Il caso della promozione dei vini friulani in Russia

vino donne russia
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Di sicuro il regista di questo video pubblicitario, Iris Brosch, avrà pensato ai canti di Ovidio, o alle Bucoliche di Virgilio o forse alle feste dionisiache che andavano tanto in voga nella Grecia dei poeti e degli artisti. Sta di fatto che la strategia marketing scelta per l’esportazione di caratteristici vini prodotti in Friuli Venezia Giulia in Russia è quanto di più stravagante possa esserci in una pubblicità commerciale.

Sarà forse l’amore dei russi per le belle donne e i vini italiani o forse il sapiente uso di elementi sempreverdi nel marketing e nelle pubblicità (l’accostamento donne-alcool-natura è sempre vincente), sta di fatto che il semplice e poco pretenzioso video girato tra i vigneti delle aziende Marco Felluga e Volpe Pasini pare proprio confondersi con un video erotico o un trailer di un film a luci rosse.

La scena si apre con delle modelle russe quasi completamente nude che vagano divertite lungo i vigneti, giocando con acini e pampini, quasi fossero innocenti bambine alla scoperta del mondo. Date le immagini “delicate”, non stupisce che il video sia stato considerato osceno o addirittura lesivo dell’immagine italiana. Insomma, le polemiche non mancano e a questo punto sorge spontanea una domanda: fino a che punto si può spingere il marketing?

Ci sono stati in passato casi di pubblicità “oltraggiose” o ritenute non appropriate dal pubblico: ricorderete sicuramente il caso di Barilla con la pubblicità della “famiglia tradizionale” e le affermazioni del presidente del marchio, Guido Barilla.

Qual è la soglia da non oltrepassare mai, la linea rossa che non bisogna mai varcare? Problema di marketing o questione morale? Voi cosa ne pensate?

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