La scarsa SocialMediAbility delle aziende italiane

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Si è tenuta ieri, allo IULM di Milano la presentazione de “Il SocialMediAbility delle Aziende Italiane: un anno dopo”, la ricerca curata dall’Osservatorio IULM contenente dati e informazioni sull’uso dei social media da parte delle imprese italiane.

Promossa dall’Executive Master in Social Media Marketing & Web Communication, l’indagine si è concentrata su sei settori specifici: moda, alimentare, pubblica amministrazione,hospitality, banche e arredamento, per un totale di 720 aziende. Per ogni settore sono state prese come riferimento 120 aziende divise per dimensione: 40 grandi, 40 medie e 40 piccole.

I risultati? Innanzitutto un aumento dell’utilizzo dei social media per attività di comunicazione e marketing che, dal 32,5% del 2010 passa al 49,9% del 2011. Un traguardo dovuto soprattutto alla forte penetrazione di questi canali all’interno delle piccole aziende, salita dal 9,8% al 43%.

Il canale più popolare scelto dalle aziende che hanno un social media, rimane Facebook con un totale del 71,1%. Ma sono in grande crescita anche Twitter, Linkedin e YouTube, utilizzati rispettivamente dal 39,8%, dal 35,7% e dal 32,0% delle aziende presenti sui social media (rispetto al 14,1%, al 15,5% e al 8,8% del 2010).

La nota dolente? L’insignificante aumento dell’indice medio di SocialMediAbility, che, su una scala di valori da 0 a 10, passa da uno 0,79 ad un modestissimo 1,16 del 2011. Ovvero la scarsa abilità strategica nell’utilizzo di questi strumenti. Sembra infatti che la maggioranza delle aziende abbia preferito oltrepassare i tradizionali canali di marketing per affidarsi all’universo social, senza avere, però, le adeguate competenze per riuscire a gestirli.

Esserci insomma. Ma senza sapere come e soprattutto perché. Una breccia è stata aperta, ma il cammino da percorrere sembra essere ancora parecchio lungo.

Voi che ne pensate?

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