I migliori ai primi posti in Google. Link, i love you!

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Anche Studio Cappello mette in evidenza uno dei fattori determinanti per il posizionamento di un sito web ai primi posti è la “reputazione” del sito online.
Più sei importante prima compari ai primi posti su alcune parole chiave.
La reputazione Google la misura con i link: loro numero, loro attinenza, importanza di chi linka, qualità del link, etc.

La direzione presa da tempo da Google è quella di andare a intercettare i link artificiosi (creati solo per alterare il valore del Page Rank dei siti web) e premiare invece quelli meritori, i link cioè frutto di una citazione per merito.
Se è relativamente facile intercettare i link ottenuti con attività di scambio reciproco o su sezioni di pagine di siti che mettono in vendita i link per questioni di PageRank (praticata da molti portali, blog e forum), forse lo è un po meno quando il link viene inserito in sorta di redazionali a pagamento (la pubblicità occulta tanto usata nei giornali). Lo testimonia il fatto che, a fronte del fatto di aver sempre dichiarato di utilizzare solo soluzioni software oggettive per la classificazione dei siti e l’assegnazione del Page Rank, in realtà Google sta arruolando personale anche per fare controlli umani (e quindi per loro natura soggettivi e parziali) su siti e portali, anche per questioni di link.
In ogni caso, lo sforzo che Google sta facendo è notevole e merito di plauso. Identificando il “peso” che hanno i link, distinguendo ad esempio le numerose liste dii link a piè di pagina di alcuni siti web (sotto una dicitura “partner” o “amici”) e favorendo quelli citati in articoli o contesti probabilmente perchè frutto di merito per il valore (positivo ma anche negativo) che l’azienda linkata ha apportato tanto da meritarsi citazioni, al primo posto nel ranking di ricerca dovrebbero comparire sempre più i siti che realmente hanno merito.
Oggi l’effetto googleboombing ottenuto spesso con azioni a pagamento (che Google dice dovrebbe scomparire) permette ad alcuni siti di rimanere piazzati ai primi posti su singole parole chiave non sempre meritatamente (ne sa qualcosa anche italia.it mi pare), ma se si guardano i piazzamenti su più ampli parchi di parole chiave attinenti agli argomenti trattati da ogni singolo sito web, i siti che maggiormente meritano tendono nel tempo a rimanere ben visibili, anche se il naturale proliferare dei siti web porterà a limitare la visibilità di tutti i siti (almeno fintanto che si continuerà ad usere per la ricerca un box su cui inserire parole con le quali si scandaglia l’intero universo di miliardi di siti del world wide web), spingendo chi avesse bisogno di visibilità sempre più verso soluzioni pay (AdWords & C.) .
Essere primi nel tempo per merito è quindi un duplice successo per chi vi riesce: un successo non solo per il traffico di utenti che ne deriva (che spesso è di utenti che non utilizzano in prima scelta i collegamenti a pagamento, utenti che sono la maggior parte), ma anche per una reale attestazione di qualità del sito dell’azienda e dell’azienda stessa, qualità che oltre a gratificare l’azienda e i suoi titolari, permette un’affermazione del brand molto più naturale e gradita.

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