i principali ostacoli alle relazioni, conversazioni.

Coloro che non presteranno la dovuta attenzione a questo aspetto presto si accorgeranno dell’enorme divario che vi sarà fra chi ha saputo coltivare i propri rapporti, sfruttando la rete, e chi invece non lo ha fatto.

Ma lasciamo che siano i fatti a darci dimostrazione dell’importanza che rivestono queste nuove forme di comunicazione fra azienda e individui prendendo come esempio la famosa strategia di marketing tribale/relazionale messo in atto da Federico Minoli di Ducati; qui l’amministratore delegato non ha fatto altro che ascoltare i suoi clienti e intessere con loro una relazione duratura nel tempo; stiamo parlando comunque di un caso che risale al 2000, oggi è paradossalmente più semplice grazie alle tecnologie informatiche di cui ognuno di noi dispone ed è altrettanto paradossale che siano le piattaforme create dagli utenti stessi che rivelino oggi un incredibile fonte di conoscenza che le aziende devono imparare a usare e condividere con gli individui in maniera bidirezionale.

I social network aiutano quindi a stimolare il primo contatto con gli individui, poi lavorando di creatività si passa alla fase di contatto, per esempio assumendo una persona che segue i commenti e ciò che accade nelle varie pagine del social network dell’azienda, pensate al fatto che qualcuno risponda ad un vostra domanda sulla bacheca di Facebook, che ne so, nella pagina di Mercedes all’interno di Facebook voi chiedete “Ma è vero che l’aria condizionata di una Mercedes è più fredda delle altre macchine sul mercato?” e qualcuno vi risponda “Non è detto che sia la più fredda ma di sicuro è per certi aspetti migliore (elencandone i motivi o linkando le specifiche tecniche del sistema di condizionamento di una Mercedes)”; non vi sentirete soddisfatti in prima istanza solo per il semplice fatto che qualcuno, che fa parte di un’azienda così famosa, abbia speso del tempo, anche se poco, per rispondere a voi direttamente?
E magari vi rende anche partecipi chiedendovi cosa ne pensate della climatizzazione di una Mercedes o di altre caratteristiche.
Chiaro, l’esempio è ridicolo ma è facendo leva su questi elementi, di dialogo e di attenzioni reciproche, che tra i milioni di fan o followers etc. possiamo trovare validi individui con cui relazionarci in maniera biunivoca.

Un caso che voglio sottoporvi all’attenzione è per esempio l’idea che ha avuto Schweppes, nota marca di bibite, che all’interno della propria pagina Facebook ha introdotto un’applicazione che permette di fare della propria pagina una brillante perla di creatività.
In pochi giorni, in maniera virale la notizia si è diffusa nel web e molti hanno provato a personalizzare il proprio profilo e invitati poi a postare le proprie modifiche all’interno della pagina Schweppes; bene, Schweppes ha risposto a tutti, se qualcuno aveva dei problemi subito li ha risolti rispondendo tempestivamente ai quesiti e chi ha messo le proprie immagini ha ricevuto ringraziamenti e complimenti per la partecipazione.

Ok ma schweppes vende bibite, questo che centra? Centra perché come molti di noi sanno, ormai il prodotto conta in maniera parziale e il mondo valoriale che si viene a creare attorno ad un marchio o ad un’azienda è sempre più in mano ai servizi aggiuntivi come: la creazione di significato simbolico per gli  individui oltre alle mere specifiche tecniche del prodotto; l’appartenere ad una tribù formatasi attorno ad un prodotto o la condivisione di atteggiamenti di consumo; etc..
Questi punti, fondamentali da tenere in considerazione oggi, possono essere sviluppati e messi in atto sicuramente facendo un uso appropriato anche dei social network e comunque mettendo in atto delle pratiche che tendano allo scambio reciproco di informazioni tra individui e sistemi produttivi. Lo stesso fatto che qualcuno ne parli all’interno di un blog, dimostra che qualcosa, perlomeno un passaparola mediatico, ha prodotto.

Voi che ne pensate? Avete qualche altro esempio da portare a conferma?
p.s.
Dopo aver partecipato all’iniziativa di Schweppes su FB devo ammettere che trovandomi tempo dopo al supermercato ho comprato una cassa di sei bottigliette di tonica schweppes, almeno per me, per quanto possa contare la mia unica esperienza, l’importanza ai servizi che esulano dalle caratteristiche del prodotto ha attecchito e mi ha fatto acquistare il prodotto (era anni che non la compravo).

One Response to Social media, aziende e relazione con gli individui

  1. […] Social media, aziende e relazione con gli individui 10 02 2011 di Diego […]

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