L’E-commerce in Italia ha ancora il freno tirato

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Una maggioranza schiacciante dei circa cinque milioni di navigatori italiani che hanno fatto almeno una volta shopping online stanno diventando degli habitué del commercio elettronico, che considerano sicuro e affidabile. La restante parte dei 18 milioni di italiani che frequentano il web rifuggono l’e-commerce, perché, guarda un po’, lo considerano insicuro e inaffidabile. Una cosa unisce il popolo del web: l’infocommerce, che viene considerato utile, anzi utilissimo, tanto da incidere profondamente nelle abitudini di acquisto. Tutto questo, ed altro, si legge in due ricerche che aiutano a capire presente e futuro dell’e-commerce in Italia, realizzate da Netcomm e Gfk Eurisko la prima, e da Netcomm e Università Bocconi la seconda. Sono state presentate nell’ambito della terza edizione dell’e-commerce Forum che si svolge a Fieramilanocity il 14 e il 15 maggio organizzato da Netcomm, l’associazione delle società italiane di e-commerce. Dalla prima ricerca risulta che più del 90% degli intervistati (il campione intero comprende un migliaio di utenti internet) intende ripetere l’acquisto online, quasi il 100% degli acquirenti esprime un giudizio più che positivo dell’esperienza. Però, c’è ancora moltissima gente che non ha mai fatto shopping online, ad alcuni addirittura non passa manco per la testa di fare l’esperienza. Come mai? Non sarà mica "colpa" delle aziende di e-commerce, incapaci di interpretare le esigenze dei consumatori? Tutto lascia pensare a una frattura tra domanda e offerta. Ed ecco allora l’altra ricerca, quella in collaborazione con Bocconi, che si pone l’obiettivo di capire meglio le ragioni del gap, nella convinzione che ridurlo o eliminarlo consente ai fornitori di dare le risposte giuste al mercato. Che le potenzialità del mezzo siano enormi e che le abitudini di spesa degli italiano stiano cambiando, lo si capisce anche dalla continua espansione dell’info-commerce, quella affascinante attività che consiste nel cercare sul web i prodotti desiderati, confrontare prezzi e modalità di pagamento, per procedere poi all’acquisto su internet o, più spesso, sui canali tradizionali. Ma vediamo più da vicino alcuni dati delle due ricerche.
Per leggere tutto l’articolo di Pino Fondati clicca qui.

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