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Project mapping, la moda diventa tech

17 luglio, 2012 (00:37) | Eventi, Tecnologia | Di: Anna

Lo scorso 4 luglio al Teatro Antoine a Parigi è stata presentata la haute couture del famoso stilista Frank Sorbier.

L’evento non ha nulla a che vedere con le solite sfilate dove decine di modelle percorrono la passerella. Quella che è andata in scena è stata invece la tecnologia. Per la performance, infatti, lo stilista ha collaborato con Intel, la più grande azienda multinazionale produttrice di microprocessori.

Durante la sfilata, sulla passerella era presente un’unica modella con indosso un abito bianco su cui venivano proiettate figure e forme di ogni genere, dando vita ad una performance sognante e romantica.

L’atmosfera della sfilata è stata enfatizzata dal racconto live di Pelle d’asino, una fiaba popolare francese. La storia aveva come protagonista, nel ruolo di principessa, la modella dall’abito cangiante.

La proiezione di colori sullo sfavillante vestito è un esperimento di project mapping su abiti, che ha il merito di evolvere il concept di sfilata trasformandolo in un mix di moda e tecnologia.

La caratteristica più impressionante dell’innovativa passerella è il contrasto tra l’immobilismo dei modelli e il frenetico movimento delle forme digitali proiettate sull’abito della principessa e sulle pareti del teatro (o sui fondali della scene).

Mostrare abiti nelle vetrine in continuo e dinamico movimento potrebbe essere la prossima tendenza nell’esposizione di capi d’abbigliamento.

La tecnologia Intel dunque, è stata il cuore di questo evento artistico eccezionale che si prevede avrà ulteriori risvolti nel mondo della moda. Il Project mapping, ovvero la tecnica che consente di realizzare una mappatura di un oggetto sul quale verranno proiettate delle animazioni in 3D, si sta imponendo come  un nuovo trend nel mondo del retail.

È  della stessa opinione Frank Sorbier che, al termine della sfilata tech, descrive la sua collezione come “un ponte tra il passato, il presente e ciò che il futuro potrebbe essere”.

Le sfilate del futuro diventeranno delle esperienze digitali sempre più coinvolgenti?

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