Metti in Piazza i problemi dell’Italia

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Bella Ciao”. No, non siamo tornati alla Seconda Guerra Mondiale e questo non vuol essere un canto partigiano. Si tratta semplicemente del titolo della nuova campagna pubblicitaria realizzata da Piazza Italia per il Natale 2013.

In seguito ad altre campagne molto criticate come “Il pensiero che conta” e “Cogito ergo exprimo”, il noto brand di abbigliamento low cost ha ben pensato di accompagnarci verso il Natale con una campagna pubblicitaria a dir poco drammatica. Si tratta infatti di un richiamo provocatorio al noto passato del nostro Paese, il quale oggi pecca di poco interesse nei confronti del futuro delle sue giovani generazioni.

Pungente, spigolosa e molto irriverente, questa campagna presenta otto soggetti portatori di messaggi dal sapore sia di minaccia che di sconforto, quali ad esempio “L’Italia guarda al futuro. Che parte per l’estero”, oppure,  “Mi merito un Paese che sa cos’è il merito”, o ancora,“Il problema non è che partiamo, ma che forse non torneremo”o “Non chiamatela fuga. Ci vuole coraggio”.

Dobbiamo il merito, se si può definirlo tale, di questa iniziativa e di quelle passate, a Diaframma ADV, la quale, grazie alle immagini in bianco e nero ritratte da Rocco Bizzarri, è riuscita a coniugare in questa campagna ben due significati .

Nelle immagini infatti sono presenti dei ragazzi fotografati di spalle: se da una parte vogliono dimostrare l’indignazione nei confronti di un paese che “ha risorse da vendere, invece le regala”, d’altra parte lo scopo di queste foto è quello di incentivare la riflessione sulla fuga dei giovani, fenomeno assolutamente da non sottovalutare.

Una politica di comunicazione sociale viene portata dunque avanti da Piazza Italia, declinata sulla base della sua politica industriale finalizzata sia ad offrire al mercato collezioni di vestiario di qualità a prezzi competitivi sia a dare posti di lavoro ai giovani.

Ancora una volta il dramma di un paese che sembra non riuscire più a risollevarsi, viene impiegato e sfruttato a scopi pubblicitari e di lucro. Se ci fermiamo a riflettere un attimo, la domanda che viene spontanea è: sono più gli sforzi investiti nel lucrare sopra situazioni di disagio o quelli impiegati nel salvare il salvabile di una situazione in continuo declino? A voi la risposta.

 

Francesca Zia
Ha studiato Economia e Gestione Aziendale presso l’Università degli Studi di Trieste. Appassionata di marketing e di economia, segue con attenzione le ultime tendenze in fatto di comunicazione

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