Link a pagamento e creazione contenuti: strategie a confronto

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Se c’è un argomento di cui non si smetterà mai di parlare, nel bene e nel male, sono i link a pagamento. Sono utili? È moralmente accettabile usarli? E così via. Ma ben di rado se ne parla in maniera distaccata e oggettiva.

Per prima cosa, qualsiasi link potrebbe essere classificato come “a pagamento”, almeno in linea teorica. Che si paghi direttamente, o che si creino contenuti e risorse, un costo associato è sempre presente. Certo, messa così la questione risulta un po’ banalizzata, ma l’affermazione precedente è vera in molti casi. Fortunatamente, Google non ragiona in questo modo.

Per quel che riguarda i link a pagamento, ci sono un paio di domande a cui rispondere:

Sono dannosi? No. Addirittura Google non se ne cura più di tanto, a patto che siano segnalati (tramite nofollow), così da poter essere esclusi. Dopotutto, ci sono fattori ben più determinanti per quel che riguarda i ranking.

Sono una cosa sbagliata? Dipende. Certo, se un esperto SEO non fa altro che comprarsi link su mandato di un cliente, senza avergli prima spiegato tutte le potenziali vie da seguire e le possibili ripercussioni, sta facendo il suo lavoro male e in maniera disonesta, danneggiando tutta la comunità SEO.

Conviene usarli?
Anche su questa domanda la risposta è quella di prima. Molti esperti SEO in giro per il web sono ormai rassegnati al fatto che, nei settori più competitivi, il loro uso sia quasi obbligatorio. Altri lavorano quasi esclusivamente con i link a pagamento.
Non si può negare che i problemi che portano possano essere numerosi:

  • Necessità di spesa continua per mantenere i link
  • Rischio in caso di problemi da parte del fornitore dei link
  • Attuale tendenza di Google a considerare i link a pagamento sempre meno importanti
  • Impossibilità di avere certezze riguardo l’effettiva utilità dei link in termini di traffico in entrata

I casi di società con problemi legati all’uso improprio dei link a pagamento non sono pochi. Il che porta a una conclusione: i link a pagamento sono senz’altro un’arma, ma a doppio taglio.

Senza contare un altro problema, non meno importante. Un’agenzia si rivolge a un esperto SEO, che fa uso esclusivo di link a pagamento. Se finisce il rapporto di collaborazione, l’esperto può prendere tutti i suoi link e toglierli all’agenzia. Fine della storia. Certamente non una rosea prospettiva.

L’altra opzione è la creazione di contenuti e risorse.
Le considerazioni da fare qui sono le seguenti:

  • Meno rischi
  • Affermazione dell’impresa e aumento della reputazione
  • Creazione e consolidamento di importanti contatti e relazioni
  • Meno dipendenza dai cambiamenti di Google

Certo, tutti ormai riescono a creare contenuti di qualità sul web, il che rende il compito di spiccare rispetto agli altri ancor più complicato. E questo comporta ovviamente dei costi. Ma i minori rischi e i possibili benefici rendono questa scelta quasi ovvia.

E voi? Cosa ne pensate? Che scelta adottate abitualmente?

One Response to Link a pagamento e creazione contenuti: strategie a confronto

  1. […] una semplice riceca per avere tonnellate di esempi. Io te ne indico qualcuna: Article Marketing, link a pagamento e link building Per quanto riguardo il trust rank esistono strumenti per valutarlo? No, il […]

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