L’utilizzo del corpo femminile: solo uno strumento pubblicitario?

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Sull’uso del corpo della donna nella pubblicità la polemica esiste da sempre e non soltanto in Italia. A tale proposito esiste infatti una risoluzione del Parlamento europeo, votata nel 2008, che dichiara “inammissibile il modello pubblicitario lesivo verso il genere femminile”.

La pubblicità degli anni ’70 del Novecento segna l’inizio di quel processo di commercializzazione del corpo femminile che, da allora, non si è più fermato, arrivando ultimamente a toccare vertici da capogiro. La donna è presente in tutti gli spot e in tutte le copertine o manifesti: dalla moda, alle auto, alle bevande, alle creme, ai prodotti per la casa, ai profumi ecc..

Esistono diverse scuole di pensiero: c’è chi crede che non ci sia nulla di sbagliato nell’utilizzare il corpo femminile nella pubblicità, purché non venga fatto in modo volgare. Ma dall’altra parte c’è chi pensa che sia immorale e che lanci un messaggio sbagliato, facendo della donna un mero strumento massmediale. Non solo, ma che il messaggio sia tale da indurre le persone a comprare di più i prodotti che vengono sponsorizzati. Ne siamo davvero sicuri? Il sesso femminile impiegato nella pubblicità visiva influisce veramente sul processo decisionale d’acquisto?

Un’agenzia di comunicazione statunitense ha condotto uno studio a riguardo. Il risultato? Dipende molto dal sesso di chi percepisce la pubblicità.

L’uomo, in presenza di pubblicità che utilizzano immagini femminili si concentra principalmente sul corpo della donna. In questo modo egli apprezza la pubblicità ed il relativo prodotto, e viene indotto all’acquisto. Allo stesso tempo però con questo tipo di promozione è meno interessato ad elementi come per esempio il brand e quindi difficilmente lo assimila.

Le donne invece vedono questo tipo di immagini in malo modo o tendono ad ignorarle del tutto. In questo caso quindi l’induzione all’acquisto è bassa.

In conclusione, potremmo dire che: questo tipo di pubblicità stimola gli acquisti da parte degli uomini anche se con degli effetti collaterali (tipici dell’eros). Diversamente nelle donne non ha nessuna influenza positiva nel processo decisionale d’acquisto.

Su questo tema si continuerà a dibattere probabilmente ancora per tantissimo tempo e forse senza mai giungere ad una soluzione ragionevole. E voi da che parte state? Pensate che il ruolo della donna nella pubblicità sia positivo o no?

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