Internet per tutti, nasce l’alleanza dei big informatici

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Oltre cinque miliardi di persone nel mondo non hanno l’accesso a internet. Questo, e la mancanza di strumentazione digitale, è il digital divide, il gap tecnologico che divide in due il mondo. Google si è già attivata col project loon così come Zuckerberg aveva annunciato il progetto internet.org. Ora è partito il progetto Alliance for Affordable Internet (A4AI), una vera e propria alleanza dei big tecnologici mondiali.

Facebook, Google, Microsoft, Yahoo!, Alcatel-Lucent, Ericsson, diverse agenzie governative di Stati Uniti e Regno Unito, organizzazioni filantropiche e perfino Tim Berners Lee, il padre del web,  si sono alleati per ridurre le distanze digitali, soprattutto per i Paesi più arretrati. L’obiettivo è ridurre i costi da sostenere per essere collegati al web. Lo stesso Zuckerberg ha definito la connessione internet come “diritto umano”.

Tim Berners Lee sostiene che il problema principale del digital divide sia il costo della connessione. Per un abitante del Mozambico, ad esempio, 1Gb di traffico equivale a due mesi di stipendio. Se la rete wifi venisse ampliata e nuovi smartphone economici fossero immessi sul mercato, il digital divide sparirebbe, secondo quanto sostiene Berners Lee.

Secondo la Commissione per la banda larga delle Nazioni Unite, la ITU (International Telecommunication Union), gli internauti, in media, spendono circa il 30% del proprio reddito per avere accesso al Web. L’Alleanza si prefigge si far calare la spesa mensile fino al 5% del reddito mensile.

Gli appartenenti al programma punteranno a coinvolgere i vari governi nazionali e a offrire specifiche policy per creare un ambiente che favorisca lo sviluppo telematico, soprattutto nei Paesi poveri. Si spera che, entro la fine del 2015, si riesca a raccogliere l’adesione di almeno dieci nazioni e, ogni anno, verrà redatto un resoconto per rilevare i progressi raggiunti.

Internet per tutti, dunque.

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