Social media: ancora non sfuttati a dovere

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Non è una novità: finalmente gli esperti del marketing si sono accorti che il social media marketing è uno strumento utilissimo in quanto a vendite locali (per la serie: scopriamo l’acqua calda). Ma come è stato recepita la notizia da chi effettivamente in questo settore ci opera?

Vi proponiamo oggi i risultati di un sondaggio targato Ad-ology, che ci mostra che la notizia è stata recepita sì, ma in maniera molto generica e non proprio completa dalle piccole e medie imprese:

Nessuna sorpresa, Facebook guida la classifica, ma a parte questo, vediamo di concentrarci su qualcosa di ben più interessante dell’infinità battaglia per la popolarità dei social network, ovvero la percentuale (che definire risibile è dir poco) di coloro che pensano che questo tipo di strumenti sia “veramente utile”.
Nessuno qui ha interesse ad affermare che c’è gente che ha sbagliato tutto. Ma certe cose vanno dette, inutile tentare di nascondersi dietro a un dito. Non è possibile che così poche persone abbiano compreso quanto utile sia questo tipo di strumento per il proprio business, indipendentemente da quale piattaforma si scelga per operare.

Prendiamo per esempio il caso di coloro che ritengano che i social media siano “Somewhat beneficial” (abbastanza utili) per la loro impresa. Lungi da noi l’idea di fare di tutta l’erba un fascio, ma non si può sottolineare il profilo tipo dell’”abbastanza soddisfatto”: una persona che, dopo aver sentito tanto parlare di questi strumenti, decide di provarli senza prima informarsi e prepararsi convenientemente, con la presunzione di voler vedere risultati immediati (ovviamente non ottenendoli). Risultato? Sub consciamente essi non vogliono ammettere di non aver profuso il giusto impegno nei social media, perché significherebbe ammettere che in fin dei conti hanno sprecato il loro tempo e basta, così si inventano scuse del tipo “Non lo so, non penso che questi social media siano davvero la cosa giusta per me e per la mia azienda…” e mollano il colpo.

I discorsi di quelli che invece non riescono a vedere nessun tipo di beneficio in tutto questo risultano parecchio ridicoli. Diciamolo chiaro e tondo: meglio chi decide consciamente di non affrontare i social media piuttosto che chi inizia, magari pieno di convinzioni, e poi si demoralizza subito perché i risultati sono diversi da quanto si aspettava, e perché comunque “Mica vendo tanto di più, eh!”. È ovvio che l’obiettivo finale di ogni buona campagna di marketing sia aumentare le vendite, ma ci sono tutta una serie di mete intermedie da riconoscere e considerare, e che purtroppo tanti gestori di piccole e medie imprese non vedono o non vogliono vedere.



Come potete notare, le aree di beneficio prese in considerazione sono molteplici, e le percentuali salgono.
Magari sono stai omessi campi che qualcuno riterrà fondamentali, ma la sostanza non cambia: per ottenere risultati, bisogna impegnarsi, non demoralizzarsi e avere una mentalità flessibile.

E voi? Che ne pensate di queste statistiche? Qual è il settore in cui notate il maggior beneficio? Fatecelo sapere!

One Response to Social media: ancora non sfuttati a dovere

  1. […] This post was mentioned on Twitter by L'Ippogrifo®, Lorenzo Ceotto. Lorenzo Ceotto said: Social media: ancora non sfuttati a dovere http://bit.ly/ghNeiP #marketing #in […]

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