Google-Cina: un addio al veleno?

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scontro tra google e cina

Google in Cina sembra avere deciso di ritirarsi.


Esiste un ultimo spiraglio di trattativa? Sembra proprio di no.
Infatti il braccio di ferro è in atto da quattro anni, ovvero dal 2006, quando Google sbarcò in Cina.
I problemi non sono mai mancati, tra censure e attacchi hacker.

Gli ultimi avvenimenti significativi li possiamo brevemente così ripercorrere:

  • 20 Dicembre 2008: la Cina ha apparentemente bloccato l’accesso al sito del New York Times
  • 10 Febbraio 2009: nuovamente rimandato il lancio dell’iPhone in Cina
  • 24 Marzo 2009: oscurato per l’ennesima volta YouTube in Cina
  • 15 Maggio 2009: le attività di Cyberspionaggio del gigante asiatico cominciano ad avere un impatto sulla sicurezza nazionale statunitense
  • 2 Giugno 2009: le censure continuano: la Cina blocca Twitter, Bing, Hotmail e altri servizi
  • 22 Giugno 2009: Google rimuoverà tutti i siti pornografici dalla Versione cinese del Motore
  • 13 Gennaio 2010: Google dichiara Guerra alla Cina. Il motore di ricerca nel blog ufficiale comunica la possibile chiusura di Google.cn dopo la continua censura delle autorità cinesi e i ripetuti attacchi hacker su Gmail: l’obiettivo era violare gli account di attivisti e difensori dei diritti umani in Cina. Si scoprirà in seguito che l’attacco era partito dalle due università cinesi “Jiaotong University” e “Lanxiang Vocational School”

Quella di Google non è sicuramente stata una scelta semplice perché abbandonare il paese orientale significherebbe al tempo stesso:

  • rinunciare ad un immenso bacino di utenza
  • perdere la sua quota di mercato in Cina (aveva raggiunto da poco il 36% del mercato, a dispetto del 13% del 2006, minacciando il leader della ricerca online cinese Baidu)
  • deludere l’utenza fidelizzata
  • mandare in fumo anni di investimento
  • lasciar spazio prezioso ad un rivale come Bing (già pronto a firmare con Motorola per diventare motore di ricerca predefinito)

Ma da questo divorzio non sarebbe solo Google ad uscirne sconfitto.
La possibile rottura comporterebbe gravi danni anche alla Cina stessa con queste conseguenze:

  • perdita di  un motore fondamentale per la crescita e l’appeal del web sul mercato fondamentale
  • preclusione al mercato occidentale con conseguenze anche politiche (Hilary Clinton è già intervenuta nella diatriba più volte)

Effetti collaterali si avrebbero anche per le aziende cinesi che vendono spazi pubblicitari sulle pagine di ricerca di Google. Queste infatti hanno richiesto chiarezza sui progetti della società in Cina mettendo in guardia sul fatto che potrebbero chiedere un risarcimento nel caso chiudesse il suo portale cinese.
La dipartita di Google dalla Cina sembra perciò non convenire a nessuno.
Gli unici a trarne beneficio sarebbero i gruppi come Microsoft o Baidu, a cui un buco pari al 36% del mercato potrebbe ovviamente far gola.

C’è chi rispetto alla questione solleva un dubbio: dietro l’abbandono si potrebbe celare una strategia di marketing? Non è da scartare l’ipotesi che il tutto possa essere un tentativo per smuovere il mercato delle ricerche on line in Cina, dove Google, come abbiamo già detto, è in minoranza rispetto al motore nazionale Baidu.
Infatti se si considera l’enormità degli utenti cinesi, è comprensibile il desiderio di Google di aumentare il market – share. Insomma non è assurdo immaginare che dietro la dura reazione ai continui attacchi degli hacker cinesi ci sia solo la volontà di sedersi al tavolo con Pechino per rinegoziare le condizioni del proprio servizio limitando la censura.

vedremo prossimamente cosa succederà

One Response to Google-Cina: un addio al veleno?

  1. […] un addio al veleno? Fonte: http://www.marketing-ippogrifo.com/scontro-cina-google/ Google in Cina sembra avere i giorni contati: fonti del Financial Times danno al 99,9% la […]

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