Le strategie vincenti di Red Bull

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Il 17 marzo scorso è morto il cofondatore della Red Bull, l’energy drink diventato un brand di successo in tutto il mondo. Chaleo Yoovidhya si è spento ieri all’età di 89 anni nella sua città natale.

La storia di Chaleo e della RedBull è la tipica storia di business sorta quasi per caso. Negli anni ’70 dirigeva una casa farmaceutica che aveva creato una bevanda tonica, apprezzata dai camionisti e dai lavoratori delle fabbriche.

Nel 1984 incontrò Dietrich Mateschitz, ed insieme investirono in questa bibita energizzante, modificarono il nome, il packaging e la ricetta originale adattandola ai gusti occidentali.

Dopo pochi anni e grazie a una strategia di marketing rivoluzionaria, la Red Bull conquista l’Austria, l’Ungheria, la Gran Bretagna, la Germania, poi tutta l’Europa e, nel 1997, entra anche nel mercato degli Stati Uniti.

Vediamo alcuni esempi di strategie vincenti utilizzate da Red Bull.

Partiamo dal packaging e dal logo: le lattine sono di alluminio e di forma allungata (copiata in seguito dalla Coca-Cola), il logo è formato da un disegno semplice ma incisivo, 2 tori rossi contro un sole su uno sfondo di colore blu e argento.

Un altro fattore importante per il marketing della società è l’associazione del nome Red Bull allo sport, al movimento, alle attività divertenti e spesso pericolose, e alla velocità. La società austriaca ha investito in alcuni sport, come ad esempio la Formula 1, dove possiede due scuderie, la Red Bull in collaborazione con la Renault e la ToroRosso, nata dai resti della Minardi.

La società possiede, finanzia e sponsorizza 4 squadre di calcio, Red Bull Salzburg, Brasil, Leipzig e i New York’s Red Bulls. Infine, sponsorizza atleti singoli e sport estremi come il RedBull X-Fighters, evento mondiale di acrobazie in moto.

Il brand Red Bull lo vediamo ovunque, anche con idee originali di guerrilla marketing come la Red Bull Air Race, e la Red Bull Car, la Mini che porta sul tetto una mega lattina distribuisce gratuitamente bibite in giro. L’ultima trovata è la creazione di un settimanale allegato ai principali quotidiani Usa: il RedBulletin.

La Red Bull vanta 8 mila dipendenti in 161 paesi, nel 2010 ha venduto più di 4 miliardi di lattine nel mondo con un fatturato di più di 3 milioni di euro.

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