Piccolo omaggio a Pino Pilla, maestro della pubblicità essenziale

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È venuto a mancare qualche giorno fa Pino Pilla, storico pubblicitario italiano che ha segnato un’epoca contribuendo al successo in tutto il mondo di marchi come Ford, Generali e Pomì.

Per comprendere meglio la componente rivoluzionaria nei lavori di Pilla, è necessario contestualizzare il suo modus operandi all’interno del panorama pubblicitario italiano degli anni ’70 e ’80.

Periodo particolarmente difficile, dovuto al rallentamento del tasso di sviluppo economico successivo alla crisi petrolifera del ’73, ha visto sul mercato una diminuzione della domanda e un conseguente surplus dell’offerta che hanno generato una forte pressione competitiva tra le diverse società.

Durante questi anni la pubblicità e le promozioni divennero strumenti fondamentali all’interno del marketing mix delle aziende. Seguendo gli insegnamenti di Rosser Reeves, secondo cui ogni campagna pubblicitaria doveva proporre un solo beneficio per il consumatore, l’imperativo pubblicitario per le compagnie fu quello di applicare una politica pubblicitaria molto più aggressiva degli anni precedenti.

Qualcuno di voi ricorderà sicuramente lo spot del whisky Glen Grant che diede vita al personaggio di Michele “l’intenditore” e quello storico del caffè Lavazza insieme a Nino Manfredi.
Storie semplici e valori genuini erano posti al centro della maggior parte delle réclame, creando empatia con il target di spettatori che si identificava nelle diverse pubblicità.

Oggi la soglia di attention span del pubblico si è ridotta ad alcuni secondi, siamo agli albori di una nuova era della sintesi basata su titoli brevi, visual semplici e marchi in primo piano.

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Pino Pilla era riuscito ad anticipare questa nuova tendenza improntata alla brevità, lavorando per sottrazione e limitandosi a esprimere brand nella sua assoluta essenzialità.
Questa caratteristica lo ha contrassegnato fin dalla tenera età, quando trasformò un Pilla
Agrippino nel più breve e fluente Pino Pilla.

Maestro indiscusso della pubblicità italiana, è riuscito a entrare nella memoria collettiva con i suoi modi di dire, lanciando prodotti e creando successi.

I nati negli anni ‘80 ricorderanno bene lo slogan “O così, o Pomì” diventato sinonimo per indicare che una cosa ha un solo modo di essere fatta.
Molto conosciuto anche “Io esiste” per la rivista Max, “Il tuo domani sei tu” per le Generali e il motto “Abbiamo Intenzione Di Sconfiggerlo” per la campagna contro l’AIDS commissionata dal Ministero della salute.

Non è possibile descrivere Pino Pilla in un titolo o in una sola frase.
Il famoso pubblicitario e amico, Lorenzo Marini, ricorda Pilla come “un uomo riservato che ha fatto rumore con la forza delle sue campagne stampa.”

Incisività ed efficacia sono le caratteristiche principali che possiedono i suoi claim.
Per ottenerle, ci vuole genio ed esperienza.
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