ITALIA MULTIMEDIALE?

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Presentato giovedì 17 gennaio dall’Istat il rapporto annuale sulla diffusione dei
beni tecnologici nelle famiglie italiane. Ecco i risultati.
Se il telefono cellulare si conferma uno dei beni tecnologici a
maggiore diffusione (85,5% delle famiglie), personal computer e
accesso a Internet continuano la loro crescita, con le dovute
differenze a seconda della fascia d’età, di reddito e della regione.
Il 47,8% delle famiglie ne possiede uno (nel 2006 la penetrazione era
al 46,1%). Percentuale che si riduce al 6,5% dei nuclei costituiti da
persone dai 65 anni in su. Le famiglie con almeno un minorenne
possiedono il personal computer e l’accesso ad Internet
rispettivamente nel 71,2% e nel 55,7% dei casi.
Sull’intera popolazione l’accesso a Internet si attesta su un tasso di
penetrazione del 38,8%.
Migliora, rispetto al 2006, la qualità della connessione: diminuisce
la quota di connessioni a banda stretta che passa dal 18,7% al 14,7% e
aumenta, invece, la quota di famiglie con connessione a banda larga,
che passano dal 14,4% al 22,6% .
Se il capofamiglia è un dirigente, imprenditore o libero
professionista, la diffusione di pc e accesso a Internet tocca
rispettivamente l’82,3 e il 71,7%, mentre le famiglie più svantaggiate
mostrano una differenza di oltre 32 punti percentuali nel possesso di
personal computer e di 37,7 punti nel possesso dell’accesso ad
Internet.
A livello geografico, sono le famiglie del Centro e del Nord a
possedere le quote più elevate di beni tecnologici e la distanza delle
famiglie del Sud è di 7,6 punti percentuali per quanto riguarda il
possesso di personal computer e di 9 punti quella relativa all’accesso
ad Internet.
Prendendo in esame solo le famiglie con almeno un componente tra i 16
e i 64 anni che possiedono un accesso ad Internet da casa (vale a dire
l’indicatore definito da Eurostat) l’Italia si colloca al diciottesimo
posto, con un tasso di penetrazione del 43% rispetto alla media
europea del 54%, vicina alla Polonia (41%) e alla Lituania (44%),
mentre Olanda, Svezia e Danimarca registrano un tasso di penetrazione
quasi doppio.
Il picco di utilizzo del personal computer si ha tra i 15 e i 19 anni
(oltre il 77%) e per Internet tra i 15 e i 24 anni (oltre il 68%), per
poi decrescere rapidamente all’aumentare dell’età.
Il luogo privilegiato di utilizzo del personal computer è la propria
casa, indicata nell’84,7% dei casi, seguita dal posto di lavoro:
bambini e i giovani fino a 24 anni usano il personal computer a casa
(in oltre il 90% dei casi), mentre l’uso sul lavoro si concentra nella
fascia d’età tra i 25 e i 59 anni (oltre il 55% degli utilizzatori,
con punte del 73% tra i 45 e i 54 anni).
Soo il 41,9% degli utilizzatori del personal computer ha seguito uno o
più corsi relativi al suo utilizzo.
La maggior parte degli utilizzatori sa fare solo cose elementari sul
computer: solo il 14,8% degli utilizzatori sa scrivere un programma
per computer, mentre si attesta sul 35,6% la quota di coloro che sanno
collegare il computer ad una rete locale e sul 28,2% quelli che sanno
individuare e risolvere problemi di funzionamento del computer.
In questi casi, gli uomini dichiarano di possedere maggiori competenze
rispetto alle donne.

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