Quando il marketing prevede i bisogni del consumatore: un caffè per uno sbadiglio

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Siete in aeroporto. Avete affrontato un viaggio di diverse ore e il vostro prossimo volo parte solo un paio d’ore più tardi. Lo stress e il jet-lag si fanno sentire, così a correre in aiuto è un produttore di caffè olandese, Douwe Egberts, che ha fatto installare in un aeroporto di Johannesburg (Sudafrica) uno speciale distributore di caffè, privo di pulsanti, riportante solo il marchio del produttore.

Nel video che segue vedrete diversi passeggeri avvcinarsi al distributore e rimanere interdetti data l’assenza di comandi. Alcuni di loro, ancora sofferenti della stanchezza, si lasciano scappare degli sbadigli. Ed ecco che il distributore parte: un bicchiere di carta viene riempito con un buon caffè caldo per ricaricare le batterie del passeggero stremato.

Tutto questo è possibile grazie all’avanzatissimo software di cui è stata dotata la macchina. Si tratta di un programma di riconoscimento facciale in grado di distinguere quando una persona sta sbadigliando. Il distributore fa parte della campagna “Bye bye red eye”, in italiano “addio occhi rossi”, ovvio riferimento all’arrossamento dovuto alla stanchezza. Come si legge a inizio video, da alcuni studi è emerso che molti decidono di acquistare il caffè Douwe Egberts dopo averlo provato e per questo il distributore è stato installato proprio dove può essercene più bisogno, per far provare il brand alla potenziale clientela.

L’idea è senza dubbio geniale: donando un caffè ai bisognosi, il brand crea un particolare feeling con la clientela, che si sentirà coccolata e, addirittura, soccorsa nel momento del bisogno. Con queste associazioni positive legate al marchio è molto più probabile che l’acquirente sceglierà proprio quel caffè piuttosto che un altro. È questo tipo di affezione che rende un brand (e le sue campagne) un vero successo. Punto di forza della campagna è la “viralità”: il video viene condiviso perché “divertente” e intanto fa conoscere su scala mondiale il marchio, sfruttando l’effetto di risonanza che solo i social, come Facebook, Twitter e Google+, possono dare.

Non ci resta che sperare nell’installazione di distributori simili anche nei nostri posti di lavoro e nelle nostre stazioni. Chi disdegnerebbe mai un bel caffè fumante nel momento di vera necessità?

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