Istella e Quag: l’Italia sul web

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Questa settimana è stata ricca di novità tutte italiane.

E’ stato presentato istella, che si propone come servizio alternativo e complementare ai soliti motori di ricerca.

Non si presenta assolutamente come l’anti Google italiano ma, dichiara Renato Soru, al timone del progetto “se domani si blocca Google anche il web italiano si blocca. Il web è una fotografia del nostro Paese ma stiamo delegando questo ritratto completamente agli altri. Strano che nessuno dica: serve un’alternativa italiana. E noi pensiamo ci sia lo spazio ma anche il dovere di farlo, possibilmente innovando e con contenuti nuovi”.

Lo si può definire un progetto che ha come obiettivo la digitalizzazione e l’indicizzazione della storia e della cultura italiana. Esistendo già un immenso patrimonio non indicizzato sul web, istella intende anche portare a galla tutto ciò che concerne il nostro paese nei meandri del web, servendosi, oltre che della mole di documenti contenuti in importanti archivi storici, anche degli stessi cittadini.

Questi, infatti, sono invitati a digitalizzare materiali di cui sono in possesso per integrare gli archivi storici delle varie istituzioni, enciclopedie, fondazioni, società editoriali già presenti in istella. La possibilità di contribuire è affiancata a quella di poter condividere i propri archivi personali, rendendoli disponibili per tutti sul motore di ricerca e disponibili per i propri amici sulla board o direttamente sui social media.

Dietro al progetto c’è anche il bisogno di creare la propria identità nazionale sul web, non delegando il compito ad altri ma creando un’alternativa. “Istella – continua Soru – è un progetto dedicato all’Italia, ma non è solo sull’Italia”. Il suo compito è quello di “raccontare la Rete italiana e cose che interessano agli italiani”.

Altra novità nel panorama delle imprese web italiane è Quag, il motore che intende rendere la ricerca social, allo scopo di creare relazioni tra gli utenti.

Quag non rappresenta un motore di ricerca nuovo, indipendente e autonomo, ma ricorre ai risultati dei maggiori attori nel campo (Google e Bing) per poi arricchire la serp con la propria “esperienza utente”. Ovvero? Unendo gli utenti che hanno cercato, o stanno cercando, le stesse cose, si vengono a creare relazioni basate sugli interessi comuni, sulle quali Quag cerca di spingere, consentendo di sapere in tempo reale quante altre persone hanno effettuato ricerche simili, permettendoci di interagire con esse, ponendo domande e dando risposte.

Inoltre permette di valutare ogni utente meritocraticamente in base alle proprie azioni, sistema che poi andrà a ricadere sulla visibilità dei contenuti che immetterà (all’aumentare delle valutazioni positive aumenta la visibilità).

Ecco il video tutorial di Quag, dal quale possiamo aspettarci ancora molte cose essendo ancora in versione beta.

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