Quando il viral e il guerilla marketing si fanno socialmente utili

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È a dir poco ammirevole che una pubblicità si occupi di educare e sensibilizzare il pubblico di massa su tematiche di interesse generale.

Un esempio di campagna di comunicazione sociale 2.0 è stata realizzata da Durex Italia in occasione della giornata mondiale contro l’AIDS per il 1° dicembre 2012.

Se siete utenti di facebook, per sostenere Share Durex, potete condividere quest’immagine sulla vostra bacheca mentre se siete utenti di Twitter potete ritwittarla con l’hashtag  #1share1condom.

Per ogni share Durex regala un profilattico ad Anlaids, la più grande associazione italiana per sensibilizzare la popolazione sul virus dell’Hiv.

Oltre alle tecniche di viral marketing anche il guerriglia marketing si può applicare nel sociale.

Un esempio ce lo offre l’associazione Quit che ha realizzato un libro per sensibilizzare i fumatori ai rischi per la salute connessi al fumo.

Il libro in questione poneva la parola “fine” prima della conclusione della storia rimandando metaforicamente alla possibilità che una persona fumatrice sia più predisposta a morire prematuramente di malattie connesse al fumo rispetto ad una persona non fumatrice.

Come vediamo, all’interno del libro vi sono delle pagine con la parola “fine” poco prima della conclusione che impediscono al fruitore del libro di arrivare all’happy ending.

Questa campagna è stata realizzata sia per libri cartacei che per e-book Kindle.

Anche voi trovate utili queste proposte di marketing sociale?

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