Gli influencers sono il target del social marketing

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Un indagine condotta da Regus , su 450 città in 80 paesi, ci rivela che ad oggi il 40% delle aziende di tutto il mondo ha trovato nuovi clienti grazie ai social network (in Italia il dato scende al 38%) e che il 27% destina parte del proprio  budget su questi siti.
Lo studio ha l’obbiettivo di misurare il grado di penetrazione dei social network nell’ambito professionale e rilevare i campi in cui vengono maggiormente utilizzati dai manager:
•    mantenere contatti professionali (58%)
•    partecipare a gruppi d’interesse e trovare informazioni utili per il proprio business (54%)
•    organizzare e gestire gruppi di clienti (51%)

Le differenze territoriali si fanno sentire anche sul web, da paese a paese sono diversi i social network più popolati, ma parlando di business quello più utilizzato per gestire i contatti, trovare risorse ed essere trovati è LinkedIn.
Si può facilmente capire che nei processi di marketing, i social network non sono assolutamente strumenti da trascurare, tutt’altro; i dati rilevati giustificano gli sforzi delle aziende, in termini di persone e risorse, impegnati nei siti di condivisione.
Non tutti i social media sono uguali, così come non lo sono gli utenti. Non si può utilizzare lo stesso approccio con tutti.

Ma chi sono gli utenti e cosa li spinge all’azione?

La ricerca condotta da Gartner identifica quali sono i consumatori in grado di influenzare la brand awareness e le campagne di marketing virale.
Sono state rilevate 6 categorie di utenti, 4 delle quali hanno una grossa capacità di influire sui processi decisionali del 74% della popolazione. Tra questi gruppi si distinguono:

•   Connector: svolgono una funzione di collegamento tra i diversi gruppi, hanno contatti con molti social groups e la capacità di presentare le persone tra di loro. Si possono distinguere in 2 categorie:
– gli Heavy Connectors, che hanno ambienti diversi, ma una ristretta cerchia di amici e parenti, con i quali mantengono regolarmente molti contatti
– i Light Connectors, che abbracciano una gamma molto più ampia di gruppi diversi, ma con legami che sono molto più deboli e meno frequenti

•    Salesman: hanno ampie connessioni sociali e si contraddistinguono per la capacità di persuasione (acquistare alcuni prodotti, agire in determinati modi). Questo ruolo non è legato a fini commerciali, è un tratto della loro personalità che, sulla base delle informazioni che trasmettono, spinge gli utenti a compiere determinate scelte.

•    Seekers: sono in contatto con altre persone al fine di trovare skills e informazioni di cui hanno bisogno nella loro vita quotidiana. Quando i Seekers fanno shopping, tendono a consultare gli esperti e a chiedere consigli sui migliori gadget da comprare, dove trovarli e a quali prezzi.

•    Maven: sono gli “scambiatori di conoscenza”o intermediari di informazioni. Sono esperti in particolari settori a cui le persone si rivolgono per chiedere consigli. A differenza degli Salesman, non svolgono un ruolo da persuasori e non si fanno problemi nel diffondere commenti negativi su prodotti e aziende.

•    Self-Sufficient: nella categoria degli “autosufficienti” ricadono coloro che preferiscono scoprire da soli quello che c’è da sapere per soddisfari i loro bisogni. Non si fanno influenzare dagli altri e sono relativamente impermeabili alle campagne virali. Per questo i Self-Sufficient costituiscono una parte di mercato molto difficile da colpire.

•    Unclassified: nella quale ricadono coloro che non appartengono alle altre categorie, circa i due terzi della popolazione. I “non classificati” hanno comportamenti discontinui,  presentano il più delle volte caratteristiche di diverse categorie e possono svolgere ruoli diversi in diversi contesti sociali.

È essenziale per i fornitori di servizi di comunicazione, sviluppatori di applicazioni e  editori, capire come reagiscono i diversi tipi di gruppi alle informazioni di marketing. Ad esempio i Self-Sufficients non sono particolarmente attenti a queste fonti, mentre per i Mavens esse costituiscono i loro ferri del mestiere. Tuttavia i Mavens si rivelano poco utili, raccolgono una grande quantità di informazioni, ma tendono a condividerle solo dopo un’esplicita richiesta da parte di un utente. Nel caso di Mavens e Self-Sufficients, è fondamentale il miglioramento della  “shopping experience”.

Salesman, Seekers e Connectors, invece, si rivelano molto ricettivi alle campagne marketing, per questo costituiscono il target dei marketer che operano dei social network.
Le aziende dovrebbero agire nei social network per sviluppare relazioni importanti in un primo momento e progressivamente approfondire i rapporti. In modo tale da fornire agli individui più interessati le giuste informazioni, su prodotti e promozioni, nella maniera più conveniente. Questa gestione dei potenziali clienti è spesso (sempre) usata dai piccoli e medi rivenditori ed è il modo migliore per raggiungere la loro fidelizzazione e tramite il passaparola acquisire nuovi leads.

One Response to Gli influencers sono il target del social marketing

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