Marketing tradizionale VS Marketing non convenzionale

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IL MIX DELLE STRATEGIE:

IL GIUSTO COMPROMESSO

CASE HISTORY: JOIA

AGENZIA: LIPPOGRIFO

OBIETTIVI:

Ottenere la massima visibilità del prodotto

(UN CALENDARIO)

Verso target audience (imprese sponsor)

STRATEGIA:

Ufficio stampa +

Evento non convenzionale +

Direct marketing

CONCLUSIONI:
Laver integrato lattività di ufficio stampa e di PR con un evento non convenzionale è stata una scelta Vincente. La visibilità ottenuta dai media ha permesso di ottenere maggiore valore al brand e di conseguenza interesse dai potenziali partner per il progetto.
Leffetto ottenuto senza questa scelta sarebbe stato notevolmente minore.

4 Responses to Marketing tradizionale VS Marketing non convenzionale

  1. David scrive:

    Non c’è niente da fare…tette e culi sono un mezzo di marketing sempre ben accetto e di sicuro impatto visivo ^_^
    Il dubbio è: la gente vede tette e culi (e basta) o anche il machio? ^_^

  2. L'Ippogrifo scrive:

    Sicuramente la bellezza estetica delle modelle ha giocato un ruolo importante in questo evento. E’ stato tutto molto “leggero” e niente di volgare (a differenza di quanto, purtroppo, siamo abituati a vedere spesso alla televisione). Il marchio ha aumentato la sua visibilità, la riprova sta nel fatto che vari sponsor si sono subito interessati al calendario.

  3. Manu scrive:

    Se non sbaglio il principio sul quale si basano tali metodi della comunicazione pubblicitaria è quello del riflesso condizionato studiato da Pavlov: la parte estetica delle modelle attirano l’attenzione della gente che contemporaneamente interiorizza anche il marchio dell’azienda. Quando ci si ripresenta il solo marchio dell’azienda verranno evocate le stesse emozioni provate davanti alle “modelle in stato di grazie”.

  4. L'Ippogrifo scrive:

    Corretto Manu, proprio il riflesso condizionato di Parlov..
    La parte inconsica di ogni persona interiorizza immagini, suoni, profumi ecc che vengono spesso rievocati nonappena lo stimilo esterno si ripresenta.

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