Quando gli hashtag diventano dannosi

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Abbiamo parlato dell’introduzione degli hashtag su Facebook appena una settimana fa, ma già ora possiamo farci un’idea di come le parole col cancelletto vengono usate sul social blu. Sembra che i facebookers siano rimasti entusiasti di questa “novità” al punto tale da riempire letteralmente ogni singolo post con una ventina di hashtag, spesso insensati e fuorvianti, in un vero e proprio uso selvaggio e indiscriminato.

Quali sono gli errori più comuni?

  • Spam, spam e ancora spam: inserire una ventina di tag in ogni post che si pubblica è considerato spam. Nessun mezzo termine. Vedere cinque centimetri di schermo pieno di cancelletti e parole blu è un errore comunissimo e anche decisamente fastidioso. Il tutto soltanto perché si spera di ricevere più like o avere maggiore visibilità.
  • Attenzione alle keyword: un hashtag è una parola chiave, vero, ma bisogna prestare attenzione a non utilizzare le più comuni per non rischiare di perdere il proprio post nella marea di altri ed essere considerati solo spam.
  • Global words: anche se il global va di moda, non è una buona mossa per dare rilievo a una piccola realtà, localizzata e radicata sul territorio. Si perde valore e capacità di gestione delle conversazioni se a tutti i costi si pretende di inserirsi nelle parole più gettonate a livello globale.

Il decalogo salva-hashtag

  1. Gli hashtag devono essere correlati al post. Si ottiene più rilievo utilizzando uno o due hashtag pertinenti piuttosto che una ventina fuorvianti.
  2. Personalizzare le parole col cancelletto è una mossa vincente, che permette al tempo stesso di evitare l’effetto global e dare più carattere al proprio brand.
  3. Il tre è il numero perfetto anche per gli hashtag. Tre è il numero massimo di parole chiave che è permesso evidenziare all’interno di un post. Metterne di più è solo spam e il post ha un alto rischio di essere ignorato.
  4. È meglio posizionare l’hashtag a metà o alla fine del post, in relazione al suo contenuto, per dare più rilievo e aiutare la comprensibilità.
  5. Si sconsiglia di usare un hashtag composto da più di una parola, ma se ciò si rendesse necessario o inevitabile è opportuno segnare ogni parola con la prima lettera maiuscola per aiutare la lettura. Un esempio: #IppogrifoMarketingComunicazione
  6. Un suggerimento sempre valido: “taggare” solo su argomenti che si conoscono. Conoscere l’argomento di cui si sta parlando è tassativo.
  7. Il web corre, e anche parecchio. La tempestività è essenziale per usare hashtag di tendenza nel preciso momento in cui si posta.
  8. Anche se su Facebook non c’è un limite ai caratteri, un post breve ed efficace viene letto più volentieri di un papiro. In questo senso sono utili gli hashtag che aiutano a condensare il contenuto di un post rendendolo più leggero.
  9. Attenzione alle impostazioni della privacy: se vogliamo che il post hashtag-munito sia visibile al popolo di Facebook bisogna impostare la condivisione pubblica.
  10. Per aumentare la risonanza del proprio hashtag non c’è niente di meglio di coesione multi-piattaforma: incorporate l’hashtag anche in e-mail, pagine web, altri social network e social media.

Pronti a postare?

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.

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