L’imprenditoria nella recessione

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Non tutti i mali vengono (soltanto) per nuocere. Secondo un rapporto di TrendsSpotting, infatti, negli Stati Uniti il 69% in più dei disoccupati rispetto all’anno scorso ha iniziato una nuova attività. Dimostrazione del fatto che sfidare i tempi duri dell’economia può servire per catalizzare lo spirito imprenditoriale e creare quindi nuovi posti di lavoro. Oltre la metà delle imprese nella “2009 Fortune 500 list”, e poco meno della metà di quelle della “2008 Inc 500 list”, è stata fondata nel corso di una recessione o comunque in condizioni di mercato critiche.

L’iniziativa di start-up di una nuova impresa risponde molto spesso ad una vocazione: quasi due terzi (il 66%) degli imprenditori afferma di aver avviato un business ispirato da un desiderio personale più che dall’educazione o dall’esperienza lavorativa.

L’attività imprenditoriale compete prevalentemente agli adulti appartenenti alla fascia d’età 55-64, mentre i più giovani (20-24) sono quelli che hanno le minori possibilità di esserne coinvolti. L’età dell’imprenditore tecnologico medio statunitense è di 39 anni.

Le imprese “home-based” sono diventate un pilastro dell’economia degli Stati Uniti:

– il 50% di tutte le imprese degli Stati Uniti hanno base “fuori casa”;
– 13 milioni di persone sono impiegate presso “home businesses”;
– 6,6 milioni di imprese home-based contribuiscono per almeno il 50% del reddito totale delle famiglie;
– l’8% delle imprese home-based hanno un fatturato di 500.000 dollari o più e il 35% fattura 125.000 $ o più.

Nel complesso, la maggior parte degli imprenditori considera le deboli prestazioni di business una causa della recessione economica:

– il 66% degli imprenditori sostiene che vendite e redditività delle imprese sono calate nel 2009;
– l’8% afferma di aver assunto nuovi dipendenti;
– il 71% dice di non aspettarsi di aggiungere nuovi posti di lavoro nel 2010;
– il 61% asserisce che l’economia è sulla strada sbagliata;
– il 50% dice che è stato più difficile avviare un’attività commerciale nel 2009 di quanto lo fosse stato nel 2008.

In questo contesto, come già assodato, saranno sempre più numerosi i business-men che si affideranno ai social media:

– il 41% degli imprenditori afferma che Twitter aggiunge valore alle proprie società;
– l’84% si aspetta di incrementare l’uso di Twitter nei prossimi sei mesi;
– il 25% pianifica di dedicare più risorse ai mezzi di comunicazione sociale.

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