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Popolarità e autorevolezza su Twitter: il caso Kardashian

1 ottobre, 2010 (12:06) | Social Media Marketing | Di: Joel

Kim Kardashian non è certo la celebrità più popolare su Twitter.

I suoi sostenitori sono circa un milione, cosa che non la pone certo al livello dei colossi mangia-tweet del celebre social network.

C’è però qualcosa che la fa spiccare come nessun altro: è la celebrità che ha la quantità di referral traffic più grande.

Alla fine del giorno, preferireste avere un follower su Twitter che rimane essenzialmente un numero e basta, o preferiste avere dell’utile, tangibile traffico verso il vostro sito?

Certamente ci sono ragioni di credere che questa sia la scelta giusta: privilegiare l’autorevolezza alla popolarità.

Tutti conoscono i pezzi da novanta che vedono tutti dall’alto in basso, perlomeno su Twitter: Lady Gaga (6,5 milioni di sostenitori), Britney Spears (6 milioni), Ashton Kutcher (5,8 milioni) sono solo alcuni esempi. Kim Kardashian non può certo competere in questi termini.

Tuttavia, il sito web della Kardashian ottiene traffico a fiumi da Twitter, più di ognuna di queste celebrità.

Per dirla tutta, il suo sito si classifica al 54° posto totale nella classifica che ricevono più utenti da Twitter, e al 20° posto nella categoria dello spettacolo. Prima di lei, solo i siti di media hosting (Flickr, TwitPic e Vimeo ad esempio) e i siti di sport e notizie.

Si discute molto dei Twitter followers. Cliccano sui link? Acquistano online? Retweettano i vostri articoli?

In altre parole, avere un gran numero di sostenitori su Twitter implica necessariamente avere un gran potere sui social media?

Il caso Kardashian prova che popolarità e autorevolezza, ovvero quantità e qualità, sono due cose molto differenti. E il potere di dirigere il traffico web verso una destinazione voluta è un parte importante dell’autorevolezza online.

I suoi tweet sono esche perfette. Foto dei suoi vestiti, concorsi per partecipare alle sue feste di compleanno, un articolo di sensibilizzazione sul cancro al seno: il tipo di articoli che interessa fortemente i suoi fan.

Il resto dei suoi tweet sono “social”; tale affermazione sembra scontata, ma se si vanno a controllare altri canali di PR e marketing, che puntano a indurre il sostenitore a compiere determinate azioni, la cosa cambia.

I canali di altre celebrità infatti sono quasi totalmente privi di link, e sono disegnati per far ruotare l’attenzione del follower sulla personalità in questione, piuttosto che per indurre a determinate azioni.

Sintetizzando, il canale della Kardashian è ottimizzato per reindirizzare il traffico al suo sito. Ed il suo sito è ottimizzato per il social web, con tweet e post di blog strutturati perfettamente.

Attualmente, un visitatore su cinque arriva al suo sito via Twitter. Twitter le porta poco meno traffico di Google:

kim kardashian twitter e google

Cosa ne pensate? Strategie del genere meritano di essere approfondite e riprese?

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Commenti

Pingback di » Autorevolezza e popolarità: sfida nei social media
Ora: 9 ottobre 2010, 13:58

[...] Uno studio condotto da Brian Solis e riportato da eMarketer ci mostra come i marketer siano oltremodo sospettosi riguardo il reale valore dell’avere un gran numero di amici/fan. Per dirla tutta, si tratta di una sfida tra popolarità e autorevolezza, con la seconda nettamente predominante negli obiettivi di ogni marketer. (Ne avevamo tra l’altro già parlato poco tempo fa, su questo stesso blog!) [...]

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