Twitter, parola d’ordine: trasparenza

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Personalità, interazione con i clienti, umiltà. E, soprattutto, trasparenza. Sono le linee guida dell’ultima frontiera del marketing, quello che viaggia sui binari dei social media e in particolare attraverso i “cinguettii” di Twitter. Sul  noto social network una marca ha a disposizione appena 140 caratteri per informare, comunicare, ispirare azioni e reazioni. Una svolta epocale che non può non condurre alla riformulazione di determinate regole di comportamento.

La limpidezza è fondamentale. Bisogna rivelare chi c’è dietro ai “Tweets” e testificare, con foto e firma, che è una persona realmente esistente, al di là del suo ruolo effettivo. Un ottimo esempio è Jennifer Cisney, blogger di punta della Kodak, che non esita a condividere informazioni personali anche leggere e spiritose.

Altra qualità pregevole è infatti la personalità. La pagina di Twitter non dev’essere una full immersion di business. Scott Monty, vertice social media della Ford, ha un approccio genuino e amichevole coi propri clienti, che contribuisce a delineare i tratti del “bravo ragazzo”.

Ci ricolleghiamo così al concetto di onestà, altro punto cardine delle nuove strategie di marketing. Oggigiorno le informazioni corrono veloci, successi e (ahimè) anche insuccessi vengono amplificati. Se fate un errore, abbiate la cura di ammetterlo e mostrate la volontà di riabilitarvi quanto prima. Scherzate sulla vostra gaffe con gli amici, offrendo magari un voucher o un omaggio a colui che confessa l’errore più madornale e imbarazzante.

Cercate di capire il target e i dettagli personali di chi vi segue. Instaurate un rapporto confidenziale in modo da ottenere più informazioni possibile e potervi adattare alle esigenze e preferenze dei clienti.

Infine l’umiltà, ultimo consiglio ma non certo per importanza. Non sedetevi mai sugli allori, non sentitevi appagati. Tenete bene a mente che, al di là delle vostre abilità, sono i clienti a spalancarvi le porte del successo.

Queste sono soltanto raccomandazioni di base, che è bene seguire ma non possono esaurirsi in cinque parole-chiave. Pertanto, se avete consigli da aggiungere, siete i benvenuti!

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