Marketing e psicologia: come sfruttare il bias della negatività

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Bias della negatività, ovvero la predisposizione biologica del cervello umano alle notizie spiacevoli e agli stimoli negativi. Questo bias (= giudizio, distorsione radicata) esiste per uno specifico motivo, la sopravvivenza: agli albori della civiltà questa caratteristica ci garantiva la sopravvivenza grazie ad un’attenzione maggiore agli stimoli negativi.

La cosa interessante è che questo bias si è radicato nella nostra mente e agisce tutt’ora (ma questa volta non per scappare da lupi e altre creature). Avete mai fatto caso a quando passate diversi momenti piacevoli nell’arco della giornata ma poi, inaspettatamente vi accade un evento spiacevole e per tutta la giornata non fate altro che pensare ad esso? Si tratta proprio del bias della negatività!

Come ci insegnano tecniche quali il Newsjacking o l’utilizzo di influencer, sfruttando i processi psicologici inconsci si possono progettare delle campagne di marketing dalla straordinaria efficacia (e creatività).

Quindi, come sfruttare il bias della negatività per fare marketing?

Vi vogliamo rispondere con un case study avvenuto qualche giorno fa, in una piccola città in provincia di Salerno chiamata Cava de’ Tirreni.

Accade che una neonata azienda di stampe digitali della zona, la Oneprint, decida che è arrivato il momento di farsi un po’ di sana promozione. Ma i volantini e le pubblicità online non sono abbastanza, anzi sono superate: cosa fare quindi per catturare l’attenzione del grande pubblico e dire “Esistiamo!”?

Immaginate di andare verso la vostra macchina e di vedere il vetro infranto e una bella multa sul parabrezza: la reazione sarà sicuramente forte! Tanto più quando scoprirete che il vetro infranto è un adesivo e la multa un volantino promozionale fatto ad arte (entrambi prodotti dalla Oneprint).

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Avete appena letto un caso da manuale di guerrilla marketing in cui si è sfruttato a pieno il bias della negatività: la situazione, che all’inizio sembrava tanto critica ma che poi si è risolta in una risata, ha generato una serie di sensazioni e sentimenti che i malcapitati ricorderanno per tutta la giornata. Ma non solo, l’effetto passaparola dello strano “incidente” aumenterà esponenzialmente l’efficacia dell’azione di marketing.

Come avete visto, basta uno sforzo minimo ma molto ben studiato per raggiungere gli obiettivi prefissati. Il guerrilla marketing, il newsjacking, o il native advertising sono tecniche molto potenti, ma devono sempre essere supportate dalla giusta strategia di marketing che permetta di raggiungere risultati certi attraverso un metodo collaudato e scientifico.

Appassionato di scrittura e di tecnologia, ha sempre cercato il modo per coniugare queste due passioni. Scrive sul web e del web. Innamorato dei social network, è sempre in cerca di nuovi modi per fare marketing con gli strumenti online più innovativi.

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