Search plus Your World, la ricerca social che minaccia facebook

Share on FacebookTweet about this on TwitterShare on LinkedInShare on Google+Email this to someone

Un tempo l’utilizzo di Google per le nostre ricerche significava riuscire ad ottenere un’enorme mole di informazioni sotto forma di link su qualsiasi argomento. Poi è arrivata l’era dei social network e tra i primi risultati delle ricerche hanno cominciato a comparire i profili facebook, linkedin o twitter appartenenti a persone o aziende. Oggi siamo ad un punto di svolta denominato Search plus Your World.

Di cosa si tratta? Dell’integrazione di Google Search con Google+, ovvero dell’aspetto di ricerca pura e semplice con l’appendice social del colosso di Mountain View. “Google Search cerca sempre di trovare i risultati migliori per te – dichiara il Google Fellow Amit Singhal – a volte questo significa risultati dal web pubblico, ma a volte significa il tuo contenuto personale o cose in comune con te da persone a te care”.

Ciò che rivoluzionerà il sistema di ricerca sarà quindi la possibilità di includere nei risultati i diversi post, video, foto e commenti condivisi dal ricercatore all’interno del suo profilo di Google+. In sintesi ,si avrà l’opportunità di includere i profili pubblici degli iscritti a Google+ all’interno della ricerca.

Quali conseguenze comporterà l’attivazione di Search plus Your World? Prevalentemente due: favorire l’incremento di iscritti a Google+ (attualmente circa 60 milioni) e contrastare lo strapotere di facebook, trasformando il social targato Mountain View nell’unico competitor complementare (almeno per ora) alla creatura di Mark Zuckerberg. Creatura che da questo confronto potrebbe uscire parecchio indebolita.

Questo perché d’ora in poi avere un profilo su Google+ implicherà automaticamente essere presente nelle SERP di Google, opportunità che nessun utente in cerca di un aumento della propria visibilità vorrà farsi sfuggire. E che in futuro potrebbe significare un aumento esponenziale di iscritti che andrebbero ad insidiare il primato degli 800 milioni di facebook.

Tutto ok, quindi? Forse. Un altro problema potrebbe essere rappresentato da una diminuzione della privacy degli utenti, minaccia alla quale Singhal risponde in questo modo: “Stiamo anche introducendo un nuovo pulsante, ben visibile, tramite il quale si potrà vedere come appaiono i risultati di ricerca senza alcun contenuto personale. E’ un livello di trasparenza e controllo senza precedenti sui risultati di ricerca personali. Il nostro sogno è che la tecnologia consenta a ciascuno di noi di esplorare la ricchezza delle informazioni e delle persone che ci circondano”.

Non solo contenuti insomma, ma anche persone e relazioni. Questo inizio d’anno inaugura un nuovo modo di fare ricerca. Verrà ricordato come l’anno del grande boom di Google+? Che ne pensate?

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *