Periscope: un’opportunità per i brand?

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“Scopri il mondo con gli occhi degli altri”, questa la frase che campeggia nella landing page di uno dei più discussi e chiacchierati social network del momento. E fin qui, nulla di nuovo: in fondo ne abbiamo viste di favolose app che parevamo promettere una rivoluzione ma poi, esaurito l’hype mediatico, sono finite nel dimenticatoio con la stessa velocità con la quale sono arrivate alla luci della ribalta. Ma Periscope promette molto di più, soprattutto grazie al grande nome che gli sta dietro, niente meno che il cinguettante uccellino blu.

Non è YouTube, non è Vine ma non è nemmeno Twitter. No, Periscope è qualcosa di più personale, più vicino agli utenti e più coinvolgente. Si tratta infatti di un’ app che permette di registrare dei video in diretta e di condividerli in real-time con i propri follower. Una rivoluzione apparente nel campo del social video.

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Ma ripensando alla storia di YouTube, Facebook e Twitter, ciò che tutti ora si stanno chiedendo è: Periscope riuscirà a portare questa rivoluzione social anche negli uffici, nei capannoni, nelle fabbriche e tra i desk?

Una parola potrebbe essere la risposta a questa domanda: coinvolgimento. Già, perché se c’è una cosa che i brand cercano con piattaforme quali Facebook e Twitter è proprio il coinvolgimento. Trovare il contatto con gli utenti, stargli vicino per conoscerne meglio desideri e aspettative.

Ed è proprio ciò che Periscope offre ai proprio utenti (che siano semplici persone o grandi aziende): coinvolgimento, sempre e comunque. Dunque, con un minimo di professionalità, si potrebbe passare dal video degli skaters di strada ad una diretta sui processi produttivi di uno stabilimento artigianale. Dallo sketch tra amici all’intervista live al dirigente di un grande marchio. In questo modo, il divario tra cliente e azienda si riduce notevolmente, quasi fino a sparire. E questo porta fiducia, quindi fidelizzazione. Abbassa il brand al nostro livello, lo umanizza, gli regala un volto. A tutto guadagno dell’azienda.

La chiave di volta sta nel saper giocarsi bene questa opportunità. Coniugando professionalità con tradizione, cultura con attualità. Perché ormai la presenza di un brand sui social è fondamentale, una cosa da cui non si può sfuggire: il rischio è quello di rimanere indietro e di essere sopraffatti dalla concorrenza, sempre più agguerrita proprio grazie all’utilizzo dei social.

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