rapporto tra PMI e Internet

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E’ stata da poco effettuata la ricerca “Le Pmi italiane e Internet: luci ed ombre” , realizzata da Elena Cedrola, professore associato di marketing all’Università Cattolica di Milano e all’Università degli Studi di Macerata, in collaborazione con Lince, società specializzata nel campo dell’informazione economico finanziaria e di marketing.
L’indagine, realizzata su campione rappresentativo di 270 siti web di piccole e medie aziende, ha rilevato che l’84,1% dei siti ha una sezione dedicata alla storia o presentazione dell’azienda, anche se con un approccio molto sintetico. In questo ambito sono settori di eccellenza quello della meccanica (96,8%) e degli alimentari e bevande (90,9%), che fanno intuire una correlazione tra informazioni sull’impresa e presenza all’estero dei prodotti e servizi.
Il tipo di informazioni presenti in questa sezione riguarda storia, missione e valori d’impresa; decisamente inferiore è la presenza di altre notizie quali iniziative promosse dall’azienda (24,1%) e informazioni sull’andamento economico della società (58,5%), auspicabili per quelle imprese che operano nel b2b e per quelle interessate allo sviluppo nei mercati internazionali. In particolare, la scarsità di informazioni riguarda soprattutto la presenza di dati di bilancio (5,9%), numero di dipendenti (11,9%), numero di clienti (6,7%) e fatturato (6,7%).
La carenza informativa di questo tipo di indicatori è uniforme sia per le imprese che hanno avuto buone performance aziendali sia per quelle in difficoltà.
Il sito si dimostra uno strumento di indubbia efficacia per promuovere i prodotti aziendali e raggiungere un mercato più vasto: il 67,5% dei siti analizzati ha intrapreso la segmentazione del mercato on line, soprattutto in base alla tipologia di prodotto fornito (52,7%). Per quanto riguarda la possibilità di personalizzare i prodotti in base a gruppi di consumatori (35,4%) e singoli individui (40%) ci sono ancora margini di miglioramento.
L’indagine riporta dati poco entusiasmanti per quanto riguarda l’integrazione delle leve dell’Internet marketing mix nella tradizionale strategia aziendale. Solo il 12,6% del campione utilizza campagne promozionali on line, di questi il 7,4% riguarda sconti su prodotti o servizi. Inoltre, sono ancora poche le aziende che considerano il sito web non solo come piattaforma comunicativa, ma anche come canale di vendita (8,9%).
Le eccezioni sono il settore degli alberghi e ristoranti con il 33,3% e quello dei trasporti con il 25%, in vetta alle percentuali anche per le informazioni sui singoli punti vendita (rispettivamente 33,3% e 87,5%) e per l’offerta di servizi on line (66,7% e 37,5%).
Il settore alberghiero spicca anche per la strategia di pricing on line: l’83,3% dei siti di alberghi e ristoranti mette a disposizione dei visitatori le informazioni sui prezzi di prodotti e servizi, contrariamente alla media del 23%.
Le “relazioni con la clientela” non sfruttano l’enorme potenziale della rete in termini di interattività, mancando degli strumenti più innovativi tipici della comunicazione digitale: i siti Web sono quasi sempre sprovvisti di sezioni dedicate all’interazione cliente/azienda quali aree e forum di discussione on line (2,2%), e sezioni dedicate alla raccolta e risoluzione delle problematiche relative all’utilizzo dei servizi/prodotti offerti (3,7%).
Da non sottovalutare il fatto che solo il 29% delle aziende ha un sito web in ottemperanza alla normativa nazionale sulla privacy, anche se ci sono due eccezioni: il settore dei trasporti ancora una volta (50%), e quello dei materiali per l’edilizia (62,5%).

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