Twitter, 10 modi per fare soldi

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In che modi Twitter può fare soldi? Una domanda-chiave per il social media, così come per i suoi utenti ed inserzionisti, che sentono la necessità di battere la folta concorrenza guidata da realtà come Tumblr, Publr, Yammer etc. Prova a rispondere Erik Qualman di Search Engine Watch:

1. Rispondendo alle persone che cercano un prodotto: quando un utente effettua un tweet ben preciso, richiedendo per esempio dove si possono comprare determinati auricolari per iPod, innesca un circolo virtuoso. Potrà ricevere risposte da utenti pari oppure dalle stesse case produttrici. La chiave per far funzionare tutto questo è la pertinenza. Un primo passo può essere semplicemente un “thumbs up” o “thumbs down”, azione che evita il ricadere dell’onere dello spam sull’inserzionista. E’ questo il motivo per il quale Google teme seriamente la concorrenza dei social media e per cui ha lanciato Google Suggest, applicazione che permette di votare e commentare i contenuti.

2. Proponendosi come strumento di reclutamento per i richiedenti di lavoro: proprio come su Craigslist, i datori di lavoro potrebbero pagare piccole tasse per proporre le proprie attività su Twitter. L’utente poi si orienterà in base a questi tweets.

3. Attraverso la funzionalità White Label Twitter per le aziende Fortune 500: esistono compagnie che non capiscono il web e, all’atto di creare le proprie reti sociali, falliscono miseramente (American Airlines e Lufthansa insegnano). Marchi di questo tipo necessitano di funzionalità di micro-blogging per tenere il passo con la rete.

4. Offrendo pacchetti Analytics per le aziende: raggruppare le conversazioni su Twitter in categorie semplici (come buone e cattive recensioni, domanda di prodotti, top complaints etc.) è un modo efficace per far sì che soggetti terzi (come Google Analytics) possano offrire gratuitamente i servizi richiesti.

5. Spingendo sui coupon locali: è il momento di battere la crisi con sconti e incentivazioni. Quando utenti Twitter fanno richieste correlate a servizi di ristorazione, ad esempio, un’ottima via per “aggiudicarseli” è proprio insistere sulla convenienza.

6. Imponendo micro-pagamenti sulle risposte: gli utenti del social media sarebbero disposti a pagare 75 centesimi per la migliore risposta alla domanda “Non riesco a registrare il mio Mac & iTunes per noleggiare un film”? Alcuni sì, certamente.

7. Offrendo pacchetti Analytics per privati e piccole imprese: così come per le grandi imprese, anche a giornalisti, autori e bloggers potrebbe interessare avere degli indicatori sul gradimento del proprio lavoro.

8. Trovando fonti per reporter e bloggers: alcuni soggetti di questo tipo sono disposti a pagare un abbonamento per ricevere le risposte alle proprie domande e ricerche.

9. Catturando le entrate da vettori wireless: realtà come Verizon, AT&T e T-Mobile potrebbero offrire, ad esempio, 5 dollari sui tweets perché è nel loro interesse far circolare molti messaggi nelle loro reti.

10. Lanciando un “Premium Service”: se si crea una versione con pubblicità a pagamento, allora si può lanciare un servizio premium che annulli tutti gli annunci. Un esempio: 4 dollari al mese per un Twitter sgombro dalla pubblicità.

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