Quando lo spot “ti entra in testa”

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Il mondo pubblicitario pare non conoscere limiti. Ormai veniamo costantemente stimolati da messaggi pubblicitari in qualsiasi contesto, dalla passeggiata in città al nostro smartphone, al navigare in rete. Perfino mentre viaggiamo abbiamo sotto gli occhi cartelloni e manifesti pubblicitari. E se si andasse oltre?

È quello che hanno fatto alla BBDO di Düsseldorf per Sky Go. Sfruttando la teconolgia del bone conduction (letteralmente conduzione ossea), è possibile trasmettere un messaggio direttamente nella testa delle persone. Come? Collegando un trasmettitore di vibrazioni ad alta frequenza ad uno speciale tipo di vetro.

Nel video qui sotto il luogo-tipo è il mezzo pubblico di trasporto, treno o metro. Capita che i passeggeri, stanchi o cullati dall’andamento regolare del mezzo, si assopiscano, poggiando il capo al vetro. A questo punto le vibrazioni emesse dal trasmettitore si propagano sulla testa del passeggero tramutandosi in una voce che presenta un prodotto, in questo caso Sky Go.

Le reazioni sono, ovviamente, di stupore e incredulità, con gente che distacca il capo dal vetro, svegliandosi e guardandosi intorno per identificare la fonte della voce, per poi riappoggiarsi al vetro cercando di capire se si sia trattato di un’allucinazione o chissà cos’altro.

Il metodo è senza dubbio interessante e innovativo ma… se si fosse andati troppo oltre? I commenti su YouTube non sono affatto lusinghieri, segno che i consumatori non sono propriamente ben disposti a vedere violata l’intimità di un momento quale il sonnellino tra posto di lavoro e casa.

Che la BBDO e Sky Go non abbiano previsto un ritorno negativo è strano ma non impossibile. Forse, se avessero pensato di inserire annunci pubblicitari tra un messaggio di arrivo in una stazione e la notifica di un ritardo, il pubblico avrebbe accettato meglio lo spot. Resteremo a vedere come la situazione si evolverà.

E voi, cosa ne pensate? Quando “il troppo è troppo”?

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