La crisi può essere un alibi?

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Negli ultimi giorni è rimbalzata abbastanza la parola crisi nel nostro blog e di una cosa siamo sicuri, che c’è e si fa sentire.

Abbiamo sottolineato come pur essendoci un clima burrascoso ci siano dei buoni metodi per limitare i danni. Il libro di Ferrandina è un esempio di come il marketing se attuato nel modo giusto possa servire eccome per limitare la crisi e per avere successo.

Ieri guardando i dati Nielsen abbiamo visto che ci sono settori in crescita, il web su tutti. Internet è un opportunità da sfruttare per fare marketing e molti la stanno sfruttando, le statistiche lo dimostrano. Qualcuno dei nostri lettori ha giustamente sottolineato l’economicità di questo strumento, rispetto ad altri media molto più costosi e oramai saturi.

Inoltre la differenza spesso è portata dalla qualità dei risultati che il web offre, qualora un piano di web  marketing sia pianificato con i fiocchi.

Ogni strumento deve essere utilizzato come si deve, e anche il web pur essendo economico e funzionale, non vuol dire che debba essere usato senza una strategia ben pianificata, i risultati non sono garantiti, ma bisogna sudarseli questo è assodato, il marketing non è una bacchetta magica.

In un dibattito che abbiamo lanciato su Facebook, abbiamo voluto sollecitare la gente a riflettere sulla crisi, sulle influenze che questa porta e sulle conseguenze malsane che spesso genera, come la pigrizia, intesa come immobilità di idee, di iniziative e paura di investire.

Molti prendono la crisi come un alibi per non fare, per non azzardare.

Ma voi cosa ne pensate? Dite la vostra qualora lo vogliate o qui, sul nostro blog, o se volete approfondire il dibattito su Facebook potete farlo effettuando l’iscrizione al nostro gruppo sul marketing B2B.

2 Responses to La crisi può essere un alibi?

  1. arturo scrive:

    Premesso che la crisi non è il profitto in meno che il capitale consegue,premesso che tutti coloro che non sono impiegati o operai lavorano e pensano a se stessi,l’unica soluzione,che è il vero motore dell’economia,è il lavoro.I governi devono inventare dei posti di lavoro anche inutili dal momento che il lavoratore è allo stesso tempo produttore,consumatore e risparmiatore(grazie a dio non è capitalista,cioè scroccone)per cui ha 3/4 dell’economia in mano.Quando avranno capito questo avranno risolto il problema crisi.I soldi ai parassiti(banche,imprese ed altro sono tutti a fondo PERDUTO).Un’altra precisazione:non sono mai stato di sinistra,anzi,però questo credo che sia la verità economica.

  2. simone simone scrive:

    Non è questione di schieramento politico: la crisi c’è ed è reale , in particolare , come affermi te, per tutti i dipendenti .
    Si è vero ,anche ( ma non solo)il consumatore finale fa girare l’economia, ma non sono d’accordo, oltre che dare dello scroccone al capitalista, che i soldi dati alle imprese siano buttati al vento.
    Ti posso garantire , per esperienza personale, che molte PMI o artigiani ,con i soldi avuti da agevolazioni fiscali o sgravi, si sono salvati dal sicuro fallimento, ed ora possono portare a casa la “pagnotta” per la propria famiglia.
    Ti invito, se ti va, ad approfondire il discorso su Facebook
    Ciao

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