Marketing sociale contro l’anoressia

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Dietro a queste opere si nasconde la collaborazione tra l’agenzia tedesca Ogilvy di Francoforte e l’ANAD (National Association of Anorexia Nervosa and Associated).
Il medium scelto per la comunicazione è originale e sicuramente efficace,  il luogo, un museo appunto, lo è ancora di più.

L’idea di sostituire le opere originali, tra cui L’Olympia di Manet, la Bagnante di Valpicon di Ingres e la Ragazza Distesa di Boucher, con dei derivati dipinti da capo che mostrino gli sconvolgenti effetti dell’anoressia è perfetta nel suo intento sensibilizzatorio.

Il tutto per far riflettere su come stanno cambiando gli ideali di bellezza, come erano un tempo agli occhi di questi artisti e raffigurati in quelle sublimi opere, e come sono oggi, imposti dalla stessa industria della moda, che impone dei modelli sbagliati. Quindi non c’è da stupirsi se oggi ci sono 500.000 giovani ragazze che combattono tra la vita e la morte per questi disagi alimentari.

La campagna ha dato ottimi risultati. Senza dubbio ha colpito i visitatori e l’opinione pubblica, generando una forte risonanza mediatica, molti giornali hanno fatto la gara su questo argomento. Ma il dato confortante viene dall’aumento del 16% del traffico online del sito web dell’associazione, e in più dalle donazioni ricevute dall’ANAD, alcune di queste molto sostanziose.

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