Il 10% degli italiani dice ancora no all’e-commerce

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In data 5 novembre 2013 sono stati presentati gli esiti di una ricerca condotta attraverso HQ24, il nuovo panel online messo a disposizione dall’ufficio ricerche del Gruppo 24 Ore, in collaborazione con Toluna. Si tratta di una ricerca sullo stato di integrazione del popolo italiano nei confronti delle nuove tecnologie e dell’e-commerce.

I questionari online compilati nella settimana dal 10 al 15 ottobre per la ricerca sono stati 1.200.

Come risultato già da una prima analisi si è riscontrato che questo campione, eretto a rappresentanza della popolazione italiana, abbia due comportamenti caratteristici:

  1. utilizza abitualmente almeno due dispositivi (per lo più un computer e uno smartphone/tablet)
  2. frequenta di media tre social network (Facebook, Linkedin e YouTube) oltre alla nota piattaforma Skype

La maggior parte degli acquirenti online (il 46%) utilizza il pc per fare le loro transizioni, mentre il 28% del campione acquista tramite smartphone e il 25% attraverso il proprio tablet.

Paypal è il metodo di pagamento più gettonato, seguito dalla carta di credito prepagata.

Indipendentemente dall’articolo in questione, l’80% degli intervistati sostiene di affrontare l’acquisto solo dopo aver compiuto una ricerca sul prodotto, anche attraverso i feedback lasciati dagli altri utenti.

Vi sono però ancora i tradizionalisti (il 10%del campione), ovvero coloro i quali si dichiarano tuttora restii all’acquisto online a causa della mancanza di fiducia nei confronti dei metodi di pagamento.

Il sondaggio svolto sulla piattaforma di Toluna, riguardante i medesimi temi presi in analisi, ha riportato i dati ottenuti dalla stessa indagine all’interno però di un campione della popolazione online inglese.

Sono state riscontrate alcune analogie nelle risposte della ricerca, ma il risultato mostra comunque che il campione italiano è meno propenso all’acquisto online rispetto a quello britannico. Differiscono poi gli interessi delle due popolazioni, infatti il campione inglese acquista fra le altre merci anche prodotti di abbigliamento e cibo, prodotti che in Italia necessitano ancora di essere testati per acquisire la fiducia del consumatore.

Pregio o difetto che sia, ciò che da sempre caratterizza noi italiani è l’estremo bisogno di soddisfare un po’ tutti i nostri sensi per decidere se concedere o meno la nostra fiducia a un prodotto. Voi che ne pensate? Riusciremo prima o poi ad avere più fiducia nel progresso e nell’innovazione o rimarremo ancorati nel timore di sbagliare e pagarne le conseguenze?

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